SHARE

Southern Ocean- I velisti della Volvo Ocean Race collaborano alla salvaguardia del loro “campo di gioco”, ovvero gli oceani. Nello specifico i più lontani e inospitali, il Southern Ocean tra La Nuova Zelanda e Capo Horn. Secondo un preciso programma scientifico, infatti, tutte e sei le imbarcazioni hanno rilasciato in mare delle boe equipaggiate con strumenti scientifici, chiamati drifter, che hanno un ruolo fondamentale nella raccolta di dati da una delle aree più remote del mondo.

Will Oxley e Nick Dana di Alvimedica trasportano la boa drifter in coperta per il lancio a mare. Foto Ross
Will Oxley e Nick Dana di Alvimedica trasportano la boa drifter in coperta per il lancio a mare. Foto Ross

L’americana NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration, è l’agenzia americana che raccoglie dati sugli oceani e sulla meteorologia utilizzati per elaborare previsioni marine accurate sia a livello globale sia locale costiero. Queste osservazioni richiedono sforzi molto ampi in tutti i bacini oceanici per garantire previsioni accurate e il NOAA non può condurle senza l’aiuto di chi naviga, soprattutto in quei mari, e ha dunque chiesto l’aiuto dei team della Volvo Ocean Race per rilasciare le boe.

Lo studio è particolarmente caro al navigatore di Team Alvimedica, Will Oxley, che oltre a essere un velista di altissimo livello è anche un biologo marino. “Si ritiene che gli oceani meridionali assorbano fino al 60 per cento del calore e del CO2 prodotto dalla popolazione mondiale” ha spiegato Oxley. “Quindi il Southern Ocean è un bacino molto importante di assorbimento di CO2 che rallenta il riscaldamento globle. E’ un fattore che impatta sulla vita degli oceani e che noi dovremmo riuscire a capire meglio.”

Le collaborazioni sono cruciali per mantenere una rete di boe flottanti e il NOAA ha chiesto all’organizzazione della Volvo Ocean Race di avere il supporto della flotta durante la quinta tappa. Le boe galleggeranno in superficie e trasmetteranno dati sulla pressione a livello del mare e sulle correnti oceaniche grazie alla rete satellitare globale. Martin Kramp è il coordinatore della flotta al centro di supporto del Joint Technical Commission for Oceanography and Marine Meteorology of World Meteorological Organisation (Commissione tecnica congiunta per l’oceanografia e la meteorologia marina dell’organizzazione meteorologica mondiale) e della commissione intergovernativa oceanica dell’UNESCO.

“Eventi sportivi oceanici, come le regate e i rally sono una componente nuova ma molto importante nell’osservazione volontaria degli oceani” ha spiegato Kramp. “Siamo molto felici che laVolvo Ocean Race stia collaborando con noi.” I dati provenienti dalle boe sono pubblici e consultabili a questo link: http://www.aoml.noaa.gov/phod/dac

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here