SHARE

Itajaì, Brasile- Abu Dhabi Ocean Racing ha vinto la quinta tappa della Volvo Ocean Race, tagliando la linea d’arrivo a Itajaì alle 19:30:10 UTC di oggi. 18g 23h 30m 10s il suo tempo per concludere la tappa più lunga del giro del mondo. Una tappa copn medie molto alte, in cui Azzam ha anche ottenuto il record per quesdta edizione sulle 24h, con 550,8 miglia. Mapfre ha conquistato il secondo posto, concludendo 32 minuti dopo Azzam. Terzo Team Alvimedica, alle 20:25 UTC, che ha preceduto di soli 76″ il quarto, Team Brunel. Ricordiamo che Alvimedica, su cui regata Alberto Bolzan, aveva doppiato in testa Capo Horn.

In classifica generale Abu Dhabi allunga grazie al DNF di Dongfeng, che si ritroverà 8 punti in più in classifica. Ian Walker conduce ora con ben 7 punti su Dongfeng. Abu Dhabi è sempre salito sul podio nelle cinque tappa sin qui disputate, cosa che “sarà essenziale per ambire alla vittoria finale”, come ci disse lo skipper Ian Walker alla partenza da Alicante.

“E’ stata una tappa ‘mostro’. E’ stata una lotta molto, molto serrata.” Ha dichiarato un entusiasta Ian Walker appena tagliata la linea del traguardo. “Siamo felicissimi per la vittoria e anche per il record sulle 24 ore, che abbiamo fatto segnare qualche giorno fa. In realtà è quello che ci ha fatto rientrare in regata.” Il team portacolori degli emirati lo scorso lunedì 30 marzo, ha infatti stabilito il record di percorrenza sulle 24 ore, con 550.82 miglia. Alla domanda su quanto sia rilevante la nuova classe monotipo Walker ha detto: “E’ semplice se navighi bene, ottieni buoni risultati. Ci sono stati momenti, dove non abbiamo navigato tanto bene e abbiamo perso ma nel sud con vento forte siamo stati in grado di recuperare. Psicologicamente per noi la rottura di Dongfeng è stata importante perchè ci ha tolto pressione, abbiamo potuto prendere meno rischi. A quel punto si trattava di finire, non tanto di vincere. Sono felice anche perchè la nostra lista lavori non è affatto lunga, abbiamo avuto pochi problemi tecnici. E non rompere in questa tappa era uno dei nostri obiettivi principali.”

Capo Horn, Cile- Grande prova di Team Alvimedica, e di Alberto Bolzan, unico italiano in regata in questa edizione della Volvo Ocean Race, che sono stati i primi a doppiare Capo Horn alle 14:07 UTC (le 16:07 in Italia). Circa 6 le miglia di vantaggio su Abu Dhabi, che ha doppiato il capo circa un quarto d’ora dopo Alvimedica, mantenendo sempre medie sopra i 22 nodi che lo hanno portato alla miglior distanza sulle 24h in questa edizione della regata con 550,8 miglia, a 22,9 nodi di media. In terza posizione Mapfre, staccato di 26 miglia, passato dal Capo poco più di un’ora dopo Alvimedica. Brunel segue a 27 miglia.

Alvimedica in planata sullo sfondo di Capo Horn. Foto Tomlinson/VOR
Alvimedica in planata sullo sfondo di Capo Horn. Foto Tomlinson/VOR

Dopo il disalberamento Dongfeng sta dirigendo all’ingresso occidentale del Canale di Beagle che lo porterà a Ushuaia, in Terra del Fuoco. Da notare come Dongfeng stia ancora trascinando il code zero frazionato sulla sua scia, visto che le condizioni del mare ancora non consentono di salire in testa d’albero per effettuare l’operazione di taglio, che sarà effettuata appena la barca arriverà nella serata di lunedì nei ridossi del Canale di Beagle.

Team SCA è a 549 miglia da Alvimedica e dovrebbe doppiare il Capo domani sera. Da segnalare che la grande perdita di miglia per SCA è dovuta anche alla rottura del gennaker frazionato, che era la vela da usare nell’approccio a Capo Horn.

Molte le emozioni al passaggio dall’Horn. Lo skipper statunitense Charlie Enright durante la diretta ha dichiarato: “Per me questa regata è competizione al massimo livello, ma questa tappa è un po’ diversa. E’ una cosa molto speciale per noi. I ragazzi sono stati assolutamente fantastici, in queste condizioni dure può accadere facilmente che la solidità del gruppo si incrini. Forse altri, sulla carta, non avrebbero scelto loro, ma io sono felicissimo di averlo fatto.” Enright ha anche voluto sottolineare che, malgrado la grande soddisfazione, la tappa non è ancora finita e che altri ostacoli attendono i velisti sulla strada per Itajaì. “Ci aspettiamo un periodo di transizione della meteo, le prossime ore saranno complicate, Abu Dhabi è appena qui dietro e il match racing continua. Dobbiamo restare concentrati. Non c’è molto tempo per celebrare, la festa dovrà aspettare.”

Ian Walker, Abu Dhabi: “C’è una grande atmosfera a bordo, negli ultimi giorni abbiamo tirato il collo alla barca. Vediamo Alvimedica e Capo Horn è proprio qui alla nostra sinistra, distante solo 8 miglia. Non sono mai riuscito a vedere Capo Horn le altre volte e sono felice di essere arrivato qui senza problemi. E’ la cosa più importante. C’è ancora molta strada da fare ma è un sollievo, ancor di più perchè siamo in forma.”

Iker Martìnez, Mapfre: “Questa è una di quelle tappe in cui sei felice solo quando arrivi.” Ha detto il velista iberico. “Negli ultimi giorni ci siamo divertiti parecchio con Alivmedica, adesso siamo un po’ dietro perchè abbiamo scelto di essere conservativi. Questa regata è cosi, dalla leadership alla terza posizione, ma siamo davvero felici.”

Bouwe Bekking, skipper di Team Brune: “Quelli che passano di qui in barca sono un po’ pazzi. E’ un posto speciale. E’ bello doppiare e lasciarsi alle spalle la parte peggiore. La scorsa notte abbiamo perso qualcosa perchè tutti gli strumenti hanno smesso di funzionare, e navigare alla cieca con lo spinnaker nel buio fa abbastanza paura. Mi spiace molto per Dongfeng, non se lo meritavano ma è una cosa che può sempre accadere in questa regata. Faccio loro i miei migliori auguri e spero che possano tornare presto.”

E proprio da bordo della barca con bandiera cinese Dongfeng Race Team, si è collegato con il Race control di Alicante l’irlandese Damian Foxall. Che ha spiegato: “Siamo sicuri di poter recuperare l’albero con quello che abbiamo, abbiamo dovuto tagliare una vela e ci sono un po’ di cose rotte. Continuiamo a mantenere i turni normali di guardia e cerchiamo di fare attenzione, di non lavorare di fretta per non rendere le cose più complicate di quanto già non siano ma almeno tutti stanno bene a bordo.”

Una volta doppiato il Capo (molto appassionante la diretta di volvooceanrace.com da Capo Horn) Alvimedica e l’inseguitore dovrebbero passare nello SDtretto di Le Maire, tra la Terra del Fuoco e l’Isola degli Stati per poi iniziare la risalita dell’Atlantico verso Itajai, distante 1.950 miglia.

Southern Ocean- Due giorni a 21-22 nodi di media, cavalcando le onde enormi del Southern Ocean in duelli di strambate. Chiaro che qualche strapuggiata estrema, in inglese dette “Chinese Gybe”, ogni tanto ci scappa. Hai voglia ad avere tipi tosti al timone, ma regatare a questi livelli è davvero dura. Ed è quanto è successo a quattro Volvo Ocean 65 nelle ultime ore, con Mapfre, Abu Dhabi (due volte), Dongfeng e Team SCA tutti alle prese con la barca che parte alla puggia senza controllo e l’albero che fionisce a novanta gradi sulle fredde e cupe acque dei 50 Urlanti.

Le strapuggie non hanno comportato danni maggiori e tutte le barche sono tornate in piena modalità regata, a riprova della solidità di questi Volvo Ocean 65, tanto voluta anche a scapito di minori velocità medie rispetto ai precedenti, mostruosi ma più fragili Volvo 70.

L’equipaggio franco/cinese di Dongfeng Race Team è stato il primo a comunicare di essere incappato in una “Chinese gybe”. L’Onboard Reporter Yann Riou lo ha raccontato così: “Ci sono volute tre ore per mettere a posto il caos, la barca si è sdraiata su un lato, abbiamo imbarcato 300 litri d’acqua da un’apertura di ventilazione.” Lo skipper Charles Caudrelier, parlando quasi di un miracolo ha spiegato che: “I ragazzi sono tutti a bordo, non abbiamo rotto nulla e non abbiamo strappato nessuna vela.”

Mapfre in planata al limite nel Southern Ocean. Foto Vignale
Mapfre in planata al limite nel Southern Ocean. Foto Vignale

Successivamente è stato l’equipaggio femminile di Team SCA a incappare nello stesso problema, alle 6 del mattino. “Siamo rimaste sdraiate su un lato per due, quattro minuti prima di riuscire finalmente a rialzarci.” Ha scritto la onboard reporter svedese Anna-Lena Elled spiegando che le veliste erano ancora al lavoro per una stima dei danni e per delle piccole riparazioni.

Poi è stato il turno degli spagnoli di MAPFRE a soffrire per una strambata involontaria verso le otto di sera (ora europea), strapuggia che vediamo all’inizio del video che trovate in questa news.

Abu Dhabi in condizioni limite. Foto Knighton
Abu Dhabi in condizioni limite. Foto Knighton

Dal punto di vista della regata, la flotta si è ricompattata e Brunel ha visto svanire parte del suo cospicuo vantaggio nelle ultime 24 ore. Alle 18:40 UTC Brunel a 48° 24′ S aveva solo 8,8 miglia di vantaggio su Mapfre che attaccava sul margine dei 50° Sud. Terzo Abu Dhabi, al centro tra i due, a 13,5 miglia. Seguono Alvimediuca e Dongfeng, rispettivamente a 19,7 e 38 miglia. Uniche staccate le ragazze di Team SCA, a 128 miglia. La flotta si trova adesso a dover lasciare a dritta la parte più settentrionale dell’Ice Gate, distante 400 miglia, poco meno di una giornata di mare. Dopo quel passaggio la flotta si tufferà nei Cinquanta Urlanti fino a Capo Horn, al momento distante 2.200 miglia.

www.volvooceanrace.com

Southern Ocean- La Volvo Ocean Race entra nel tratto di mare più desolato, freddo e inospitale del Pianeta, il Southern Ocean tra la Nuova Zelanda e Capo Horn, laggiù dove nulla, ma proprio nulla interrompe l’eterno susseguirsi di onde spinte da continui sistemi meteo che si susseguono l’uno all’altro. L’acqua e l’aria diventano sempre più fredde, e le temperature continuano a scendere man mano che la flotta si addentra nella zona dei 50° sud, al limite dell’area dei ghiacci, posta a 51°. Alle 9:40 UTC Team Brunel si trovava ai 44° 16′ Sud, in testa con 31,8 miglia su Alvimedica e 37,4 su Abu Dhabi Ocean Racing. Il gruppo sudista ha perso al momento la sfida, con Dongfeng a 66, Team SCA a 70 e Mapfre sesto a 75 miglia. Ancor più penalizzante per loro il fatto che Brunel è ormai riuscito a colmare il gap in latitudine (Dongfeng, la barca più a sud, è a 44° 26′ S, solo 10 miglia più a sud di Brunel).

L’obiettivo di tutti è entrare il prima possibile nei Cinquanta Urlanti e da lì iniziare la cavalcata impetuosa su un fronte verso Capo Horn.

Brunel spinge al massimo in testa alla flotta. Foto Copper
Brunel spinge al massimo in testa alla flotta. Foto Coppers

Ormai è la norma indossare tre strati di indumenti, cappucci e guanti, per proteggersi dal gelo intenso, reso ancora più pungente dall’effetto di raffreddamento del vento. La vita a bordo si fa sempre più dura e il pericolo sempre dietro l’angolo. “La mano va bene, ma avrei anche potuto perdere qualche dito. Mi è rimasta la mano in un bozzello mentre cercavo di togliere un nodo a una cima. Pensavo “non metterci al mano, non farlo” mai poi mi è sembrato di potercela fare. C’è finita dentro, è rimasta incastrata per un po’ finché qualcuno mi ha aiutato. Ho pensato di poter perdere qualche dito ma sono stato fortunato, solo una bella sbucciatura e dei lividi. Mi farà di certo male per il resto della tappa, ma poi andrà a posto.” Cosi ha raccontato l’incidente occorsogli ieri lo svedese Martin Strömberg, componente dell’equipaggio di Dongfeng Race Team che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi. Ora infatti la flotta è entrata in un’area dove ogni eventuale operazione di soccorso comincia ad essere complicata, con le barche prua verso Capo Horn e la Nuova Zelanda ormai a oltre 2.000 chilometri alle spalle, nel mezzo di uno dei tratti di mare più duri e inospitali del mondo.

Auckland, Nuova Zelanda- La quinta frazione, ha preso il via ieri sera da Auckland in perfetto orario, alle nove del mattino (le 21 in Italia) con la consueta nutrita flotta di barche spettatori e in condizioni di vento medio/leggero, dopo che il passaggio del ciclone Pam aveva costretto gli organizzatori a rinvii successivi dello start. Per la cronaca dopo qualche miglio dallo start la testa è stata presa da Dongfeng Race Team, ma la strada per i sei team è ancora molto lunga ed estremamente accidentata.

Al rilevamento delle 9:40 UTC di oggi in testa è Mapfre, con 0,3 miglia su Alvimedica e 0,6 su Brunel. Dongfeng è a un miglio. La flotta è diretta verso la punta nord orientale della Nuova Zelanda, East Cape, dopo di che aggancerà il quarto quadrante del sistema ciclonico in attenuazione, che tanti danni ha arrecato nel Sud Pacifico, e lo cavalcherà verso SE con venti sui 35 nodi.

La partenza da Auckland, Foto Sànchez

Per Stu Bannatyne, alla sua sesta partecipazione e che per la tappa sarà a bordo di Team Alvimedica, è “la navigazione più bella del mondo”. Per Ian Walker, skipper di Abu Dhabi Ocean Racing “è il motivo per cui è conosciuta questa regata” e il suo navigatore Simon Fisher la definisce “la tappa più dura”.

Auckland, Nuova Zelanda-Tre barche in otto minuti e un quarto diverso vincitore in quattro tappe. Più equilibrio di così… La Volvo Ocean Race vede finalmente la vittoria di Desafio Mapfre, la barca spagnola che tanto aveva sofferto nelle prime tre tappe. Xabi Fernandez e compagni hanno tagliato la linea d’arrivo ad Auckland alle 08.31.20 UTC di oggi, precedendo di 4’15” Abu Dhabi e di 8 minuti Dongfeng.

Con questa situazione Abu Dhabi e Dongfeng sono a pari punti (8) in testa alla classifica della Volvo. Mapfre si porta a 16, raggiungendo Alvimedica, che con il quarto posto di tappa si porta anche lui a 16. Deluso Brunel, che con il quinto posto di tappa sale a 14 punti. Seste le ragazze di Team SCA.

L'arrivo di Mapfre nel Viaduct Basin. Foto Sànchez/VOR
L’arrivo di Mapfre nel Viaduct Basin di Auckland. Foto Sànchez/VOR

Auckland- Segui qui in diretta streaming l’arrivo della quarta tappa della Volvo Ocean Race ad Auckland. La città delle vele assistirà nella notte tra venerdì e sabato allo sprint a tre tra Abu Dhabi, Dongfeng e Mapfre.

 

Al rilevamento delle 6:40UTC Ian Walker aveva 177 miglia ancora da percorrere, con 4 miglia di vantaggio sulla coppia Dongfeng/Mapfre, a 4 e 4,7 miglia rispettivamente dal leader. L’ETA è previsto per la tarda notte o prime ore del mattino di sabato ora italiana. Alvimedica è quarto a 32 miglia, mentre Brunel è precipitato a 100 miglia e subirà una decisa beffa dopo aver guidato la tappa per oltre una settimana. Team SCA chiude a 112,8 miglia.

Azzam in testa alla Leg 4. Foto Knighton
Azzam in testa alla Leg 4. Foto Knighton

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here