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Genova- L’Assolaser (ovvero il suo segretario Macrino Macrì) non ci sta e rilancia, ponendosi di fatto fuori dalla Federazione Italiana Vela. Dopo il riconoscimento di ieri della nuova Associazione Italiana Classi Laser (http://www.italialaser.org) da parte del Consiglio FIV, la Federvela ha (finalmente) subito provveduto a pubblicizzare la notizia, che ha immediate conseguenze sull’attività sportiva di più di un migliaio di timonieri italiani, già per i prossimi e vicinissimi eventi.

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Tutti i circoli italiani hanno ricevuto oggi una direttiva, firmata dal segretario generale FIV Gianni Storti, in cui si specifica che l’unica associazione riconosciuta è la nuova Associazione Italiana Classi Laser (presidente Stefano Carnevali, segretario Gianni Galli, entrambi livornesi) e che a questa i timonieri italiani dovranno tesserarsi. Per le regate del 2015 sarà richiesta quindi la tessera FIV, l’assicurazione obbligatoria e la tessera di classe appena la classe stessa provvederà a diffonderla. Nel frattempo, per esempio, allo Yacht Club Italiano di Genova, si stabilisce che alla prossima Zonale del 28 febbraio e 1 marzo si richiederà solo tessera FIV e assicurazione.

Nel frattempo, però, 500 timonieri italiani in buona fede si erano già iscritti, o avevano rinnovato la loro associazione, alla decaduta Assolaser di Macrino Macrì. Lo hanno fatto pagando 50 euro. Ora cosa succede? Molti lettori ci hanno chiesto informazioni, cosa devono fare? Iscriversi alla nuova Associazione? Se sì, cosa accadrà a chi ha già versato la quota ad Assolaser? La potrà recuperare o la vedrà trasferita o validata ad AICL? Abbiamo chiesto informazioni alla nuova classe, che ci ha risposto che una decisione su come gestire questa delicata fase verrà comunicata a breve termine.

Assolaser intanto forza la mano e, facendosi forte della sua rappresentatività all’interno dell’ILCA (l’International Laser Class) scrive suo sito Assolaser che “Facendo riferimento alle comunicazioni odierne (20.2.2015, ovvero il riconoscimento della nuova AICL; Ndr) desideriamo confermarvi che le attività dell’Assolaser non sono in alcuìn modo modificate e che in ottemperanza alla regola 9 dell’ILCA ogni timoniere italiano dovrà essere tesserato all’Assolaser per svolgere qualsiasi livello di attività in Italia o all’Estero”.

Ora, dato che per organizzare e disputare una regata in Italia bisogna essere iscritti alla FIV, e seguirne la normativa se si è organizzatori, ufficiali di regata, partecipanti, la dichiarazione di Assolaser appare impraticabile visto che la stessa Assolaser non è più riconosciuta dalla FIV. D’altra parte Assolaser si fa forte della sua appartenenza a ILCA, la cui tessera è obbligatoria per partecipare agli eventi internazionali Laser. ILCA è sua volta riconosciuta dall’ISAF, di cui però fa anche parte la FIV che disconosce Assolaser e riconosce AICL.

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Ci pare che se non fosse autentica, questa storia entrerebbe di diritto nella farsa surreale all’italiana. Invece, tradotto in termini più diretti… Un’associazione che gestisce “a modo suo” la più diffusa classe italia sin dal 1979, con innegabili successi numerici ma altrettanto provate storture associative, rifiuta di accettare la decisione della Federazione che gestisce e normatizza l’attività dei timonieri che dovrebbe appunto “associare e gestire”. Non essendo più riconosciuta, tale associazione non può organizzare regate in Italia, ma getta sul tavolo la sua appartenenza alla classe internazionale per far finta che nulla sia successo, fino a disconoscere il fatto che vi sia una nuova Associazione fondata e riconosciuta dalla FIV. Di fatto si pone fuori dalla FIV. Ma ciò che conta davvero è che vi sono centinaia di velisti italiani, di cui la grand parte Juniores, che vorrebbero semplicemente regatare. Tutti chiedono come farlo, possibilmente senza essere “spennati”. Chi di dovere gli dia una risposta urgente. La FIV lo ha fatto nei termini sopra esposti. La non più riconoscxiuta Assolaser ha detto l’esatto contrario, e facciamo nbotare che nelle sue casse ha già 25.000 euro di quote associative raccolte per iul 2015 ma che non danno diritti a partecipare a regate FIV, le uniche possibili in Italia. Per decidere chi fa parte dell’ILCA ovviamente ci vorrà del tempo. Nel frattempo pare urgente tornare in acqua e regatare perchè la querelle, appare sempre più probabile, avrà un lungo strascico legale.

5 COMMENTS

  1. Gentile Michele Tognozzi, come regatante sono ben felice se le cose migliorano per lo sport. L’affacciarsi di una nuova Associazione di classe non è di per se né cosa buona né cosa cattiva. Preferisco valutare gli eventi sui fatti e non sulle supposizioni. Il punto di vista del regatante è semplice: regatare, regatare, regatare, e ancora regatare. E dal momento che il Laser è classe olimpica dal 2000, regatare vuol dire competere e confrontarsi col mondo della vela internazionale. Un’Associazione nazionale deve favorire questa prospettiva, e Assolaser l’ha favorita fino a ieri creando la flotta nazionale più grande al mondo. Ha avuto il buon senso di farsene carico in un momento (oltre 10 anni) di latitanza FIV. C’è ancora molto da fare perché i nostri giovani ancora non riescono a raggiungere le vette delle classifiche mondiali assolute e olimpiche. La nuova classe appena creata e riconosciuta da FIV non nasce sotto i migliori auspici dimostrando da parte di qualcuno (vertici FIV? soci fondatori?) molta approssimazione e dilettantismo. Tutti ci chiediamo come sia possibile che un organo federale abbia permesso, a meno di 18 mesi da Rio 2016 di creare uno scompiglio quale stiamo osservando, con una ex associazione nazionale riconosciuta da ILCA ma non da FIV, e da un’altra associazione nazionale riconosciuta da FIV ma non da ILCA. In un paese normale salterebbero i vertici federali. Ma non da noi.
    Saluti

    • Gentile Stefano, lei dimostra equilibrio e saggezza. Siamo d’accordo coin lei nel rilevare che in questa vicenda anche la FIV abbia avuto le sue colpe, nel senso di mancata gestione per diversi quadrienni di un movimento globale. Assolaser, da parte sua, ci pare si sia messa da sola in una situazione indifendibile dal punto di vista societario e di una gestione assai personalistica degli eventi, pur avendo meriti quantitativi non da poco. Il riconoscimento di ILCA e quello FIV sono entrambi essenziali, vedremo come verrà risolta questa situazione, ma certo attività velica in Italia al di fuori della FIV è impensabile. Lei ha soprattutto ragione su una cosa, conta sopra tutto regatare e farlo contro i migliori in ambito internazionale se si vuol migliorare. Saluti

  2. Sono genitore di un giovane laserista. Condivido pienamente quanto esposto da Stefano.
    Voglio aggiungere che in questa assurda vicenda che sa più di vecchi rancori e nuove rese dei conti ,a cui la FIV non avrebbe dovuto prestarsi ,gli unici veri perdenti sono i nostri giovani laseristi per i quali un caos come questo non può far altro che compromettere i risultati.
    I veri cambiamenti , non si realizzano compiacendosi delle rovine altrui, bensì rimboccandosi le maniche e dandosi da fare a migliorare quello che c’è.
    Saluti

  3. Poichè la FIV fa parte dell’ILCA perchè non si fa chiarezza sul fatto che in Italia, diversamente da altri paesi, per regatare si richiede l’appartenenza ad una associazione di classe quando di fatto non è necessaria. Questa è una nostra anomalia, palesata solo nella vela e non in altri sport (ove si escludano alcune arti marziali). Nelle altre federazioni sportive, infatti, questo fenomeno non esiste. Forse che le Associazioni debbono sopperire a qualche difficoltà organizzativa federale? Teoricamente la federazione sportiva vela, potrebbe tesserare gli atleti e delegare le competenze, se necessario per deficit organizzativo, ad una associazione di classe parte integrante della FIV, senza che gli atleti debbano avere una doppia tessera ed una doppia quota.
    Si semplificano le cose ed si evidenziano in modo trasparente i limiti e i risultati della gestione, senza più il rischio di incorrere in problematiche di autonomie oscuranti (sempre dietro l’angolo) di alcune associazioni sulla federazione.

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