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Nembro-Andrea Mura ha presentato mercoledì mattina ai media il suo nuovo Imoca 60 appena uscito dallo stampo a Persico Marine, il cantiere hi tech di Nembro dove sta avvenendo la costruzione dell’attesissimo scafo con cui finalmente il forte navigatore sardo potrà sfidare il gotha della vela in solitario francese e internazionale. Il suo obiettivo è il Vendee Globe. Con lui Marcello Persico, direttore di Persico Marine.

Andrea Mura con Marcello Persico davanti allo scafo del suo nuovo Imoca 60. Foto Persico Marine
Andrea Mura con Marcello Persico, managing director di Persico Marine, e Mark Somerville, direttore delle operazioni a Persico, davanti allo scafo del suo nuovo Imoca 60. Foto Orsini/Persico Marine

L’Imoca 60 di Andrea Mura è dotato, ovviamente, anche della tecnologia foiling per agevolare il raddrizzamento, come da nuovo regolamento Imoca.

La barca è stata progettata dai migliori designer del settore, Verdier/VPLP, e costruita da Persico Marine, il cantiere italiano di Nembro (Bergamo). Il varo della barca è previsto per agosto 2015 ed avverrà a Lorient. La prima sfida di Andrea Mura e del suo nuovo IMOCA 60 sarà la Transat Jacques Vabre, con partenza il 25 ottobre da Le Havre, in Normandia, e arrivo a Itajai, Brasile. Obiettivo finale il prossimo Vendee Globe.

Andrea Mura sulla prua del suo nuovo Imoca. Foto Martina Orsini
Andrea Mura sulla prua del suo nuovo Imoca. Foto Martina Orsini
La massima innovazione per questi monoscafi è certamente rappresentata dai Foil: direttamente dagli studi poi applicati con successo in Coppa America, infatti, si vedranno per la prima volta su monoscafi da regata oceanici. Queste appendici “esotiche” che, seppur non faranno “volare” la barca come i catamarani di coppa, sembrano promettere un notevole incremento delle performance rispetto alla precedente generazione di IMOCA 60.
Dal punto di vista strutturale, lo scafo è disegnato e costruito per realizzare un equilibrio perfetto tra leggerezza, affidabilità e rigidità. Una ricerca profonda sui materiali consente di costruire uno scafo leggero, e quindi molto veloce, ma in grado di reggere le incredibili sollecitazioni derivanti da tre mesi di regata per gli oceani di tutto il mondo sfidando la furia degli elementi. Titanio e fibre di carbonio la fanno da padroni, in una struttura che brilla anche per la grande sicurezza generale. Un sistema energetico interno che permette, teoricamente, di essere auto sufficiente e veleggiare intorno al mondo senza utilizzare una sola goccia di gasolio, nonostante anche l’elettronica giochi un ruolo fondamentale, in una barca che somiglia sempre meno ad un’imbarcazione e sempre più ad una navicella spaziale: sensori speciali consentono infatti di registrare deformazioni e carichi a bordo durante la navigazione, per poter spingere al massimo le performance.

http://persicomarine.com

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