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Nembro, Bergamo –  “Nessuno come Persico Marine, con questa tempistica e con questo entusiasmo, il loro lavoro è stato fondamentale per credere nel rientro in regata”. Così lo skipper di Team Vestas Chris Nicholson “benedice” il lavoro che i tecnici di Persico Marine stanno svolgendo presso il nuovo capannone del cantiere, appositamente approntato per la ricostruzione di Vestas.

Lo scafo di Team Vestas è stato ricostruito al 100%. Foto Persico Marine
Lo scafo di Team Vestas è stato ricostruito al 100%. Foto Persico Marine

C’è molto di Italia in quello che, anche se non ancora ufficiale, sarà il ritorno in regata della barca naufragata sul reef durante la leg 2 della Volvo Ocean Race. Tanta Italia a cominciare dal project manager della ricostruzione di Team Vestas, Matteo Bisio, che sottolinea l’orgoglio per avere realizzato una ricostruzione in cui pochi avevano creduto:

Gli altri cantieri del consorzio che costruisce i VO65 non hanno accettato la sfida, mentre noi ci abbiamo creduto fin dal primo momento, altrimenti non avremmo dato la disponibilità. E se noi non avessimo dato l’ok, con ogni probabilità, Team Vestas sarebbe tornato a casa“.

Lo shore manager Neil Cox fa gli onori di casa al nostro arrivo da Persico Marine ed è il primo a chiarirci quali saranno i prossimi step del team danese e a spiegarci come è avvenuta la ricostruzione:

Chris Nicholson e Neil Cox, skipper e shore manager di Vestas. Foto Giuffrè
Chris Nicholson e Neil Cox, skipper e shore manager di Vestas. Foto Giuffrè

E’ stato ricostruito il 70% della barca nel 50% del tempo rispetto alla norma. Lo scafo è completamente nuovo, le strutture sono state ricostruite al 60%, la coperta al 70% ed è l’unica cosa in cui è intervenuto in parte un cantiere esterno a Persico, Multiplast. Abbiamo tagliato la barca e smontandola pezzo per pezzo abbiamo finito di recuperare tutto il possibile. Hanno lavorato 18 persone, con un forte nucleo italiano, membri del boatyard Volvo Ocean Race e alcuni costruttori stranieri ingaggiati per l’occasione per aumentare le forze. La parte più complessa della ricostruzione è stata rispettare le componenti One Design. Il nostro programma prevede adesso la partenza da Persico per il 23 maggio, arrivo a Lisbona – con logistica in via di definizione – entro il 30 maggio. Test in acqua e ritorno in regata per la penultima tappa”.

Un membro del boatyard Volvo a lavoro. Foto Giuffrè
Un membro del boatyard Volvo a lavoro. Foto Giuffrè

Guai però a pronunciare la parola “ufficiale”. Vuoi per scaramanzia, vuoi per prudenza legittima, il mantra che ripetono gli uomini di Vestas è questo: “stiamo facendo tutto il possibile per ritornare in regata a Lisbona, abbiamo ottime possibilità di riuscirci”.

L'on board reporter Brian Carlin e altri membri del team di terra di Vestas. Foto Giuffrè
L’on board reporter Brian Carlin e altri membri del team di terra di Vestas. Foto Giuffrè

Alla ricostruzione della barca però gli uomini di Vestas hanno potuto solamente assistere, perché il protocollo One Design prevede che le barche siano costruite da terze parti, neutre. Quando tutte le componenti One Design sono approvate, allora gli uomini dell’equipaggio potranno entrare in azione per dare una mano. Il costo di quest’operazione gigantesca è stato comunque inferiore a quello di costruire una barca ex novo.

A bordo di Team Vestas, la barca è ormai quasi pronta per passare alla fase di verniciatura. Foto Persico Marine
A bordo di Team Vestas, la barca è ormai quasi pronta per passare alla fase di verniciatura. Foto Persico Marine

Dopo l’esplosività e la gestualità marcata di Neil Cox, arriva in cantiere l’uomo più atteso, lo skipper australiano Chris Nicholson, olimpionico e veterano della Volvo Ocean Race. Nicholson quasi colpisce per la lucidità e la calma con la quale analizza quella che senza dubbio è stata una delle sfide più difficili della sua carriera, quella stessa calma e lucidità che gli sono servite per portare fuori dal reef il suo equipaggio indenne:

Le ragioni per cui è accaduto l’incidente sono diverse e non lo dico per cercare giustificazioni. Mi sono preso personalmente la responsabilità di decidere di sostituire il navigatore, il prossimo verrà annunciato allo stopover di Newport. Stiamo facendo il massimo per tornare in regata e siamo in una buona posizione. Ovviamente ho seguito la regata in questi mesi, vedo Abu Dhabi in una buona posizione, per la classifica, ma anche Dongfeng ha fato prestazioni eccellenti. Il livello è cresciuto ancora molto, sarà difficile il nostro rientro ma tutto sarà possibile non appena saremo in acqua, anche vincere una o entrambe le tappe, anche perché torneremo in regata con tantissimo entusiasmo. Non so se Vestas sarà anche alla prossima Volvo, al momento ci interessa soltanto finire questa Volvo”.

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