SHARE

San Francisco, USA- L’America’s Cup oracliana è ancora il Trofeo sportivo più antico del mondo e il massimo desiderio velico per velisti e armatori? La credibilità della Coppa sta subendo duri colpi dopo le ultime decisioni del defender e del suo braccio organizzativo AC Event Authority. Soprattutto il voto di 3-2 nella Commissione dei defender, con Team France che pur non avendo ancora dichiaratamente budget e design in mano (userà il progetto di Oracle Racing per l’AC48) ha potuto votare per il cambio di barca, ha fatto saltare il banco. Patrizio Bertelli infuriato. Ritiro di Luna Rossa Challenge, Emirates Team New Zealand in bilico. Ovvero i due team più significativi, e quelli che muovono più tifosi, delle ultime edizioni della Coppa sacrificati sull’altare di Ben Ainslie e Franck Cammas e delle Bermuda.

Luna Rossa ed ETNZL nella finale di Louis Vuitton Cup 2013 a San Francisco. Una sfida che non vedremo più in Coppa? Foto Cameron/ETNZL
Luna Rossa ed ETNZL nella finale di Louis Vuitton Cup 2013 a San Francisco. Una sfida che non vedremo più in Coppa? Foto Cameron/ETNZL

Le reazioni non sono mancate e la comunità velica internazionale si è rapidamente divisa. Da una parte i cultori della storia ultracentenaria dell’America’s Cup, per i quali la Coppa ha una tradizione che va rispettata proprio perchè costituisce il vero motivo di richiamo dell’evento (prestigio, difficoltà di vittoria, partecipazione limitata a chi può davvero permetterselo). Dall’altra gli amanti della velocità, delle regate-show pensate per le televisioni e i velisti più giovani che vedono nuove possibilità di ingresso in un mondo troppo “ingessato”.

Probabilmente entrambe le parti hanno delle ragioni, certo è che la Coppa ha subito, da quando la detiene Larry Ellison e la gestisce Russell Coutts, dei danni d’immagine. Coutts afferma, non senza ragioni, di volerla rinnovare, ma i suoi tentativi si sono di fatto rivelati sin’ora degli insuccessi, soprattutto alla voce chiarezza delle regole e informazioni certe. In più pare concreto il rischio di svilire l’anima stessa della Coppa, aprendola a sfidanti senza basi credibili. Al tempo stesso occorreva limitare i costi, diventati insostenibili anche per la corsa al rialzo dello stesso Oracle. Cosa fare quindi?

Sono giunte negli ultimi giorni delle voci autorevoli. Bob Fisher, il decano del giornalismo velico anglosassone, ha pubblicato una lettera aperta ad ACEA, arrivando a scrivere che la sua gestione “è una disgrazia per la Coppa”. Parole dure: “Avete abusato della Coppa, l’avete sfruttata e ridotta a una delle tante regata, perdendo lungo la strada il suo prestigio e allo stesso tempo facendo fuggire i più seri sfidanti”.

Una visione in contrasto con la gestione attuale dell’evento e i suoi scopi di marketing, che diventa addirittura antitetica quando Fisher afferma che per la Coppa “non è necessario avere una audience televisiva”, che è invece quanto appare al punto uno delle agende del commissioner della Coppa, mutuato dagli sport pro americani. Per Fisher la storia stessa della Coppa è la garanzia del suo fascino e del suo successo.

Ernesto Bertarelli
Ernesto Bertarelli

A dire la sua è stato anche Ernesto Bertarelli, “nemico” giurato di Larry Ellison e Russell Coutts. Il vincitore della Coppa 2003 e 2007 con Alinghi ha oltremodo pagato l’errore di valutazione della scelta di un challenger of record fittizio, privo dei requisiti da Deed of Gift. La lunga causa legale che portò all’assurda sfida del 2010 tra il tri gigante di Oracle e il cat di Alinghi ha di fatto aperto la strada alla deriva attuale che, a parte l’entusiasmante sfida del settembre 2013 sugli AC72 a San Francisco, alla voce Coppa vede solo incertezza, ritiri e delusione degli appassionati, mentre il pubblico “main stream” di fatto non sa di cosa stiamo parlando.

Bertarelli appoggia la decisione di Patrizio Bertelli e, in una dichiarazione a LX Sailing, afferma che… “i costi di iscrizione alla AC sono diventati più alti di quelli delle barche… E’ una verogna che gli organizzatori non possano stabilire regole chiare e trasparenti”. L’ultima Coppa di Alinghi (Valencia 2007) fu un successo: molti team coinvolti, centinaia di velisti e tecnici, sindacati poderosi e nuovi team, una splendida selezione/Louis Vuitton Cup e un’ancor più avvincente finale. La Coppa al massimo della sua storia. In soli sette anni tutto questo rischia ora di essere dilapidato. Se ne renderanno conto in Oracle Racing e saranno in grado di abbinare al necessario rinnovamento e all’ineliminabile evoluzione tecnologica l’altrettanto indispensabile chiarezza delle regole? Certo, la Coppa è sempre stata di chi la vince, ma come conclude Bertarelli “La mia storia con la Coppa è finita nel 2010. Potrei cominnciare di nuovo un giorno… per esempio se i kiwi la vincessero per poi fare delle regole eque. Ma certo non oggi”. Considerazioni simili a quelle espresse dallo stesso Bertelli e da Grant Dalton. Insomma chi riuscirà a strappare la Coppa a Oracle, sfidandolo alle sue regole?

 

4 COMMENTS

  1. Tutto condivisibile ciò che ha pubblicato Bob Fisher, l’unica speranza che la svilita Coppa America torni ad avere il suo fascino tradizionale è che la prossima venga persa dal defender e che il vincitore la riporti al ruolo di massimo evento velico che le compete storicamente.

  2. Con Luna Rossa in nome della coerenza fuori dai giochi,ETNZ con seri problemi di budget legati alle ennesime false promesse USA e qualche team minore o inesistente la Coppa,o meglio il giochino personale di Ellison del 2017 sarà senza storia.A questo punto,mi vien da chiedere se dopo 2 campagne fallimentari alla Coppa del 2021/22 ci sarà la lesson-learned da parte americana?Se solo si potesse fare un sondaggio tra gli appassionati saremmo tutti d accordo nel chiedere un ritorno alla Coppa dei Flinstones.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here