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Finisterre – Tanto, tantissimo da raccontare in questi primi tre giorni di Mini Transat 2015, con la flotta di 72 skipper che si va avvicinando al passaggio di Capo Finisterre. Partiamo da un dato: per 24 ore i due prototipisti italiani, Michele Zambelli e Alberto Bona, si sono alternati in testa alla classifica, una notizia che testimonia quanto i due ragazzi abbiano potenzialità e voglia di lottare che li può fare stare con i primi della classe. Nelle ultime 12 ore la situazione è però cambiata e la classifica si è rimescolta quando le scelte tattiche differenti sono andate a concretizzarsi.

Davy Beaudart con il suo proto dalla prua scow, subito protagonista in questa prima fase. Foto Mini Transat
Davy Beaudart con il suo proto dalla prua scow, subito protagonista in questa prima fase. Foto Mini Transat

La rotazione a nordovest

La rotazione a nordovest del vento, causata dal passaggio di un fronte, è stato il grande tema di questi primi tre giorni di Mini Transat. Dopo le surreali bonacce iniziali in Biscaglia, il passaggio del fronte ha causato la rotazione dell’aria, con conseguente rinforzo, da sudovest a nordovest. Il gioco degli skipper è stato quello di calcolare una traiettoria che tenesse conto dell’arrivo della nuova aria e dell’avanzamento sull’ortodromica: quanto spingersi a nordovest a caccia della rotazione? Quanto guadagnare verso sud per mettere miglia in cassaforte? E’ la prima opzione tattica di questa Transat, e come sempre c’è chi l’ha vinta e chi l’ha persa.

I prototipi

Tra i proto è il favorito della vigilia, Davy Beaudart, ad avere preso il treno vincente, spingendosi più a ovest di Bona e Zambelli, è partito prima sul flusso di nordovest, mentre i nostri sono rimasti con l’aria leggera circa 6-7 ore in più. Beaudart ha adesso un vantaggio sul secondo, Frederc Denis, di oltre 16 miglia.

Zambelli e Bona stanno facendo una regata quasi a contatto, molto probabilmente navigano a vista in diverse fasi, non sappiamo fino a che punto volontariamente o per scelte strategiche simili. Sta di fatto che la loro opzione tattica più prudente rispetto al netto posizionamento a nordovest di Beaudart, li ha portati a navigare per buona parte della Biscaglia sotto la rotta ortodromica, subendo di fatto la calata dei “nordisti”.

La traiettoria di Bona e Zambelli confrontata con quella di Beaudart
La traiettoria di Bona e Zambelli confrontata con quella di Beaudart

All’ultimo rilevamento Alberto Bona su Onlinenesim.it si trova in nona posizione con un distacco di 44 miglia, Zambelli lo segue in tredicesima a 49.

I serie

L’avanzamento dei serie è gioco forza più lento, ciò implica dinamiche leggerment differenti sul medesimo tema della rotazione a nordovest. Pur avendo a disposizione meno cavalli, se andiamo a sovrapporre le rotte del leader serie Ian Lipinski con quella di Beaudart, si noterà come le due traiettorie siano alla fine del tutto simili.

La traiettoria di Ian Lipinski
La traiettoria di Ian Lipinski

Come si può notare, se nel caso dei proto si può già parlade di mini fuga di Beaudart, tra i serie la flotta è molto più compatta e il vantaggio di Lipinski è di sole 5 miglia sugli inseguitori guidati da Benoit Antzperg.

Da valutare la scelta di Andrea Pendibene e Roland Ventura, con una traiettoria esterna, decisamente a nordovest nella prima fase, accusano oltre 40 miglia di ritardo ma si trovano in una posizione interessante per gli sviluppi delle prossime ore. Da capire se passeranno a ovest o a est della zona di separazione del traffico marittimo segnata in rosso.

Scelta più a ovest per Ventura e Pendibene rispetto al leader
Scelta più a ovest per Ventura e Pendiene rispetto al leader

Andrea Fornaro si trova invece lenggermente sottovento al duo Ventura-Pendibene, Sideral ha molto sofferto la bonaccia della prima notte, perdendo prima contatto col gruppone e scivolando nelle retrovie, per poi rientrare cabarbiamente.

Scelta opposta per Federico Cuciuc invece, bene in classifica nella prima fase di attraversamento della Biscaglia, un dato parziale frutto della scelta di stare molto vicino alla rotta ortodromica e poi anche al di sotto di essa. Una scelta che sul lungo termine ha penalizzato Cuciuc dal momento in cui il flusso di nordovest è entrato. Lo skipper italiano ha adesso un ritardo di 61 miglia.

http://www.minitransat-ilesdeguadeloupe.fr/

http://www.classemini.it/portale/

 

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