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Finisterre, Spagna- Sono le ragazze, finalmente in gamba dopo mesi di delusioni sportive ma di notevoli ritorni commerciali, di Team SCA a guidare la flotta dopo Capo Finisterre, in Galizia, e all’ingresso della Biscaglia. Come previsto, la flotta ha bodeggiato nei venti leggeri lungo la costa del Portogallo e delle Rias Baixas della Galizia spagnola, prima di lasciare il ridosso della costa ed essere investita, dalla nottata, dai 35 nodi e dalle onde in prua della burrasca da Nord Est presente a Finisterre e in Biscaglia.

SCA contro il vento da NNE a 35 nodi in Biscaglia, Foto Sànchez
SCA contro il vento da NNE a 35 nodi in Biscaglia, Foto Sànchez

Team SCA è riuscita a prendere la testa all’altezza di Oporto, seguita da Vestas e dagli altri che pare si stiano controllando per evitare avarie che a questo punto della regata sarebbero fatali. Le due barche in coda alla classifica, quindi, hanno l’occasione per aggiudicarsi una tappa che è ancora lunga e dura, con 404 miglia ancora da percorrere prima dell’arrivo a Lorient, con dura bolina. Le condizioni presenti, come testimoniano le foto scattate dall’ottima Ainhoa Sànchez a Finisterre, sono vento tra i 30 e i 42 nodi con onde sui 4/5 metri. Team SCA, Vestas, Alvimedica e Dongfeng hanno proseguito mure a dritta allontanandosi dalla costa, menter Abu Dhabi, Mapfre e Brunel hanno scelto di virare mure a sinistra e proseguire verso A Coruña. Il vantaggio di SCA su Vestas alle 14:45 CET era di 8,2 miglia su Vestas e di 12,9 su Abu Dhabi, posizionato come detto lungo costa probabilmente per rischiare meno con un moto ondoso minore. Vedremo chi avrà avuto ragione nelle prossime ore. L’arrivo a Lorient è previsto per giovedì mattina.

Alvimedica in bolina. Foto Sànchez
Alvimedica in bolina. Foto Sànchez

Da Team SCA l’onboard reporter Anna-Lena Elled: “Credo che la maggior parte delle ragazze abbia avuto la possibilità di riposarsi un po’ in vista di quello che ci attende. A bordo si discute delle zone di transizione e del passaggio di Capo Finisterre, che naturalmente è una pietra miliare per ogni velista. Siamo molto focalizzate sulla regata, però, e su come spingere la barca al massimo, sia in 2 che in 20 nodi di vento. Per il momento siamo riuscite a tenere gli altri dove volevamo, dietro. E’ molto diverso essere la preda e non il cacciatore, ci piace!”

SCA in bolina davanti alla Costa de la Muerte. Foto Sànchez
SCA in bolina davanti alla Costa de la Muerte. Foto Sànchez

Brian Carlin da bordo di Vestas Wind: “Ora è un gioco diverso. Abbiamo tre barche che ci inseguono e le ragazze davanti. Non è facile stare davanti, perché l’unica cosa che ti può succedere è perdere posizioni. Ho parlato un po’ con Nico (Chris Nicholson, lo skipper) oggi e mi ha detto: “Se quando stavamo partendo da Lisbona mi avessero detto che saremmo stati secondi dopo 24 ore, sarei stato molto felice!” A bordo si parla molto della velocità della barca, e del fatto che malgrado sei mesi lontani dalla regata stiamo dimostrando di poter essere veloci. Dobbiamo solo prepararci per il salto a destra, dopo quel capo della penisola spagnola.”

Scrive Matt Knighton, onboard reporter di Abu Dhabi Ocean Racing. “Navigare di bolina è come andare su un’autostrada a due corsie molto trafficata. Puoi scegliere di seguire la macchina che ti precede, oppure puoi cercare un varco per sorpassare. Ma sono pochi e molto distanti. Per tutta la nottata abbiamo combattuto con MAPFRE e Brunel per il terzo posto e passarli e stare davanti è il solo obiettivo al momento. Anche se Team Brunel è il più vicino, tutti e due i team sono importanti. Con Dongfeng più dietro, il nostro timore più grande è che ci sia una separazione che ci costringerebbe a prendere un lato.”

Azzam a Finisterre. Foto Sànchez
Azzam a Finisterre. Foto Sànchez

“Va decisamente meglio, battagliamo con Alvimedica e il gruppo è solo tre miglia davanti.” Ha raccontato nel suo blog Yann Riou, da bordo di Dongfeng: “A questo punto della tappa solo Team SCA e Vestas Wind hanno un vantaggio abbastanza significativo da preoccuparci. Dice Charles (Caudrelier, lo skipper). Ci sentiamo sollevati, perché dobbiamo ammettere che eravamo molto preoccupati. Adesso è tornato anche il buonumore a bordo, e sarà importante quando dovremo affrontare 40 nodi sul naso e un brutto mare. Poi dobbiamo attraversare Biscaglia, di nuovo di bolina e con vento forte, prima di avvicinarci alla costa francese. Insomma questa tappa di Lorient ce la dovremo guadagnare”.

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