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Roma- Il ritiro di Luna Rossa Challenge dalla 35th America’s Cup ha suscitato molte reazioni internazionali e numerose testimonianze di solidarietà al team che ha rappresentato iniunterrottamente l’Italia in Coppa America dal 1997 a oggi.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta a Patrizio Bertelli, da parte di un gruppo di appassionati tifosi. Abbiamo inoltrato tale lettera a Luna Rossa Challenge.

Luna Rossa

Al presidente del Team Luna Rossa, Patrizio Bertelli

In seguito alle ultime notizie che riguardano l’ “America’s Cup” la comunità velica italiana sente la pressante
necessità di manifestare il suo sostegno alla certamente dolorosa decisione da Lei maturata.
Sul web, nei club e in porto non si parla d’altro in questi giorni, ed è unanime il coro che giunge da coloro che
vanno in mare per pura passione: sarebbe stato inutile, oltre che controproducente, cercare un’altra
mediazione al ribasso con chi si fa forte del diritto di cambiare le regole del gioco in corso, stracciando
addirittura la regola che permette di modificare le regole.

Riteniamo che Il team Luna Rossa, così come gli altri team, abbia tollerato fin troppo gli sbalzi umorali del
defender, che facendosi scudo di una pretestuosa giustificazione economica, ha stravolto completamente lo
spirito della più antica competizione velica mondiale.
Coloro che amano la vela e si riconoscono nei valori che dovrebbero ispirare una competizione di questo
livello non possono che dissociarsi da tale comportamento e appoggiare la Sua decisione.
Noi appassionati di vela ci siamo disamorati di questa Coppa America, prigioniera degli sponsor e delle loro
logiche unicamente orientate a sfruttare l’evento per fini commerciali. Forse un poco utopisticamente
vorremmo che tornasse ad essere la “vera” America’s Cup, quella che una volta coinvolgeva un paese
intero, velisti e non, creando nuovi appassionati. In passato molti sono diventati velisti grazie a Luna Rossa e
le nottate passate a comprendere le manovre.

Le barche con le quali oggi ci si misura in questa competizione sono troppo distanti tra loro, troppo veloci, le
manovre limitatissime, abilità umana e capacità tattiche ridotte al minimo. Da veri appassionati non è questo
lo spettacolo che vorremmo vedere, perché non è una mera gara di velocità quella che tiene il pubblico
incollato allo schermo tutta la notte. Vorremmo ritrovare le emozioni che Luna Rossa e il suo equipaggio ci
hanno regalato in passato, quando le regate erano vinte non solo grazie a tecnologie avveniristiche, ma
soprattutto grazie alla tattica e all’abilità nelle manovre. Vorremmo di nuovo assistere a quelle regate che ci
facevano saltare il cuore quando la separazione laterale tra le barche raggiungeva il miglio, quelle in cui le
virate e gli incroci si susseguivano senza sosta, alla ricerca del refolo che facesse guadagnare i pochi metri
che servivano per presentarsi all’incrocio in testa.

Vorremmo provare di nuovo quelle emozioni, per questo motivo Le chiediamo di farsi portavoce nostro e di
un intero movimento che conta migliaia di appassionati e cogliere l’occasione per lanciare una nuova Coppa,
magari una Coppa Europa, con monoscafi e nuove regole. Una Coppa che faccia di nuovo ardere i cuori di
noi italiani, velisti e non, che ci tenga di nuovo incollati allo schermo della TV fino a tarda notte; che ci faccia
sentire un enorme voglia di partecipare!

Cogliamo l’occasione per ringraziarLa per aver sempre tenuto alto l’onore nazionale con un team
estremamente valido e per gli incredibili sforzi, sia umani che economici, profusi in questi anni. Grazie per
averci ancora una volta resi orgogliosi, con questa decisione, della nostra appartenenza.
Sperando che il nostro appello venga ascoltato porgiamo il nostro più sincero augurio di Buon Vento a Lei e
a tutto il team”.

Sira Sylla, Fabio Cucinotta, Marzia Musso, Giovanni Tesi e Rocco De Vitofrancesco
Per la comunità velica
Tutte le firme sul sito www.change.org – Io sto con Luna Rossa

6 COMMENTS

  1. Mi trovo parzialmente in accordo con le parole di questi appassionati. Non rappresentate però la comunità velica italiana!
    Sono in completo accordo con la scelta del team Luna Rossa. Dalle parole di questi appassionati si capisce che la loro conoscenza della vela risulta: bigotta e retrograda.
    Anche io mi auspico che la Coppa possa avere una svolta, ma non con queste indicazioni. La tecnologia deve avanzare, fa parte della Coppa tutto ciò; il progresso non si può e non si deve arrestare. I giovani Progettisti conoscono bene quali possono essere gli sviluppi futuri per questo sport, i Velisti comprendono e conoscono i cambiamenti del loro gioco. Poco importa essere nostalgici romantici, anche io facevo nottate e avevo dieci anni quando Luna Rossa vinceva la Luis Vuitton, ma ora più che mai bisogna stare al passo. Rischiamo di passare da paese all’avanguardia nella nautica a paese fanalino di coda. Le scelte qui le fanno quelli che in barca non hanno mai superato i dieci nodi. Ricordatevi che noi ragazzi abbiamo iniziato a volare da bambini e non si può smettere una volta conosciuta questa emozione. Il sistema capriccioso di Oracle va sconfitto, ma non strumentalizziamolo per remare contro al futuro. Guardiamo avanti, ascoltiamo chi vivrà il futuro. Non potete decidere per noi, quando tra qualche anno navigherete tra le nuvole assieme a tutti i grandi della vela che hanno però sempre creduto nel futuro.

    • FV condivide la tua posizione, nel rispetto delle opinioni di tutti. IL progresso tecnologico non si può arrestare nè si deve e nessuno, neanche in Luna Rossa, pensa di tornare a monoscafi dislocanti che vanno a 11 nodi. Qui stiamo parlando di regolarità nella gestione e di cambi di un protocollo già deciso e su cui Luna Rossa stava progettando da mesi. LR stava appunto progettando un AC62, foiling cat hi-tech ad ala rigida. Poi è ovvio che i tifosi non velisti tendano a ricordare quelle emozioni che li fecero avvicinare a Luna Rossa, ma sarebbero altrettanto pronti a emozionarsi per un cat volante vincente. Su questo non ci sono dubbi. Un saluto

  2. Le motivazioni di questa lettera non sono da prendere alla lettera, è normale che la tecnologia va avanti, e non si può restare al palo. Ma il rispetto delle regole ci vuole, una vela più “umana” ci vuole, certo per chi vola sull’acqua tornare indietro è impensabile, ma vi siete chiesti se tutta questa estremizzazione della vela faccia bene alla vela in generale? O pensate solo al vostro giocattolino? In tanti si sono avvicinati alla vela nelle precedenti edizioni, gente che ha fatto corsi vela, che si è appassionata portando soldi a tutto l’indotto charter, negozi, turismo nautico, cantieri, perchè molti di quelli appassionati che secondo alcuni non dovrebbero andare a vela, magari hanno acquistato una barca e hanno fatto ricchezza per tutto il mondo nautico, poi magari vanno a 5/6 nodi… ma adesso chi la guarda più la Coppa America? Ripeto, bisogna andare avanti e non fermarsi, ma con regole certe, e far appassionare nuovamente il pubblico poi se vanno a 20 nodi, spero che non scuffino…tanto dolore…
    Buon vento piloti del mare.

  3. Noi non siamo contro il progresso tecnologico, ben venga tutto ciò che rende davvero più avvincente lo sport della vela ma la Coppa America deve essere un mero laboratorio di ricerca o uno spettacolo che milioni di appassionati attendono con ansia ogni anno? Forse occorre decidere questo perché le centinaia di firme e commenti che abbiamo raccolto in pochi giorni dimostrano che l’attuale Coppa America non piace, se non alla maggioranza, ad una fetta rilevante di velisti.
    Secondo noi la strada non è questa, ci stiamo allontanando troppo dall’essenza della vela stessa. Si può fare ricerca anche sui monoscafi che toccano ancora l’acqua, la VOR ne è una dimostrazione. Se dobbiamo fare una gara di velocità allora perché non usare sailrocket? Va ancora più forte!

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