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Lanzarote, Canarie – Proseguno gli arrivi alle Canarie di questa prima tappa della Mini Transat, e proseguono anche quelli della flotta di skipper italiani: Andrea Fornaro tra i serie ha chiuso in tredicesima posizione, Roland Ventura in 22ma. Federico Cuciuc, dopo essere ripartito da Sada per lo scalo tecnico, si trova adesso a circa 400 miglia da Lanzarote, mentre non si hanno ancora notizie di un’eventuale ripartenza di Andrea Pendibene da La Coruna dopo il disalberamento.

Michele Zambelli, il primo skipper italiano ad essere arrivato a Lanzarote
Michele Zambelli, il primo skipper italiano ad essere arrivato a Lanzarote

Si sta per chiudere così questa prima tappa, che ha riservato agli skipper italiani in regata dei risultati, al momento, molto al di sotto delle aspettative, soprattutto per coloro i quali partivano con ambizioni di classifica. Una tappa strategicamente molto chiusa, che ha avuto una solo occasione tattica per creare gape importanti: la rotazione da sudovest a nordovest nel Golfo di Biscaglia, quando la flotta era in avvicinamento a Finisterre.

Bona e Zambelli con l’opzione sud

In molti in Italia hanno esultato quando, più o meno al centro del golfo di Biscaglia, i due prototipisti italiani si sono alternati al vertice per circa 24 ore. Frutto della loro scelta di fare una rotta più direta verso sud e verso Finisterre, mentre Beaudart si andava a posizionare decisamente a nordovest per andare incontro alla rotazione. Possiamo dire che quella leadership di 24h, dati alla mano, ha compromesso le successive ambizioni di classifica dei due bravi e giovani skipper italiani. Michele Zambelli al suo arivo a Lanzarote non ha fatto fatica ad analizzare l’errore con il sorriso che lo contraddistingue: “Abbiamo provato a fare scacco matto alla prima mossa, ma ci hanno mangiato la regina” – dice lo skipper romagnolo usando una metafora da scacchista – ” Siamo partiti con ben altre ambizioni di classifica, la seconda tappa sarà lunga e avremo l’occasione di rientrare”. Sulla stessa falsa riga Alberto Bona, che nell’analizzare l’errore strategico si è poi soffermato sull’inconveniente tecnico che gli è costato molte altre miglia: la rottura della barra di collegamento tra i timoni.

I marigini per rimontare molte posizioni ci sono tutte, va detto però anche che con questo Davy Beaudart, perfetto praticamente lungo tutta la prima tappa, sarà molto dura avvicinarsi al vertice anche perché il proto con prua scow sembra avere qualcosina in più degli altri. I due proto italiani dal canto loro hanno dimostrato ottime velocità, per questo la seconda tappa può essere guardata con ottimismo.

Fornaro e gli altri serie italiani

Andrea Fornaro ha avuto uno stop pesante la prima notte di regata, quando è rimasto in bonaccia diverse ore in più degli altri: una situazione che gli ha impedito fondamentalmente di potere attaccare al momento della rotazione, costretto a limitarsi a seguire gli altri cercando un buon compromesso tra avvicinamento sulla rotta e posizionamento nel fronte meteo. Una regata comunque di carattere da parte di Fornaro che, posizione dopo posizione, è risalito fino in 13ma andando a chiudere con onore il suo esordio in questa Mini Transat. I conti si faranno in Guadalupe.

Bene Roland Ventura che con una barca sicurmente non di ultima generazione ha fatto una buona regata chiudendo in 22ma, dopo essere stato a lungo nei venti grazie a una scelta tattica positiva al passaggio del fronte. Federico Cuciuc potrebbe arrivare a destinazione nelle prossime 48-60 ore, la sua prima tappa sfortunatamente è stata compromessa dai numerosi problemi tecnici occorsi. Ore di attesa per Pendibene, che vedrà scadere oggi le 72 ore concesse da regolamento per lo scalo tecnico: l’albero nuovo c’è, manca tutto il resto, a cominciare dalle vele, un vero peccato se Pendibene non riesce a rientrare in regata.

http://www.minitransat-ilesdeguadeloupe.fr/cartographie

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