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Southern Ocean- Due giorni a 21-22 nodi di media, cavalcando le onde enormi del Southern Ocean in duelli di strambate. Chiaro che qualche strapuggiata estrema, in inglese dette “Chinese Gybe”, ogni tanto ci scappa. Hai voglia ad avere tipi tosti al timone, ma regatare a questi livelli è davvero dura. Ed è quanto è successo a quattro Volvo Ocean 65 nelle ultime ore, con Mapfre, Abu Dhabi (due volte), Dongfeng e Team SCA tutti alle prese con la barca che parte alla puggia senza controllo e l’albero che fionisce a novanta gradi sulle fredde e cupe acque dei 50 Urlanti.

Le strapuggie non hanno comportato danni maggiori e tutte le barche sono tornate in piena modalità regata, a riprova della solidità di questi Volvo Ocean 65, tanto voluta anche a scapito di minori velocità medie rispetto ai precedenti, mostruosi ma più fragili Volvo 70.

L’equipaggio franco/cinese di Dongfeng Race Team è stato il primo a comunicare di essere incappato in una “Chinese gybe”. L’Onboard Reporter Yann Riou lo ha raccontato così: “Ci sono volute tre ore per mettere a posto il caos, la barca si è sdraiata su un lato, abbiamo imbarcato 300 litri d’acqua da un’apertura di ventilazione.” Lo skipper Charles Caudrelier, parlando quasi di un miracolo ha spiegato che: “I ragazzi sono tutti a bordo, non abbiamo rotto nulla e non abbiamo strappato nessuna vela.”

Mapfre in planata al limite nel Southern Ocean. Foto Vignale
Mapfre in planata al limite nel Southern Ocean. Foto Vignale

Successivamente è stato l’equipaggio femminile di Team SCA a incappare nello stesso problema, alle 6 del mattino. “Siamo rimaste sdraiate su un lato per due, quattro minuti prima di riuscire finalmente a rialzarci.” Ha scritto la onboard reporter svedese Anna-Lena Elled spiegando che le veliste erano ancora al lavoro per una stima dei danni e per delle piccole riparazioni.

Poi è stato il turno degli spagnoli di MAPFRE a soffrire per una strambata involontaria verso le otto di sera (ora europea), strapuggia che vediamo all’inizio del video che trovate in questa news.

Abu Dhabi in condizioni limite. Foto Knighton
Abu Dhabi in condizioni limite. Foto Knighton

Dal punto di vista della regata, la flotta si è ricompattata e Brunel ha visto svanire parte del suo cospicuo vantaggio nelle ultime 24 ore. Alle 18:40 UTC Brunel a 48° 24′ S aveva solo 8,8 miglia di vantaggio su Mapfre che attaccava sul margine dei 50° Sud. Terzo Abu Dhabi, al centro tra i due, a 13,5 miglia. Seguono Alvimediuca e Dongfeng, rispettivamente a 19,7 e 38 miglia. Uniche staccate le ragazze di Team SCA, a 128 miglia. La flotta si trova adesso a dover lasciare a dritta la parte più settentrionale dell’Ice Gate, distante 400 miglia, poco meno di una giornata di mare. Dopo quel passaggio la flotta si tufferà nei Cinquanta Urlanti fino a Capo Horn, al momento distante 2.200 miglia.

www.volvooceanrace.com

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