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Cagliari- Patrizio Bertelli ha deciso. Luna Rossa si ritira dalla 35th America’ Cup. Questo il comunicato inviato oggi pomeriggio da Luna Rossa Challenge:

Luna Rossa AC45. Foto Borlenghi
Luna Rossa AC45. Foto Borlenghi

“Dopo aver attentamente valutato le gravi implicazioni di questa iniziativa senza precedenti, Team Luna Rossa conferma che si ritirerà dalla 35^ Coppa America.

Team Luna Rossa ritiene infatti la procedura seguita illegittima, in quanto si fonda su un palese abuso di diritto che utilizza surrettiziamente le modalità per la modifica del Protocollo allo scopo di ribaltare la Regola di Classe, la quale richiede invece l’unanimità dei team iscritti.

Si pretende così di introdurre imbarcazioni sostanzialmente monotipo, in totale contrasto con la più che centenaria tradizione della Coppa America, accordando inoltre un ulteriore periodo di due mesi per apportare modifiche regolamentari decise a maggioranza.

Tutto ciò rende non credibili ed aleatorie le basi tecniche di quella che dovrebbe essere invece la più sofisticata competizione velica al mondo.

Questo radicale cambiamento comporta anche uno spreco di importanti risorse già investite sulla base del regolamento sancito nel giugno dello scorso anno, cosicché la addotta pretesa di contenere i costi si rivela un puro pretesto volto ad annullare il lavoro di ricerca e sviluppo di alcuni team, favorendo invece precostituite posizioni tecnico-sportive mediante il cambio del principale elemento della gara, la barca.

A conferma di ciò, è opportuno ricordare che il Team Luna Rossa ha spesso avanzato proposte che avrebbero contenuto i costi senza snaturare le caratteristiche dell’imbarcazione, ma tali proposte sono state tutte puntualmente respinte dal Defender.

Team Luna Rossa ha anche preso in considerazione la possibilità di un ricorso alla Corte Arbitrale prevista dal Protocollo, ma ha dovuto constatare che dopo dieci mesi dalla firma del medesimo il Defender ha solo ora avviato le prime formalità per la costituzione di questo importante organismo, contribuendo così a rendere ancora meno affidabile e credibile l’intera governance dell’Evento.

Team Luna Rossa si rammarica per le ripercussioni che questa non facile decisione potrà avere sui componenti del Team – anche se tutti gli impegni contrattuali verranno onorati – e sulla manifestazione velica prevista a Cagliari per il prossimo giugno e naturalmente per la delusione che provocherà nei numerosissimi appassionati che hanno sostenuto Luna Rossa durante le ultime quattro edizioni della Coppa America.

Patrizio Bertelli ha dichiarato: “Ringrazio tutto il team per l’intenso lavoro svolto durante l’ultimo anno, purtroppo vanificato da questa manovra, senza precedenti nella storia della Coppa America.

Ma nello sport, come nella vita, non si può rincorrere sempre il compromesso del compromesso del compromesso; talvolta si impongono decisioni dolorose ma nette, che sole possono far prendere coscienza delle derive di un sistema e porre così le basi per un futuro di legalità e rispetto dei valori sportivi”.

Patrizio Bertelli e Max Sirena. Foto Borlenghi
Patrizio Bertelli e Max Sirena. Foto Borlenghi

Nostro commento

Luna Rossa lascia la Coppa America, dove era presente ininterrottamente dal 1997. Lo fa per il mancato rispetto di un protocollo condiviso e non usa mezzi termini. Patrizio Bertelli sbatte la porta con decisione. “Procedura illegittima”, “abuso di diritto”, “Contrasto con la tradizione”, non sono frasi di comodo e la parte finale “non si può rincorrere sempre il compromesso del compromesso” fa il resto. Luna Rossa Challenge si ritira perchè non accetta il cambio di regole condivise, su cui e in base alle quali si stava preparando a Cagliari, con mesi spesi nella progettazione di quello che avrebbe dovuto essere l’AC62, ma che invece nella nuova regola di stazza voluta da Oracle e dai team più piccoli, che altrimenti la Coppa sugli AC62 forse non sarebbero mai riusciti a farla, sarà sostituito da un AC48.

La notizia era in parte attesa, dopo il comunicato della scorsa settimana in cui Bertelli aveva minacciato il ritiro in caso di voto non unanime. E l’unanimità nella Commissione dei Challenger non c’è stata. 3 a 2: da una parte Artemis, Team France e Ben Ainslie Racing, dall’altra Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand. Non solo, anche i kiwi sono in difficoltà perchè la promessa di andare ad Auckland per disputare le AC Qualifier pare essere saltata, visto che sempre i team minori in Nuova Zelanda, causa budget, non ci vorrebbero andare e preferirebbero disputare tutto l’evento alle Bermuda. Ma le Bermuda sono un territorio d’oltremare britannico, per cui la presenza di Sir Ben Ainslie e del suo team è fondamentale.

Russell Coutts ha scelto quindi di sacrificare i due team potenzialmente più forti (Luna Rossa e TNZL) per avere più team minori, rimangiandosi di fatto quel “pochi ma buoni, la Coppa è sempre stata per l’elite” che aveva dichiarato dopo aver ricevuto sei iscrizioni per la Coppa 35, di cui uno (il challenger of record Team Australia) si è poi ritirato “perché la Coppa costa troppo”. Proprio in quell’occasione Luna Rossa, che come secondo team sfidante avrebbe potuto diventare il challenger of record, commisse un errore rivelatosi oggi fatale. Rinunciò a quel ruolo preferendo una Commissione dei challenger che operasse all’unanimità. In pratica si fidò del defender e degli altri team. Il risultato attuale è ben diverso da quanto Patrizio Bertelli e Max Sirena si auguravano.

Cosa abbiamo adesso? Una Coppa fattibile con 10-15 milioni, una barca piccola e quasi monotipo. Non sono in discussione le prestazioni e lo spettacolo, perchè un 48 piedi foiling potrà superare facilmente i 40 nodi e dare regate anche più racvvicinate. Lo è invece l’essenza stessa della Coppa America, quel trofeo che basava gran parte del suo fascino sulla sua eccezionalità e difficoltà di vittoria. La Coppa è sempre la stessa o abbiamo a che fare con un nuovo evento, destinato a diventare uno dei tanti circuiti professionali?

L’altra caratteristica, unica nello sport, della Coppa era che chi la vinceva, andando a conquistarla dove, quando e come voleva chi la possedeva, poi a sua volta dettava le regole, basandosi sul Deed of Gift del 1887 e su un Protocollo. Mai si era visto un quasi monotipo, sempre barche con formula di stazza, dove la progettazione e “l’amichevole sfida tra nazioni straniere” era alla base delle sfide. Prima le Big Boat, poi i J Class, i 12 Metri, gli ACC nelle loro cinque versioni e infine gli AC72, sempre poderosi team progettuali si univano ai migliori velisti e tecnici. L’AC48 prevede invece solo la possibilità di progettare foil e timoni. Decisamente una regola diversa. Ma proprio questo vuole Russell Coutts, più team, spettacolo e della tradizione non gli importa poi molto. Alinghi, rivale storico di Larry Ellison e Russell Coutts, si affretta a sostenere la scelta di Luna Rossa, team che, detta Ernesto Bertarelli, “mancherà all’America’s Cup”. Anche ETNZL trasmette la sua solidarietà a Bertelli e ricorda il sul ricorso all’Arbiutration Panel per la questione di Auckland. Magari Luna Rossa per ringraziare potrebbe prender parte al circuito dei GC32, anche quelli foiling e spattacolari, in cui già regata Ernesto Bertarelli. Fantavela? Chissà…

La Coppa perderà anche gli appassionati più fedeli, il pubblico italiano, e potrebbe smarrire anche i neozelandesi, anche se con Auckland in ballo per le AC Qualifier, Grant Dalton potrebbe ancora trattare. Patrizio Bertelli invece ha deciso di non farlo. Dopo il meno 28% di utili netti nel 2014 del gruppo Prada, Bertelli ha dovuto far fronte alla decisione di Coutts. Regole cambiate in corso d’opera e porta sbattuta. Peccato, perchè il più importante team velico italiano era sempre un traino per il nostro movimento. Le AC World Series di Cagliari in giugno salteranno. La Coppa era sopravvissuta a due guerre mondiali, a una grande depressione, ad accese cause in tribunale. Riuscirà a farlo all’era Oracle? Il team vanta già il maggior scandalo nella Coppa, l’inganno sugli AC45 nella primavera 2013, cause di lavoro con i velisti-dipendenti, una vittoria in tribunale (contro Alinghi nel 2010, anche qui a causa di un errore, la scelta di un club senza i requisiti da Deed of Gift), continui cambi di regole e poche certezze, una spirale di costi e stipendi salvo poi rimangiarsi tutto sull’altare della riduzione dei costi invocata da quei team che non hanno un Larry Ellison alle spalle. 

Così stanno le cose al 2 aprile 2015. Molte incertezze e una sola verità: qualcuno dovrà andare a vincere la Coppa alle regole di Oracle per poi cambiarle. Certamente su questo punto Oracle Racing non ha in mente rivoluzioni.

 

In nottata è arrivato poi anche il commento del Commissione di ACEA, che riportiamo nella forma originale in inglese:

While we have not yet received a formal notice of withdrawal, we take the team’s media statement that they are leaving the America’s Cup as real.

“I know all are disappointed with this decision taken by Luna Rossa, especially based upon their significant history in the America’s Cup,” said Commercial Commissioner Harvey Schiller.

“Since we started the Competitor Forum, I’ve worked closely with skipper Max Sirena on many issues facing the America’s Cup and our teams. We offered a range of solutions for reducing costs by introducing a new America’s Cup Class. Unfortunately Luna Rossa wasn’t prepared to accept the majority decision, as written in accordance with the rules of the event.

“It’s difficult to understand this withdrawal when our shared purpose has been to control expenses, encourage additional entries and build a better future for the Cup. It’s even more puzzling as it was Luna Rossa who insisted on the switch to majority rule on these issues.

“But looking at the bigger picture, the America’s Cup is now more accessible for new teams and with a new generation of people like Ben Ainslie, Nathan Outteridge, Jimmy Spithill, Franck Cammas and Pete Burling we have a strong foundation for a very competitive event.”

 

Attraverso il sistema media di ACEA (emanazione del defender) arriva poi in mattinata la reazione di Team France, Ben Ainslie Racing, Artemis e Oracle Racing sulla posizione di ETNZL. Dichiarazioni non certo concilianti, che non fanno che testimoniare la spaccatura tra le parti:

We are disappointed to see how Team New Zealand are characterizing the rule changes that reflect the collective will of the America’s Cup teams.

During discussions last month, ALL six teams, including Team new Zealand, agreed on the need to change to a smaller boat to reduce costs.

While Luna Rossa supported a less dramatic change, a majority of teams agreed on what has become the America’s Cup Class, a new rule written in consultation with ALL teams, with drafts of the rule sent to ALL teams for comment and feedback.

Each team that voted for this new America’s Cup Class made compromises and sacrifices to get this done for the betterment of the America’s Cup.

Taking these important decisions by a majority vote is something that was insisted upon by Luna Rossa and written into the rules of the event.

Regrettably, abiding by the results of the majority vote appears to be something neither they, nor Team New Zealand, are willing to do… unless they are part of the majority.

We hope that Team New Zealand can see a way forward, as we all have, and look forward to racing them in the Americas Cup World Series later this year.

 

Sono moltissime le prese di posizione a favore di Luna Rossa, nonchè le dichiarazioni formali di stima per ciò che Luna Rossa ha rappresentato per la vela italiana negli ultimi 15 anni. Tra queste quella di Riccardo Bonadeo dello YC Costa Smeralda, che con il marchio Azzurra iniziò la storia italiana in Coppa America, e  la nota ufficiale della Federazione Italiana Vela, che qui riportiamo:

“La Federazione Italiana Vela prende atto con rammarico della decisione dell’armatore
Patrizio Bertelli di non proseguire l’entusiasmante avventura della 35ma edizione
dellʼAmericaʼs Cup
Nel rispetto della decisione assunta, è doveroso ricordare cosa abbiano rappresentato in
tutti questi anni il Dottor Bertelli e il suo “Progetto Luna Rossa” per la vela italiana e
mondiale. Professionalità, genialità, affidabilità, competenza, passione e amore per il
proprio Paese, sono solo alcune delle caratterizzazioni che Luna Rossa e il suo Team
hanno saputo interpretare e trasmettere.
La Federazione Italiana Vela continuerà a guardare con ammirazione a questo manipolo
straordinario di eccellenze, grata al Dottor Bertelli anche per l’entusiasmo con cui ha
voluto sostenere i propri atleti olimpionici e consentendo, recentemente, anche l’avvio di
uno scambio di esperienze tra il Team dello skipper Max Sirena e i ragazzi della Squadra
Nazionale di vela diretta da Michele Marchesini, in prospettiva Rio de Janeiro 2016″.

 

Per comprendere la distanza tra il mondo dell’America’s Cup e la visione di Coutts/Ellison sono sintomatiche le dure parole rilasciate a Scuttlebut da Bruno Troublè, ex america’s cupper e organizzatore di molte Louis Vuitton Cup, sulla Coppa di Oracle “non più America’s Cup”:

I am away on my boat in Venice, enjoying spring in La Serenissima, far from the boiling controversy of the America’s Cup. All those witches and sorcerers trying to do good to the America’s Cup are instead slowly killing her. There have been so many mistakes over the last couple years!

Golden Gate Yacht Club, and their Oracle Team USA, are great sailors but hopeless guards of the Myth. They managed to kill the style and elegance which prevailed for decades, those unique aspects of the America’s Cup for which was our main aim at Louis Vuitton for 30 years.

They have discouraged the high level partners and put an end to the exclusive positioning of THE Cup. They have betrayed the long saga of incredible personalities who made the Cup so special. And they are now organizing a one design catamaran contest with no style and anonymous people beyond the sailing circles.

What we have now is a vulgar beach event smelling of sunscreen and french fries. This is definitely NOT the Cup.

 

6 COMMENTS

  1. Patrizio Bertelli ha preso la decisione giusta, anche se dolorosa. Non si può sottostare all’arroganza, alla mancanza di rispetto per le tradizioni, alla palese scorrettezza di Oracle nei riguardi degli avversari più qualificati. La Coppa America è così destinata a perdere il suo storico fascino, un fatto molto grave che evidenzia il decadimento in atto dei valori sportivi e non solo.

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