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Capo Verde- La voce di Giancarlo Pedote arriva sicura da un trimarano di 15×15 metri che vola a 26 nodi nel bel mezzo dell’Atlantico. Idee chiare e umiltà. Al solito il velista fiorentino, unico italiano in regata alla Transat Jacques Vabre 2015 sul trimarano FenetreA Prysmian con Erwan Le Roux, riesce a comunicare al meglio la reale situazione in mare e quella a terra (leggasi scenari ed evoluzione della vela oceanica). “Nei giorni scorsi è stata davvero dura”, dice ai media italiani e a Fare Vela collegati questa mattina in conference call mentre il Multi 50 si trovava 240 miglia a ovest di Capo Verde.

Giancarlo Pedote all'interno del Multi 50. Foto Keruzore
Giancarlo Pedote all’interno del Multi 50. Foto Keruzore

“Sapevamo che sarebbe stata durissima sin dalla partenza e lo è stata. L’ho presa come un incontro di box, sport che ho praticato in gioventù, quando ti devi mettere all’angolo e devi solo resistere all’assalto. Solo che l’assalto non dura tre round ma 48 ore e credo di non aver mai avuto tra le mani una patata bollente come questa. Così per Erwan. La nostra strategia è stata quella di rimanere conservativi, senza rischiare di rompere durante la tempesta. Soprattutto le onde di 6-7 metri e le botte che un trimarano prende, con la piattaforma larga e lunga quindici metri, sono indescrivibili. Tutto si torce, anche l’equipaggio. Non si riesce a riposare mai, prendi botte continue, e devi solo aspettare che passi, con tre mani di terzaroli alla randa e la trinchetta, prima di entrare finalmente in modalità regata. Ma non puoi neanche andare troppo piano perchè rischi di essere travolto dall’impatto delle onde. Questo abbiamo fatto e solo adesso possiamo finalmente spingere verso il passaggio delle calme equatoriali, che affronteremo già domani”.

Proprio le condizioni dure dei giorni scorsi hanno portato alla decimazione della flotta degli Imoca 60 foil, con cinque barche su sei dell’ultima generazione costrette al ritiro e il solo Banque Populaire ancora in regata, peraltro in testa alla flotta. “E’ evidente che è la prova che questa strada sia quella giusta, però bisogna considerare che ci vuole più tempo per mettere a punto un’idea progettuale e per la Transat Jacques Vabre non è stato così. C’è stata molta fretta e si è tirato al massimo ma i margini così si riducono troppo e si hanno subito le rotture. Dispiace soprattutto perchè così si rischia di stoppare progetti importanti che per budget e tempi hanno avuto nascite complicate. Ripeto, la strada è giusta ma ci vorrà più tempo e dato che io l’Imoca 60 me lo sogno anche di notte… sono attento allo sviluppo. Avere una buona idea è il 10 per cento del lavoro, l’altro 90 per cento è realizzarla e questa è la parte più complessa”.

Pedote al timone di FenetreA Prysmian durante la TJV. Foto Le Roux
Pedote al timone di FenetreA Prysmian durante la TJV. Foto Le Roux

Una ventina di nodi di media nell’Aliseo, con una punta a 31,6 in planata, questa è, passata la botta, la vita quotidiana di Giancarlo Pedote a bordo di FenetreA Prysmian. “Lo scenario cambia molto velocemente proprio grazie alla velocità. Regatare su un Multi 50 è un po’ come andare da Milano a Palermo su una Ferrari che va a 300 all’ora. Il paesaggio cambia in fretta e a quello ti devi adattare rapidamente, anzi devi sempre cercare di anticiparlo per non trovarti nei guai. Si anticipano sempre i cambi di vele per non farsi sorprendere”. Immagini figurate e metafore, al filosofo cartesiano Pedote, riescono spesso bene, così come impone il suo metodo. “E’ un combattimento da fare, cerchi di resistere nel migliore dei modi per poi attaccare quando le condizioni lo consentano. Solo dopo Madeira siamo entrati in modalità regata, prima sarebbe stato troppo rischioso, un buon modo per rompere qualcosa. Se mi chiedete se la regata doveva partire con quelle previmeteo rispondo di no, perchè quando l’Anticiclone in ottobre si sposta ed entrano le depressioni da Terranova la Biscaglia diventa spesso un inferno ed è appunto ciò che è successo. Nulla di anomalo. Ma se devo rispondere da regatante, ebbene dico che sono sul pontile pronto a partire, ovvero prendo, parto e poi si vedrà”.

Alle 11:30 di lunedì 2 novembre 2015, FenetreA Prysmian era in testa alla flotta dei Multi 50, con 454 miglia percorse nelle ultime 24 ore e 185 di vantaggio su Arkema di Lalou Rouycarol, quando mancano 2.819 miglia all’arrivo di Itajaì, in Brasile.

1 COMMENT

  1. […] La regata Un risultato conquistato con fatica, stringendo i denti, in quella che verrà ricordata come un’edizione particolarmente dura per le condizioni meteo marine che hanno caratterizzato il campo di regata soprattutto nei primi 4-5 giorni, durante i quali gli skipper di FenêtréA-Prysmian hanno deciso di adottare una strategia conservativa per la salvaguardia dei materiali e dell’imbarcazione, come dichiarato dallo stesso Pedote in un’intervista ai media italiani e a Fare Vela. […]

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