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Recife, Brasile- Dongfeng conduce la flotta della Volvo Ocean Race, che ha appena “girato l’angolo del Nord Est del Brasile ed è ormai prossima a passare, per l’ultima volta in questa edizione del giro del mondo, l’Equatore. Charles Caudrelier e compagni, che devono rimontare gli 8 punti persi a causa del disalberamento nella Leg 5, avevano alle 17:40CET di lunedì 5,5 miglia di vantaggio su Mapfre con 3.250 miglia ancora da percorrere prima dell’arrivo a Newport. Terzo Brunel, a 10,6 miglia. Seguivano la finalmente positiva Team SCA a 13,7, Azzam a 18,1 e Alvimedica, che ha pagato la sua posizione troppo occidcentale prima del cambio di rotta, a 22,3.

Doingfeng al lasco nell'Aliseo prima dell'Equatore. Foto Greenfield
Doingfeng al lasco nell’Aliseo prima dell’Equatore. Foto Greenfield

L’Equatore era a 145 miglia dalla prua di Dongfeng che, vista la media attuale sui 18 nodi al lasco dovrebbe superarlo intorno alle 2 di martedì CET.

Le sei barche hanno infatti passato il “casello dell’autostrada” liquida e sono entrate in un flusso di vento intorno ai venti nodi che permette loro di avanzare velocemente.

“Abbiamo finalmente passato Alvimedica da sottovento, dopo avergli dato la caccia tutto il pomeriggio.” Racconta Matt Knighton da bordo di Abu Dhabi Ocean Racing. “La loro luce in testa d’albero era ancora accesa mentre l’orizzonte cominciava ad illuminarsi alle loro spalle. E’ la costa brasiliana. C’è una striscia di corrente stretta ma molto forte a meno di trenta miglia dalla costa, e ci siamo entrati. È come un tapis roulant velocissimo che ci ha fatto avanzare fra Alivedica a sinistra e team SCA a destra, a quasi un nodo di velocità in più. Fra poco gireremo l’angolo del Brasile dove inizia la vera autostrada, dato che tutta l’acqua dell’Atlantico meridionale viene compressa e parte verso la costa nord del Sud America”.

Team SCA, autrice di una buona sesta tappa sin'ora. Foto Halloran
Team SCA, autrice di una buona sesta tappa sin’ora. Foto Halloran

Francisco Vignale, Onboard reporter di MAPFRE: “E’ cominciata una nuova settimana e MAPFRE continua a navigare in Atlantico. Fra qualche tempo attraverseremo l’Equatore e rientreremo nell’emisfero nord, da dove arriviamo quasi tutti, quindi sarà un po’ come tornare a casa. Durante il pomeriggio di ieri il vento ha continuato a girare e abbiamo camminato davvero bene con 20 nodi da nord-ovest lungo la costa brasiliana. Abbiamo continuato a duellare con i nostri rivali di Team Brunel. Siamo davvero vicini, a momenti andiamo di più noi, a momenti loro. È divertente una barca avere così vicino, e ti fa stare concentrato anche sulla strategia a lungo termine.”

Alle spalle del terzetto di testa Team SCA, la barca più a est della flotta, distanziata di poco più di 15 miglia ma che nelle ultime ore hanno fatto registrare la migliore velocità media con quasi 21 nodi. Mentre le due barche che si erano tenute su una rotta più occidentale, Abu Dhabi Ocean Racing e Team Alvimedica sono rispettivamente quinta e sesta a 19,7 e 22,7 miglia. Spiega Amory Ross dalla barca con bandiera turco/americana: “Penso che non ci dovrebbe sorprendere il fatto che la prima barca che vediamo dopo qualche giorno di solitudine sia anche l’ultima a cui avevamo detto arrivederci prima di allontanarci dal gruppo. Siamo di nuovo vicini ad Abu Dhabi e siamo di nuovo incollati allo schermo dell’AIS (Automatic Identification System, che ha un raggio di copertura di circa 10 miglia). Sembra quasi che non sia cambiato nulla, avevamo bisogno di un po’ di aria fresca e ci siamo presi un fine settimana di vacanza… Insomma, siamo di nuovo riuniti con la flotta e la nostra opzione a ovest sembrava poter funzionare ma non lo ha fatto. Però siamo ancora a contatto ed è ok.”

La flotta ora si sta posizionando per attraversare la zona dei Doldrum, le calme equatoriali, e le previsioni indicano che questa volta il passaggio potrebbe essere più agevole che nel passato. Secondo il meteorologo della regata Gonzalo Infante, i team hanno due opzioni diverse. “E’ una situazione interessante, la flotta sta per entrare nell’emisfero nord, e tutti pensano alle strategie a lungo termine, cioè est o ovest? E’ un’area di transizione, non solo a causa dei Doldrum, ma anche perché c’è una bella corrente lungo la costa. Quindi il dilemma è se stare a terra o al largo. La ragione per stare sotto costa è una corrente favorevole di 1,5/2,5 nodi, il fattore negativo è che c’è meno vento. Se stai fuori hai più aria e un angolo migliore per gli Alisei, quindi punti direttamente verso la tua destinazione”.

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