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Camoel, Francia- (Paolo Zazio) Arriverà in Mediterraneo la prossima estate dalla Bretagna il Karukera, ketch di legno di circa 10m del 1968 ristrutturato e trasformato. Una barca ma non solo: è di fatto anche un vero e proprio laboratorio di marineria. Se vi capiterà di vederla durante le vostre navigazioni in mare o in banchina in qualche porto ecco di cosa si tratta…

Il Karukera
Il Karukera

Karukera è un laboratorio perchè così è stata trasformata dai membri dell’associazione Lab-R.E.V.(lab-rev.org)
Giovani ingegneri e architetti navali bretoni che credono in una nautica sostenibile, ecologica ed economica e fondano all’inizio del 2010 l’associazione. In tutti coesiste la voglia d’avventura, senza mai dimenticarsi della sicurezza, valore cardine di chi va per mare, e anche di un profondo impegno ecologico. L’obiettivo è quello di riciclare, navigare, sviluppare e fabbricare.

Diverse sono le tappe italiane previste per questo giro del Mediterraneo con partenza dalla Bretagna, tempo e meteo permettendo. Il periplo toccherà otto Paesi e durerà circa sei mesi in cui i membri dell’associazione si
daranno il cambio come equipaggio lungo le circa 5.000 miglia del percorso. A bordo una stampante 3D con la quale sono già stati realizzati vari componenti: le pale del generatore eolico, di quello idraulico, una galloccia, uno strozzascotte e molte sono le altre idee.

Dettaglio della stampante 3D all'interno del ketch
Dettaglio delle attrezzature all’interno del ketch

Perchè lab-R.E.V.?
Molto semplice, lab come laboratorio R. come ristrutturare e come riciclare, gli inglesi direbbero
up-cycling, E. come ecologia, V. come vela, la grande passione in comune ai protagonisti e anche un ambiente estremo per un laboratorio. Inoltre rêve, da leggersi rev, in francese vuol dire sogno e quest’esperienza
sicuramente fa sognare.

Le difficoltà non sono da trascurare, ma se si è arrivati fino qui perchè non sognare di andare ancora
avanti e forse molto avanti e credere che l’idea è buona e non si fermerà.
All’inizio la stampa di alcuni componenti è avvenuta in laboratorio, il passo in avanti è stato fatto
quando si è capito che per evolvere si doveva poter usare la tecnologia di una stampante 3D anche
in barca, prima in porto e poi in navigazione. Non è stato facile: a differenza di un laboratorio una
barca si muove, si inclina, è spesso umida, ed è quindi stato necessario marinizzare una stampante 3D.
Il metodo di fabbricazione prevede l’uso di bioplastica, che è un tipo di plastica biodegradabile in
quanto derivante da materie prime vegetali. I componenti più grandi, come le pale del generatore
eolico, sono composte di diversi elementi assemblati insieme, non potendo superare certe
dimensioni nella stampa 3D.

La rotta prevista
La rotta prevista

Il viaggio sarà appunto il banco di prova. L’ambiente marino è molto aggressivo per i materiali,
questa navigazione vuole dimmostrare che gli oggetti fabbricati con la stampante 3D possono
offrire caratteristiche di robustezza e durata simili a quelli di produzione industriale classica.
Esperimenti precedenti sono già stati fatti con una piccola canoa trasformata in deriva e con un
catamarano sportivo non abitabile, del quale è stato stampato il tamburo dell’immagazzinatore del
gennaker. I risultati sono stati molto positivi.

Una sfida nella sfida sarà l’autonomia energetica, durante le soste in porto non è previsto caricare
le batterie con la corrente elettrica ma di uilizzare solo le risorse della barca (eoliche e solari). Il
motore diesel che si pensava di sostituire con uno elettrico è stato lasciato, ma non verrà
alimentato a gasolio ma utilizzando oli vegetali alimentari esausti.

Al lavoro sul Karukera
Al lavoro sul Karukera

Il sole sarà di grande aiuto nella sfida energetica, la barca dispone infatti di un pannello solare oltre al
generatore eolico autocostruito. Le numerose tappe lunghe e corte permetteranno di alternare navigazioni d’altura a navigazioni costiere e derivano dalla necessità di poter gestire gli approvvigionamenti e condividere il più possibile il progetto nei luoghi visitati sviluppando contatti con scuole, fablab e associazioni, per
illustrare come funziona il Karukera.

Il team
Il team

I partner sono: La Banque postale, OpenEdge, Explore, Plateau tecnique Compostique, Camoel Nautic, Le Fab Lab 44, Gwen Marine Service, EcoNav, Jade greement, Plankton planet, Domidom, NavLab, Plateforme
C, Universitè de Nantes.

www.lab-rev.org

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