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Cala de Medici – L’azienda toscana Ubi Maior, specializzata nella produzione di bozzelli e attrezzatura di coperta, è la dimostrazione che la qualità e l’innovazione, anche e sopratutto nei tempi in cui i mercati soffrono, sono sempre armi vincenti. Siamo stati a Cala de Medici per vedere da vicino la nuova invenzione dei ragazzi di Ubi Maior, Jiber, l’avvolgifiocco che promette di rivoluzionare il mondo delle barche da crociera e non solo.

Jiber
Lo strallo in tondino rotante, l’elemento fondamentale di Jiber. Foto Giuffrè

Un accessorio pensato per l’armatore di una barca da crociera, che non disdegna partecipare alle regate di circolo e ha un occhio attento alle performance della sua barca. Una delle principali carenze in termini di efficienza e performance di efficienze e performance degli avvolgitori tradizionali, è quello di essere dotati di estrusi in alluminio molto pesanti per la ralinga delle vele di prua. Decine di chili sullo strallo, almeno 30 su un 35-40 piedi, che accentuano la catenaria già notevole sulle barche da crociera, possono essere comodamente eliminati con Jiber.

L’avvogifiocco Ubi Maior infatti sostituisce l’estruso in alluminio con uno strallo in tondino rotante, connesso con la testa del tamburo che trasmette la torsione e la chiusura o l’apertura della vela. Parti importanti di questo sistema sono la testa e il connettore in acciaio per lo strallo in tondino, componenti che permettono a quest’ultimo di ruotare garantendo l’efficiente funzionamento del sistema.

Con 10 nodi di vento e onda corta. Con una tensione moderata sull'avvoglifiocco, lasciando comunque la vela di prua potente per contrastare l'onda, la catenaria sparisce quasi completamente in basso rimanendone un accenno nella parte alta. Foto Giuffrè
Con 10-12 nodi di vento e onda corta. Con una tensione moderata sul paterazzo, lasciando comunque la vela di prua potente per contrastare l’onda, la catenaria sparisce quasi completamente in basso e ne rimane un accenno nella parte alta. Foto Giuffrè

Le vele di prua vengono collegate allo strallo o tramite i garrocci o con il sistema della zip bag. Jiber è pensato anche per lavorare incassato, come in uso sui moderni cruiser-racer. Oltre a migliorare l’angolo di bolina riducendo la catenaria, Jiber garantisce maggiore stabilità alla barca quando il vento sale perché eliminando la catenaria la vela risulta anche più magra e sarà possibile rinviare il momento in cui iniziare ad avvolgere il fiocco all’incremento del vento.

Il team Ubi Maior Italia al completo. Foto Giuffrè
Il team Ubi Maior Italia al completo. Foto Giuffrè

Lo abbiamo provato con 10-12 nodi di vento e onda corta e il risultato è stato più che positivo. Con il paterazzo appuntato, dalla prima parte dello strallo la catenaria quasi sparisce

Per i più esigenti, che lo vogliono usare in crociera non rinunciando però alla doppia canaletta del tuff luff in regata, basterà installare quest’ultimo sul tondino dimenticandosi le macchinose operazioni di smontaggio dell’estruso in alluminio come sugli avvolgitori tradizionali.

Ubi Maior Italia si conferma all’avanguardia sulla tecnologia di accessori e attrezzatura di coperta e oltre a Jiber, per il 2015 continuerà a essere partner e ad armare alcune delle imbarcazioni da regata di punta in Italia: dal nuovo Italia 998 Low Noise II, al Neo 400 Carbon, senza dimenticare l’ormai imminente varo del nuovo Vismara 62 SuperNikka, anche questo armato Ubi Maior.

http://www.ubimaioritalia.com/

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