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Auckland, Nuova Zelanda- Ecco finalmente le foto e le immagini per cui gli appassionati seguono la Volvo Ocean Race. La tappa del Southern Ocean, quella di Capo Horn, quella che è allo stesso tempo “la peggior e miglior navigazione che un velista possa desiderare” come disse Paul Cayard dopo averla fatta, è in atto. Tra onde enormi, vento a 35 nodi e velocità medie superiori ai 20 nodi. Superato East Cape, l’estrema punta nord orientale della Nuova Zelanda, la flotta dei sei VO65 ha come previsto agganciato la coda del sistema ciclonico Pam, in attenuazione e non più distruttivo ma pur sempre un “treno” su cui salire per percorrere a velocità folli buona parte del Southern Ocean verso Capo Horn. Al di là delle storie umane su cui punta molto il marketing della regata, ma che dopo qualche mese rischiano di diventare ripetitive, proprio questa competizione, equilibrata come mai visto prima, al massimo livello per 24 ore al giorno e nelle peggiore condizioni possibili, è ciò che rende unica questa regata. Per cui, via alle planate del Grande Sud e teniamoci forte…

A bordo di Alvimedica ieri... Foto Ross
A bordo di Alvimedica ieri… Foto Ross

La flotta è ormai entrata nei 40 Ruggenti e a breve scenderà nei Cinquanta Urlanti, visto che l’Horn è ai 56° Sud. Ci sarà da lasciare a dritta una serie di waypoint di sicurezza, posizionati in verità molto a sud, sui 55/56°, per cui è prevedibile che le rotte dei navigatori si gettino appena possibile nel freddo nulla del Southern Ocean, laggiù dove le onde fanno il giro del mondo senza incontrare terre emerse.

La posizione della flotta alle 6:40 UTC di oggi, pronta a cavalcare la coda del sistema meteo ex Ciclone Pam verso SE
La posizione della flotta alle 6:40 UTC di oggi, pronta a cavalcare la coda del sistema meteo ex Ciclone Pam verso SE

Al rilevamento delle 9:40 UTC di oggi, in testa è Brunel, con 2.9 miglia di vantaggio su Alvimedica, dove il nostro Alberto Bolzan sta vivendo in queste ore le emozioni più grandi della sua vita velica, e 7,8 su Abu Dhabi. Mapfre chiude a 17 miglia, ma in verità tutti sembrano avere le loro chance di emergere in questa prima fase. Bouwe Bekking e Charlie Enright avevano scelto di approcciare il sistema meteo più da nord, mentre gli altri quattro sono restati più vicini alla rotta ortodromica. La flotta è disposta a ventaglio in un arco di 45 miglia.

Abu Dhabi a East Cape, si nota il "lift" della chiglia basculante che solleva in parte la barca. Foto Sanchez
Abu Dhabi a East Cape, si nota il “lift” della chiglia basculante che solleva in parte la barca. Foto Sanchez

“Non esiste luogo al mondo dove si può navigare tanto a lungo alle portanti e tanto velocemente” spiega il navigatore di Abu Dhabi Simon Fisher. “Sarà la prima volta che la flotta di questa edizione troverà tanto vento per un lungo periodo e ciò potrebbe rimescolare le carte. Restare tutti interi, non far danni fino a Capo Horn è importante, perchè è lì che si vince o si perde la regata.”

“Navigare negli oceani meridionali è come fare surf” spiega il meteorologo della regata Gonzalo Infante. “Bisogna cavalcare una bassa pressione o un fronte il più a lungo possibile finché non si è raggiunti da un’alta pressione.” Quindi ci si chiede per quanto possano correre nella scia del ciclone. Una volta usciti i sei team potranno scegliere se prendere una rotta nord, con meno vento ma più diretta, oppure una sud con più vento. Qualsiasi sia la scelta, tuttavia, le rotte finiranno per convergere a circa 50° di latitudine sud fra circa una settimana. A quel punto le onde saranno più lunghe, meno frangenti, e si svilupperanno altre basse pressioni. Non solo, la flotta dovrà rispettare i cosiddetti Ice Limit, cioè le linee imposte dagli organizzatore per tenere i team lontani dalla zona di maggiore presenza di iceberg e growler.

E poi, c’è Capo Horn, il mito di tutti i velisti oceanici. “Ho sentito un po’ di storie” dice il giovane Willy Altadill, uno degli under 30 imbarcati su MAPFRE e figlio del veterano Guillermo Altadill. “Ho parlato con mio padre due settimane fa. Stava passando il capo durante la Barcelona World Race e ha trovato tempo pessimo. Il tempo è sempre terribile lì, non a caso è Capo Horn. Non ci sono mai stato… credo sia un bel posto per un velista.” Al contrario, Stu Bannatyne ha doppiato il capo sette volte e può quindi dare un valido consiglio. “Godetevi il momento, non ci sono tante persone che l’hanno vissuto.”

L’onboard reporter della barca emiratina ha riassunto così la situazione: “Tutti e sei i team si sono allargati sull’asse nord/sud scommettendo su quale lato si troverà quanto rimane del vento e del moto ondoso provocato dal ciclone Pam. Stiamo cercando di prenderne i resti e pensiamo di avere un buon vento almeno ancora per le prossime 24 ore, ma le previsioni dicono che andrà a scendere man mano che la bassa pressione si allontana. Adesso abbiamo circa 30 nodi e ne facciamo 20/22. La vita a bordo non è comoda, si sbatte molto e c’è molto rumore per le onde che frangono in coperta. Qualche segno di mal di mare ed è difficile fare anche le cose più semplici.”

MAPFRE e Dongfeng Race Team sono a nord-est del team guidato da Ian Walker, mentre l’equipaggio femminile di Team SCA ha optato per un approccio più neutrale e si trova nel mezzo, ma fa registrare grosso modo le stesse velocità medie di Abu Dhabi Ocean Racing. L’onboard reporter Anna-Lena Elled scrive oggi nel suo blog: “La barca è sballottata, l’acqua di mare arriva in coperta e spesso anche sottocoperta. C’è condensa dappertutto e la temperatura sta già scendendo. Le condizioni di navigazione però sono spettacolari, con queste grandi onde, abbiamo navigato 12 ore molto veloci al lasco, alcune ragazze sono già a proprio agio altre soffrono un po’. La partenza dolce è quasi ormai un ricordo.”

La gallery all’ingresso nel Southern Ocean (foto dall’elicottero di Ainhoa Sànchez):

www.volvooceanrace.com

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