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Bursa, Turchia – L’aeroporto Sabiha Gökçen di Istanbul ci accoglie in una serata di Primavera ancora frizzante. Qualche minuto di taxi nel distretto di Pendik e raggiungiamo il nostro alloggio, poche ore di sonno e la sveglia suona presto: la nostra immersione nel quartier generale di Sirena Marine, cantiere turco in grande ascesa che produce i brand Euphoria e Azuree, può così cominciare. In macchina raggiungiamo il traghetto che, da Pendik, ci porterà fino a Yalova, attraversando il Golfo di Izmit dove un fitto traffico commerciale si snoda dalle due sponde.

Istanbul sullo sfondo, vista dal traghetto che dal distretto di Pendik attraverso il Golfo di Izmit fino a Yalova. Foto Giuffrè
Istanbul sullo sfondo, vista dal traghetto che dal distretto di Pendik, attraverso il Golfo di Izmit, ci porta fino a Yalova. Foto Giuffrè

Circa 50 minuti di traghetto separano Pendik da Yalova, ce li godiamo sul ponte scattando qualche foto e godendoci il panorama in una giornata luminosa e ventilata, con il sole che inizia a scaldare.

Giunti a Yalova risaliamo in macchina, ancora 30 minuti di strada attraverso una zona pianeggiante e si arriva nel territorio di Bursa, lo stabilimento Sirena Marine si staglia celeste in una zona verdeggiante

Il cantiere Sirena Marine. Foto Giuffrè
Il cantiere Sirena Marine. Foto Giuffrè

A guidarci nel nostro tour nel quartier generale del cantiere turco in grande ascesa sono Yeliz Semerci, commerciale e responsabile ufficio vendite, e Gokan Galiskan, che segue la catena di montaggio e in particolare lavora nel settore dove avviene il “marriage”, ovvero dove le coperte vengono assemblate sugli scafi.

A lavoro su un componente degli interni. Foto Giuffrè
A lavoro su un elemento degli interni. Foto Giuffrè

Una cosa salta immediatamente all’occhio: in questo cantiere il lavoro umano, anche quello minuzioso e artigianale, ha ancora un’importanza fondamentale e non solo per quanto riguarda gli interni ma ha una grande rilevanza su tutta la produzione. Pochissimo lavoro è demandato alle macchine, quasi nulla, mentre la presenza di operai altamente qualificati e specializzati è la vera anima di Sirena Marine.

Gli interni del nuovo Euphoria 68. Foto Giuffrè
Gli interni del nuovo Euphoria 68. Foto Giuffrè

Qui si lavora ancora “come una volta”, e non c’è da stranirsi nel vedere tre o quattro operai a lavoro su un singolo componente. Piccoli gesti che hanno il sapore delle cose ben fatte, come un dito che passa e ripassa sulla cornice di un mobile per valutare se ogni piccola imperfezione è stata eliminata: sono particolari che danno valore e qualità al prodotto finito, barche fatte come si deve e dove il lavoro dell’uomo è il vero valore aggiunto.

Due Azuree 46, uno già con la coperta incollata l'altro ancora in lavorazione. Foto Giuffrè
Due Azuree 46, uno già con la coperta incollata l’altro ancora in lavorazione. Foto Giuffrè

Va da se che la divisione del lavoro all’interno del cantiere resta altamente professionale ed è comunque molto settoriale: ogni parte della barca ha una squadra, un team per gli interni, uno per gli acciai, chi si occupa della linea di montaggio e chi ha un ruolo preciso all’interno della stessa, dal montaggio dei motori all’elettronica, insomma anche se permane la lavorazione artigianale nulla è assolutamente lasciato al caso.

Dentro lo scafo dell'Euphoria 68. Foto Giuffrè
Dentro lo scafo dell’Euphoria 68. Foto Giuffrè

Una cura così attenta dei particolari è ovviamente possibile in un cantiere che non lavora sulla grande serie, ma su un numero limitato di barche costruite in un anno, sulle quali può però offrire il massimo della qualità della gamma sia da un punto di vista costruttivo ma anche dal punto di vista del design.

Azuree 46 pronti alla consegna. Foto Giuffrè
Azuree 46 pronti alla consegna. Foto Giuffrè

Non a caso i tre padri delle barche di Sirena Marine sono nomi che portano con se un’identità precisa: la classe di German Frers per la linea Euphoria, le innovazioni estetiche e progettuali di Giovanni Ceccarelli e l’efficacia di Rob Humphreys sugli Azuree. Durante la nostra visita erano in produzione oltre dieci barche tra Euphoria 54, 68, Azuree 33-40-46. Alla linea a vela si aggiunge la produzione a motore che Sirena Marine cura per Azimut.

Il nostro reportage completo con tutte le foto sarà pubblicato su Fare Vela di maggio-giugno

www.sirnew.com

 

 

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