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Punta Ala- Parlare con Giancarlo Pedote è sempre interessante. Sarà la sua logica cartesiana da laureato in filosofia applicata alla vela o la sua verve dialettico/didattica, ma si ha spesso l’impressione di imparare qualcosa di nuovo. Di arricchirsi. Soprattutto se lo si fa a bordo di un multiscafo 50×50 piedi, largo quanto lungo su cui il velista fiorentino trapiantano a Lorient ci racconta i motivi di una scelta che ha lasciato sorpresi molti di coloro che seguono in Italia la vela oceanica.

Giancarlo Pedote su FenetreA Prysmian al Marina di Punta Ala
Giancarlo Pedote su FenetreA Prysmian al Marina di Punta Ala

Una classe quasi sconosciuta in Italia, quella dei Multi 50 su cui appunto Pedote regata in questa stagione dopo i successi in Mini con Prysmian e la brillante Route du Rhum in rimonta con il Class 40 Fantastica. Un trimarano oceanico in cui fa da co-skipper a Erwan le Roux con unione di sponsor, FenetreA-Prysmian appunto e tanto da imparare, per “presentarsi preparato alla vela del futuro che sta ormai per arrivare”.

2015-06-30-1

Pedote è in questi giorni al Marina di Punta Ala, con la prima assoluta di un Multi 50 in Italia. Rivederlo nella sua Toscana, proprio in quelle acque che lo hanno visto nascere velisticamente, fa piacere e la nostra chiacchierata sulla terrazza dello Yacht Club Punta Ala inizia proprio dai motivi di questa presenza. “Abbiamo programmato dei giorni di navigazione con gli ospiti di Prysmian, il mio sponsor, e in questo senso Punta Ala e il Marina ci hanno accolto benissimo. Navigheremo qui fino a metà luglio, per poi spostarci a Hyeres e poi tornare in Atlantico per preparare l’appuntamento dell’anno, la Transat Jacques Vabre, da Le Havre a Itajaì, in Brasile”.

Ne nasce questa video intervista, che parte dallo YCPA e si conclude sul trampolino e negli angusti interni del Multi 50, con Pedote che ci illustra le caratteristiche del trimarano e della “vita” di bordo.

Un programma che invece in acque internazionali e francesi ha ampio seguito, con una flotta di sette Multi 50 che partecipano ai Grand Prix e agli super eventi della Francia atlantica. Un modo per imparare ancora e mettere un piede in una vela, quella dei multiscafi oceanici e dello sviluppo tecnologico dei foil, che sta rapidamente cambiando il nostro modo di intendere la regata “au large”.

1 COMMENT

  1. interessante, peccato che il cameraman non inquadrasse le manovre ma solo Pedote e che all’interno fosse sfocato…

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