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Cowes, Isola di Wight, Inghilterra – Ci sono regate che hanno fatto la storia dello yachting e quella dell’altura; soltanto tre rientrano a pieno titolo nelle prove che ogni velista sogna di potere fare un giorno: Rolex Middle Sea Race, Rolex Sydney to Hobart e Rolex Fastnet Race, le tre “vette da 600 miglia”. C’è uno scoglio a sud dell’Irlanda che ha agitato nei secoli le fantasie e i sogni dei navigatori e ancora oggi sono molti quelli pronti a battagliare in mare per raggiungerlo: il Fastnet Rock li aspetta nel vento freddo dell’Atlantico, per i 90 anni di questa regata leggendaria.

Doppiato il mitico scoglio, inizia la discesa verso le coste inglesi
Doppiato il itico scoglio, inizia la discesa verso le coste inglesi

La partenza dell’edizione 2015 è fissata per domenica 16 agosto e si annuncia una flotta record di oltre 300 barche, con un numero finale che potrebbe anche superare le 350. Il percorso è quello di sempre, che ogni due anni impegna seriamente con condizioni molto varie le barche in regata: partenza da Cowes, sotto la direzione di quel Royal Ocean Racing Club fondato subito dopo la prima edizione del 1925, con la spettacolare uscita dal Solent; poi la navigazione lungo la costa inglese con l’affascinante passaggio in Cornovaglia e, doppiati Lizard Point e Land’s End,  rotta verso il Fastnet con tutte le insidie del caso. Nel percorso di andata le imbarcazioni possono scegliere la rotta più breve, passando tra la costa e l’arcipelago delle Scilly. Nella discesa dal Fastnet, le Scilly dovranno essere lasciate a sinistra, prima dell’arrivo a Plymouth.

Anche quest’anno per la vittoria in tempo reale tra i monoscafi sarà una bella battaglia: il 100 piedi Comanche di Jim Clark, dopo il risultato alla Sydney to Hobart, è pronto all’assalto del Fastnet. Il piano VPLP/Verdier è uno dei più all’avanguardia tra i maxi attualmente naviganti, frutto dell’evoluzione dell’IMOCA 60 Macif, la barca vincitrice dell’ultimo Vendée Globe. Il nuovo Rambler 88 di George David, progetto Juan Kouyoumdjian, ha annunciato la sua presenza, così come i mini maxi Bella Mente e Jethou. Tra i multi invece sarà sulla linea di partenza Spindrift 2, che sarà poi impegnato nella sfida al Jules Verne il prossimo novembre.

Tanti i big, ma tantissimi invece gli equipaggi di regatanti appassionati, che soffriranno in almeno 4 0 5 e più giorni di navigazione, in quella che sarà una vera e propria prova di resistenza. Ci sarà anche il piccolo JPK 10,10 francese Night and Day di Loison padre e figlio, che all’ultima edizione hanno stupito tutti vincendo in doppio la classifica overall.

I più piccoli tremano ancora al pensiero di condizioni meteo simili a quelle del 1979, quando la burrasca fece a pezzi la flotta della regata causando la morte di 15 uomini e la perdita di numerose barche. Sono passati quasi 40 anni, le barche sono più sicure e c’è più tecnologia a bordo per le previsioni meteo, ma l’Atlantico non scherza mai e continua a essere, giustamente, molto temuto.

Oltre alle barche che regateranno sui rating, ci sarà spazio come di consuetudine alle classi box rule e monotipi: Class 40, IMOCA 60 e Figaro II, per una regata che offrirà molteplici spunti tecnici.

All’analisi delle varie flotte dedicheremo uno spazio apposito più avanti, con la speranza di vedere alla partenza anche equipaggi italiani, come è stato per l’edizione 2013.

http://fastnet.rorc.org/

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