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Milano- Che Marco Nannini, oltre che un buon navigatore fosse anche un ottimo comunicatore lo si era già capito durante il Global Challenge, quando i suoi diari dagli oceani conquistarono l’attenzione di moltissimi velisti, in Italia e, grazie anche al suo ottimo inglese, all’estero. Più di tutto, però, Nannini rappresenta il sogno di molti di noi, che lascerebbero volentiewri le loro occupazioni quotidianbe per dedicarsi a tempo pieno alla propria passione-professione, la vela.

Schermata 06-2457199 alle 19.35.12 Ecco come “Dalla banca all’oceano”, il libro di Marco Nannini appena uscito per i tipi di Longanesi, può essere una lettura da consiugliare per l’estate appena iniziata. Duecento pagine in cui si ripercorre la sua storia, dal lavoro di manager Unicredit a Londra, nel cuore della finanza globale, e dentro il desiderio di una vita diversa, di un cambiamento radicale. Nasce così il sogno realizzato che Marco Nannini racconta in questo libro. Il primo passo è l’opportunità, nel 2009, di partecipare alla prima regata in solitaria, una transatlantica di 21 giorni, che gli fa capire che la sua vita, il suo futuro sono sul mare. Da qui, la decisione di licenziarsi e, senza sponsor ma solo con i suoi risparmi, comprare una barca da regata, chiamata ironicamente (ma non troppo) Financial Crisis. Con questa barca nel settembre 2011 Nannini partecipa alla Global Ocean Race: cinque tappe da Maiorca a Les Sables d’Olonne, passando per Cape Town, Wellington, Punta del Este e Charleston. Una sfida vinta, cui fa seguito poi nel 2012 il riconoscimento di Velista dell’Anno, e la consapevolezza di poter cambiare il corso della propria esistenza, di poter compiere scelte radicali, di potersi costruire una vita diversa, come Nannini ha fatto aprendo, prima a Fezzano e ora al Porto di Cecina, una Scuola di Vela d’Altura che sta diventando rapidamente un punto di riferimento per moltissimi appassionati.

 

 

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