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Genova – L’affaire UCINA, a poche ore dal voto di venerdì 27 marzo, si tinge di giallo. La notizia serpreggiava già da qualche giorno, ma con una nota ufficiale dieci aziende sono uscite allo scoperto comunicando ufficialmente le loro “dimissioni” da Confindustria Nautica. Si tratta di Aprea Mare, Arcadia Yachts, Azimut-Benetti, Baia, CRN, Ferretti Group, Maltese Spa, Marina di Varazze, Mase, Salpa. Spiccano i nomi di Azimut e Ferretti, due delle aziende leader in Italia e nel mondo del comparto superyacht. Una decisione che avrà indubbiamente ripercussioni sull’assetto dell’associazione e sul prossimo Salone Nautico di Genova che, a questo punto, si appresta definitivamente a cambiar pelle e diventare qualcosa di diverso.

Sarà la vela il motore del prossimo Salone di Genova?
Sarà la vela il motore del prossimo Salone di Genova?

Con l’uscita da UCINA di CRN, Lamberto Tacoli ritira ufficialmente la sua candidatura dalla Presidenza UCINA, spianando di fatto la strada a Carla Demaria, che verrà ufficialmente nominata al vertice di UCINA il 27 marzo. Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto i “dieci” all’uscita? Riportiamo alcuni stralci della lettera inviata ai soci:

Vi scriviamo per comunicarvi la nostra decisione, particolarmente sofferta, di uscire dall’Associazione e per spiegare a voi, cari Colleghi, prima che ad altri, le ragioni di tale decisione…Da tempo ormai non ci sentiamo più rappresentati da UCINA…Non ci sentiamo rappresentati, in primo luogo, in quanto non è più possibile trovare all’interno dell’Associazione un terreno aperto al dibattito, elemento indispensabile per prendere in considerazione un cambiamento di orizzonte e di operatività che, prevalendo su posizioni individuali, dovrebbe mirare all’interesse collettivo. Riteniamo inoltre che il fine dell’Associazione non possa e non debba essere incentrato in via prevalente all’organizzazione del Salone Nautico di Genova…Troviamo incongruente il fatto che UCINA, e quindi il Made in Italy, possa essere rappresentata da un manager, per quanto preparato e rispettabilissimo, che è espressione organica di un importante gruppo straniero che ha solo minimi interessi in Italia ed i cui stabilimenti produttivi, livelli di impiego e creazione di indotto sono concentrati in un Paese concorrente del Sistema Italia. Che credibilità avremmo all’estero? “.

Questo è un estratto della lettera inviata dai “dieci” ai soci UCINA, alla quale dopo poche ore ha risposto una nota ufficiale di Confindustria Nautica:

L’Associazione risponde coesa alle dimissioni di alcune Aziende comunicate alla vigilia dell’Assemblea Elettiva del nuovo Presidente. In un momento in cui in tutta Italia e nel Mondo le aziende fanno sistema è un gesto di particolare gravità. In un momento in cui le aziende di tutto il mondo fanno gruppo e sistema non si capisce come, a pochi giorni da un momento dove si poteva ricostruire l’unità associativa, per ragioni incomprensibili o protagonismi personali sia stata presa la decisione di danneggiare in modo aprioristico e consapevole un’Associazione consolidata.

Giova ricordare che il Consiglio Direttivo di UCINA aveva raccolto tramite i Saggi le manifestazioni di voto dei Soci che si erano espressi per il 70%  a favore di Carla Demaria e per il 15% a favore di Lamberto Tacoli. Pur in presenza di un riscontro molto chiaro delle espressioni di preferenza, aveva deliberato comunque di presentare le due candidature all’Assemblea dei Soci convocandola per venerdì 27 marzo 2015 e dando ampia facoltà ai candidati di esporre i rispettivi Programmi”.

Un botta e risposta al veleno, senza esclusione di colpi. Dai “dissidenti” arriva l’accusa della “mancanza di dibattito”, accompagnata da un fondamentale attacco alla candidatura di Carla Demaria, manager alla guida di Monte Carlo Yachts e Beneteau Italia, ritenuta poco rappresentativa degli interessi delle aziende italiane. Se è vero però quello che afferma UCINA, ovvero che le intenzioni di voto degli associati erano per il 70% a favore della Demaria, la presa di posizione dei “dieci” resta quanto meno difficile da valutare.

Certo è che il panorama della nautica italiana subisce un forte scossone e il Salone Nautico di Genova potrebbe uscirne definitivamente trasformato. Un Salone dove la vela è sempre più protagonista? Può darsi e ce lo auguriamo. Un Salone probabilmente più specializzato, che si concentra sul settore vela e su quello delle piccole e medie barche a motore. Niente a che vedere con gli antichi fasti, ma a livello internazionale non mancano gli esempi di saloni che dalla loro specializzazione settoriale hanno fatto fortuna.

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