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Isole Salomone- Team Brunel ha passato l’Equatore (per la terza volta in questa Volvo Ocean Race) nella prima mattinata di oggi (ora italiana) con 27 miglia di vantaggio su Abu Dhabi Ocean Racing (al rilevamento delle 9:40 UTC). Cosa più importante, Bouwe Bekking e compagni già navigano con un nuovo flusso da NE che di porterà velocemente per le prossime 48 ore verso le Isole Salomone e poi nel corridoio tra le Vanuati a dritta e le Figi a sinistra.

Su Brunel c'è anche tempo per scherzare un po'... Foto Coppers
Su Brunel c’è anche tempo per scherzare un po’… Foto Coppers

Terzo è Mapfre a 39 miglia. Dongfeng ha recuperato qualcosa ed è 42 miglia. Alvimedica è a 43. Team SCA ha passato bene i doldrums ed è a 48 miglia.

Lo skipper di Team Brunel Bouwe Bekking raccontava ieri così la situazione in Pacifico: “Siamo così vicini, ma così lontani. Se si guarda la carta si potrebbe pensare che siamo quasi arrivati in Nuova Zelanda, ma se si guardano le miglia che mancano, allora si vede una realtà del tutto diversa. Capey (Andrew Cape il navigatore) le conta in quante Sydney/Hobart ci restano, io invece preferisco pensare alla rotta da Lanzarote all’Olanda, che abbiamo fatto un paio di volte l’anno scorso, perchè mi dà un’idea più precisa di quanti giorni abbiamo ancora davanti. Non mi capita spesso di pensare quante miglia mancano, ma finora questa tappa ci ha riservato una navigazione piuttosto noiosa.

Ci stiamo avvicinando all’Equatore e davanti ci sono molte nuvole enormi, il che rende il tutto più interessante dal punto di vista della strategia sul breve periodo. I velisti che sono di guardia hanno la massima libertà di affrontare le formazioni nuvolose, ed è per questo che sulla cartografia da casa vedete delle notevoli variazioni di dotta. Si tratta di piccoli sistemi meteo autonomi, cioè che possono provocare un salto di vento anche di 180 gradi. Bisogna aggredirle, oppure il rischio è di finire in una zona di bonaccia. Proprio ieri notte siamo finiti in uno di queste zone e il vento è girato tantissimo. In pochi secondi il vento arrivava da una direzione opposta, la barca si è sdraiata sull’acqua e il Code 0 si è incastrato dalla parte sbagliata dell’albero. Quelli che erano fuori turno sono corsi in coperta, sentendo che c’era qualcosa che non andava. Dopo pochi secondi tutto è tornato sotto controllo, abbiamo continuato sulla stessa rotta, ma con mura opposte! Addio noia!”

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