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San Francisco, USA- La Coppa America è di chi la possiede. Massima più volte verificata in 160 anni di storia, ma che mai come nell’attuale era Oracliana ha comportato anche l’abbandono dei principi delle “regole condivise”. Ebbene, da domani l’America’s Cup potrebbe essere disputata su… dei monotipi. Non è un pesce d’aprile, visto che mancano ancora trenta ore a quella leggiadra data, ma la realtà immediata se nel voto previsto per domani la commissione dei 5 challenger si pronuncerà a maggioranza per… quanto segue.

Le nuove ali ad alto allungamento
Le nuove ali ad alto allungamento provate da Oracle e Artemis a SF sugli AC45 Turbo

Un vero e proprio monotipo di 48 piedi di lunghezza e 30 di larghezza, dove solo foil e timoni sarebbero lasciati alla progettazione dei team. Tutto il resto sarebbe one design.

Lo rivela in anteprima Sailing Anarchy, specificando che l’AC48 avrebbe:

-Piattaforma e scafi one design

-Ali one design, con proporzioni simili a quelle dell’AC45 Turbo di Oracle (ma guarda un po’…)

-Posizione dei Daggerboard e scasse one design

-Posizione e scasse dei timoni one design

-Progettazione libera del design dei foil

-Progettazione libera dei timoni

-Scafi e ali dovranno essere costruite dai team sotto stretto controllo ACEA

Il nuovo AC45 di Oracle Team USA a SF
Il nuovo AC45 di Oracle Team USA a SF

Le prestazioni sarebbero del tutto simili a quelle degli AC72 e su questo non ci sono dubbi, vista la rapida ed esponenziale crescita tecnologica del foiling. Barche piccole ma certo spettacolari. Ma non è questo il punto.

Più che di fronte a una rivoluzione saremmo a un mutamento genetico dell’America’s Cup che, da dettato del Deed of Gift, è sempre stata anche una sfida tecnologica tra nazioni e yacht club. Ma sull’altare della sua idea (e dei benefici economici per lui connessi) Russell Coutts, che la Coppa è stato capace di vincerla più volte ma sta arrivando vicino a minarne le fondamenta a terra, va avanti “senza fare prigionieri”. Lui sogna da anni un circuito mondiale con catamarani e va avanti su questa rotta, trovando l’appoggio di quei team che vorrebbero partecipare ma non hanno i fondi per una campagna in proprio.

Come voteranno i challenger? Luna Rossa e Patrizio Bertelli, nel loro diretto comunicato della scorsa settimana, hanno detto che in caso di decisione di abbandono dei già annunciati AC62 presa non all’unanimità, il team si sarebbe ritirato dalla Coppa. Allineati con Oracle sulla barca più piccola quasi One Design sono Ben Ainslie Racing e Team France (la ragione è semplice, non hanno trovato il budget per costruire un AC62), Emirates Team New Zealand ha dichiarato appoggio a Luna Rossa, ma potrebbe essere “usato” da ACEA con Auckland come merce di scambio per ospitare la AC Qualifier. Decisivo sarebbe quindi il voto di Artemis Racing, che il budget per l’AC62 lo ha ma che è anche storicamente alleato di Oracle Racing.

Luna Rossa AC45 in foiling a Cagliari. Foto Borlenghi
Luna Rossa AC45 in foiling a Cagliari. Foto Borlenghi

In più, se passasse l’AC48, Oracle avrebbe pronto un altro sfidante giapponese per far numero. Lo conferma anche Russell Coutts, CEO di America’s Cup Event Authority (ACEA) e capo reale di Oracle Racing, nella dichiarazione ufficiale pubblicata su americascup.com: “Se questi cambiamenti saranno adottati sembra certo che nuovi team si aggiungeranno alla prossima edizione della Coppa. Stiamo cercando di fare il passo maggiore possibile per ridurre i costi adesso e in futuro”.

Luna Rossa si troverebbe, quindi, in una posizione non facile, soprattutto perchè fu proprio Luna Rossa a rinunciare, dopo il ritiro di Team Australia, a quel ruolo di challenger of record che le spattava e con cui avrebbe potuto trattare il Protocollo e le modifiche con il defender. Luna Rossa preferì una posizione condivisa dalla commissione dei challenger. Ma allora si parlava di AC62 e di un Protocollo condiviso, sui cui canoni Luna Rossa iniziò per tempo a sviluppare la progettazione diventando a oggi il challenger più credibile insieme ad Artemis. Una seria minaccia per Oracle Racing. Ma la storia della Coppa dice anche che in queste acque abbondano gli squali, figuriamoci se a gestirla è un tipino come Russell Coutts.

Nel week end vi sono state trattative ma pare che al voto decisivo si vada comunque. In caso di approvazione dell’AC48 le decisioni di Patrizio Bertelli e Max Sirena sono un’incognita. In ogni caso sarà un colpo d’immagine notevole per la Coppa e il suo attuale gestore. I team minori (ma quando mai la Coppa è stata per tutti? Visto che era proprio la sua eccezionalità a costituire uno dei motivi del suo fascino) appoggiano la scelta della barca più piccola. Luna Rossa ed ETNZL dovrebbero gettare dalla finestra mesi e mesi di studi e progettazione, e relativi denari spesi, su una regola ufficialmente comunicata nel Protocollo condiviso. Insomma, si cambierebbero ancora una volta le regole in corso d’opera, un po’ come se all’inizio del secondo tempo l’arbitro decidesse che il fuorigioco non si applica più, proprio nel momento in cui il centravanti di una delle due squadre riceve palla da solo davanti al portiere.

Pochi ma poderosi team o più team minori? Coutts ha chiaramente scelto la seconda ipotesi, sapendo bene che lui presiede un team che minore non lo sarà mai. Domani la risposta, con le decisioni di Luna Rossa. In tutto questo resta valido solo uno dei principi storici della Coppa. Per poterla cambiare bisogna prina vincerla alle regole di chi la detiene e Oracle, grazie a una lunga causa in tribunale contro Alinghi, lo ha fatto.

10 COMMENTS

  1. solo artemis con un po di orgoglio e ßenso dello sport può salvare la coppa da questa ennesima pagliacciata di R Coutts

  2. Allora chiaiamola extreme sailing series turbo e non più AC.Oracle e la tipica arroganza yankee che da sempre fa da cornice al trofeo piu bello del mondo avevano osato ed in parte vinto con la formula cat nella precedente edizione,basta vedere il successo mediatico del foiling,ormai mi aspetto che al prossimo salone nautico di Genova presentino l’optimist foil;ma i conti devono tornare anche per il supermiliardario Ellison anche a discapito dell’immagine della Coppa,che non è proprietà di Mr Oracle ma di chi ama questo mondo.
    Per fortuna esiste la VOR,dove si che il monotipo ha senso,viste le splendide imprese che vediamo e ci emozionano in questi giorni col passaggio del Capo.

  3. Buongiorno redazione , per cortesia smettetela di esaltare Coutts ! Che sia uno che ha vinto a destra e a manca va bene , ma per favore date meno peso alla persona che e’ solo uno spietato e mercenario uomo d’affari !!! Correggo!! Un aguzzino con i dollari altrui . Non è un bell’esempio di sportività per i nostri giovani , e non lo è’ neanche per chi lavora in questo ambiente sopratutto in questo drammatico momento .

    • Buongiorno Fiore,

      ma chi esalta Coutts? Caso mai il contrario. FV ritiene che la gestione di Oracle e Coutts della Coppa sia negativa in tutti i suoi aspetti e lo abbiamo scritto chiaramente. Questo non toglie che come velista Coutts abbia dimostrato di essere un vincente. Certamente non lo è come organizzatore. Un saluto

  4. sinceramente invece di criticare bisognerebbe plaudere a oracle che apre la chance di vittoria a molti. io non credo che rispetto ad oracle…luna rossa sia in vantaggio, non lo puo essere ne per investimento , ne per dati acquisiti, ne per gli uomini che ha.ricordiamoci che oracle lavora sui catamarani da molti anni.foil e timoni….si potrebbero anche azzeccare e con un equipaggio valido si potrebbe provare a vincere,mentre con il 62 non ci sarebbe alcuna chance vista la differenza di budget , livello di ricerca etc….

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