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I fari, sentinelle silenziose che proteggono i naviganti indicando la giusta rotta; architetture spesso maestose, alcune delle quali sono collocate in scenari naturali spettacolari dove la natura la fa da padrona. Troppo spesso però nel nostro paese questi edifici suggestivi sono abbandonati alla lenta erosione degli agenti atmosferici e la loro salvaguardia viene messa in discussione. Per questo motivo è nato un progetto dai contorni interessanti.

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Il faro di Punta Cavazzi a Ustica

L’Agenzia del Demanio, in cooperazione con il Ministero della Difesa e con gli altri Enti territoriali interessati propone, allo scopo di valorizzarli e sottrarli al degrado, la rete dei Fari, beni di proprietà dello Stato situati in contesti di assoluta bellezza e carichi di suggestione. Questi immobili possono essere recuperati e riutilizzati non solo a fini turistico-ricettivi, nel rispetto degli ecosistemi nei quali sono inseriti, ovvero alcuni tra i più straordinari territori costieri italiani. L’obiettivo è quello di valorizzare questi beni partendo da un’idea imprenditoriale innovativa e sostenibile a livello ambientale, come avviene già in Europa, negli USA, in Canada e in Australia. Questi paesi già da tempo hanno sperimentato il modello del lighthouse accommodation: una formula turistica in chiave “green” a sostegno della conoscenza, dello sviluppo e della salvaguardia del territorio.

Il progetto Fari si inserisce nel circuito di Valore Paese, il progetto dell’Agenzia del Demanio per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico italiano attraverso la sinergia tra i settori del turismo, dell’arte e della cultura, dello sviluppo economico e della coesione territoriale. In tal senso, il recupero del patrimonio pubblico di proprietà dello Stato e degli Enti locali ha la possibilità di essere considerato non più solo in termini di costo per la collettività, ma anche come significativa leva di sviluppo territoriale e sociale, in una logica di paternariato pubblico-privato.

Questa prima fase ha l’obiettivo di informare, raccogliere idee, proposte e suggerimenti, verificare l’interesse da parte del territorio e del mercato rispetto agli immobili individuati e alle idee sviluppate, al fine di definire il miglior percorso di valorizzazione in vista della successiva pubblicazione dei bandi di concessione. Può partecipare alla consultazione chiunque sia interessato ad offrire il proprio contributo e desideri instaurare un dialogo diretto sul progetto: pubbliche amministrazioni, cittadini, associazioni, operatori di mercato, imprenditori interessati e possibili futuri concessionari. La procedura ad evidenza pubblica Nella fase successiva saranno pubblicati i bandi di gara per la concessione fino a 50 anni dei Fari, che saranno aggiudicati sulla base della miglior proposta, sia in termini di progetto imprenditorale che di sostenibilità economico-finanziaria.

L’elaborazione dei bandi di gara

Al termine della consultazione, saranno analizzate le risposte ricevute e sarà pubblicato un rapporto conclusivo, sulla base del quale si figureranno gli scenari di valorizzazione, sui quali orientare i parametri per l’elaborazione dei bandi di gara.

La procedura ad evidenza pubblica

Nella fase successiva saranno pubblicati i bandi di gara per la concessione fino a 50 anni dei Fari, che saranno aggiudicati sulla base della miglior proposta, sia in termini di progetto imprenditorale che di sostenibilità economico-finanziaria

 

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