SHARE

Punta Ala- 151 Miglia di emozioni, 151 miglia di scelte tattiche complesse, ma anche 151 miglia di quasi completa….bonaccia. Abbiamo preso parte alla sesta edizione di quella che è ormai una super classica tirrenica a bordo del Dufour 36 performance di Emanuele Chiabrera, per una 151 che si è rivelata come una delle più difficili sotto il profilo meteo: ne è venuta fuori una regata comunque affascinante, la più lenta rispetto alle passate edizioni, ma anche forse la più combattuta nonché quella che ha fatto dormire meno tattici e navigatori. La cronaca che segue racconta quindi le condizioni incontrate dal grosso della flotta e dalla maggior parte di barche intorno ai 40 piedi, che hanno impiegato dalle 40 alle 48 ore per completare il percorso.

Vento leggero al tramonto sulla flotta della 151 Miglia. Foto Giuffré
Vento leggero al tramonto sulla flotta della 151 Miglia. Foto Giuffré

Lo spostamento di una piccola bassa pressione verso nordest ha lasciato spazio alla rimonta dell’alta pressione che a cavallo della partenza si è andata gradualmente posizionando su tutto il Mediterraneo: condizioni in teoria ideali per la formazione delle termiche toscane, in realtà rese deboli e penalizzate dal residuo di instabilità lasciato dallo spostamento della bassa. Partenza sotto un leggero Ponente, che già all’avvicinarsi del tramonto è andato scemando, lasciando la quasi totalità della flotta in bonaccia all’altezza della Gorgona. Qui il primo momento importante della regata: alcune barche hanno provato a fare subito avvicinamento verso la Giraglia, altri, con una scelta azzeccata, hanno allungato verso sud per provare ad agganciare il leggero sudovest previsto. Una scelta che ha dato i suoi frutti alle prime luci dell’alba – dopo una prima notte estenuante tra correnti e bave d’aria quasi inesistenti – quando il vento da sud, intorno ai 5-6 nodi, è in effetti entrato premiando i “suddisti”, che a quel punto si sono trovati sopravvento a chi aveva invece puntato subito verso ovest, con un angolo più largo e maggiore velocità.

L’avvicinamento in Giraglia è stato a buone medie di velocità, ma in prossimità dello scoglio un nuovo colpo di scena: a un miglio dalla Giraglia il vento ha ruotato all’improvviso da sudovest a Maestrale. Una rotazione brusca, segnalata da uno stacco netto dell’aria sull’acqua: in poche decine di metri si combattevano i due flussi, in mezzo 50 metri di bonaccia che per chi non ha saputo approcciare al meglio la rotazione sono diventati sabbie mobili.

Doppiato lo scoglio teatro di tante regate, tutti gli spinnaker sono andati a riva ma per i tattici e i navigatori non è stato certo tempo di concedersi tregua: rotta più diretta verso l’Elba o bordo verso Capraia a caccia di accelerazioni del vento termico? La seconda opzione è stata vincente. La regata in questa fase si è sviluppata in continui stop and go. Piccoli allunghi di alcune barche seguiti da nuovi rimescolamenti a ogni chiazza di bonaccia.

Foto Giuffré
Foto Giuffré

Il passaggio notturno all’isola d’Elba è stato lo snodo cruciale della regata, che ha finito per dare forma alla classifica e determinare quelle che sono state le posizioni definitive: la scelta di passare a largo per evitare il cono dell’isola si è rivelata disastrosa. Nella notte, molto sotto costa all’isola, è entrata la termica che ha consentito un avvicinamento veloce e diretto verso le Formiche. La rotazione a destra del vento all’alba dell’ultimo giorno di regata ha ulteriormente penalizzato chi si era tenuto discosto dall’Elba, che è stato costretto a bordeggiare per raggiungere le Formiche mentre i “nordisti” calavano da una posizione più alta con un bordo diretto.

Doppiate le Formiche di Grossetto l’agognata termica toscana si è finalmente fatta viva, accompagnando velocemente con un buon flusso intorno ai 10-12 nodi la flotta verso l’arrivo di Punta Ala, con un adrenalinico bordo finale sotto spi, dopo lo scoglio dello Sparviero.

 

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here