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Lisbona, Portogallo- Ci si aspetterebbe un po’ di abbronzatura in più da uno che negli ultimi otto mesi ha fatto il giro del mondo in regata. “Uso molte creme…”, dice invece l’Alberto Bolzan, che incontriamo sulla coperta del suo Volvo Ocean 65, Team Alvimedica, di cui è il timoniere più veloce (38 nodi e un po’… di record personale), tanto che il nostro sembra pronto per una regata tra le boe. Beh… in effetti è più o meno quello che si fa con i nuovi one design della Volvo Ocean Race, dove il contatto visivo è il pane quotidiano anche in mezzo agli oceani. Alberto Bolzan, unico velista italiano in regata in questa edizione del giro del mondo, appare quello che è. Uno dei super professionisti della Volvo, regatante e marinaio allo stesso tempo, che da questa esperienza che si sta per concludere trae una sintesi comune a molti che lo hanno preceduto…

Alberto Bolzan durante la nostra intervista
Alberto Bolzan durante la nostra intervista

“Ci sono tanti momenti in cui ti dici ma chi me l’ha fatto fare e subito dopo molti altri in cui le emozioni che provi ti dicono di rifarla ancora”, allo stesso tempo la peggiore e migliore navigazione in regata che un velista si possa augurare. E anche il timoniere friulano si aggiunge a questa lista, un elenco speciale che arricchisce davvero il curiculum di chi questa pazzesca e iperprofessionale regata attorno al mondo l’ha fatta per davvero.

I VO65 in banchina a Lisbona
I VO65 in banchina a Lisbona

A un mese e due tappe dalla conclusione, Alvimedica è a ridosso del podio e per Bolzan è già tempo di bilanci, soprattutto sportivi e umani. Ed è questo che gli chiediamo, mentre Alvimedica subisce gli ultimi ritocchi in vista della Inport Race di domani pomeriggio qui a Lisbona. Le barche, accanto a noi Mapfre ed SCA, sembrano sempre di più tutte uguali, come il gran capo Knut Frostad ci ha confermato poco fa. “Appena finita la regata le smonteremo e rimonteremo, tenendo presenti le osservazioni di tutti, dai velisti ai tecnici, lo scopo è quello di mantenerle assolutamente identiche e uguali alle altre 2-3 che saranno costruite, in modo da avere una flotta di 8-10 barche pronta per la prossima edizione”.

Il CEO della Volvo Ocean Race Knut Frostad durante l'incontro con i media di oggi. Foto Tognozzi
Il CEO della Volvo Ocean Race Knut Frostad durante l’incontro con i media di oggi. Foto Tognozzi

Anche Vestas è in banchina, pronta a riprendere la regata. “Un mese fa ero scettico sul fatto che ce la avrebbero fatta davvero”, ci ha dichiarato Frostad, “sarebbe bastato un piccolo imprevisto per vanificare sei mesi di lavoro, invece a Persico sono stati bravissimi e tutto è incredibilmente andato secondo le previsioni, cosa abbastanza rara quando si costruisce una barca”.

Tornando sulla coperta di Alvimedica, gli occhi di Bolzan pian piano si riscaldano mentre racconta gli ultimi mesi della sua vita velica. E motivo non sono i 34° qui a Lisbona, che fanno sudar tutti prima dell’arrivo della brezza dall’oceano. Sono quello che ha provato mentre racconta ciò che i suoi occhi hanno visto. A Capo Horn, nel Southern Ocean, in mari e porti, nei momenti difficili e in episodi per lui già indimenticabili.

Ne vien fuori questa intervista, che pubblichiamo qui nella sua versione integrale:

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