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Alicante, Spagna- La Volvo Ocean Race lo aveva annunciato. Obiettivo di marketing era quello di puntare molto sull’affluenza “corporate” ai Race Village nei porti sedi di tappa e rinforzare la copertura media main stream. Risultati raggiunti, secondo i dati forniti in questi giorni dal management del giro del mondo e dal suo CEO, Knut Frostad, ormai giunto alle ultime settimane del suo mandato. La Volvo Ocean Race, che ricordiamo è una regata non sponsorizzata ma di proprietà della Volvo Car, si propone così come un evento ideale per le grandi aziende a visione multinazionale e per i team coinvolti, tra cui ci auguriamo ce ne sia finalmente e dopo troppi anni di assenza anche uno italiano. Ci stanno lavorando nell’ombra, proprio come consigliato da Frostad, e l’Italia potrebbe aggiungersi ad altri team in formazione, tra cui secondo quanto risulta a Fare Vela anche alcuni alla prima esperienza.

L'equipaggio di Abu Dhabi attorniato dai fan in una delle premiazioni al Race Village. Foto Ainhoa Sànchez
L’equipaggio di Abu Dhabi attorniato dai fan in una delle premiazioni al Race Village. Foto Ainhoa Sànchez

La dodicesima edizione della Volvo Ocean Race (compresa la precedente Whitbread) è stata la più vista e frequentata di sempre. Ben 2,4 milioni di visitatori (16.326 la media giornaliera) ai Race Village (+16 per cento rispetto alla precedente edizione), tra cui 70.471 ospiti corporate (ovvero delle aziende coinvolte a vari livelli di sponsorizzazione), aspetto questo dichiaratamente di fondamentale importanza per la possibilità di coinvolgere clienti e appassionati “VIP” nella Volvo Ocean Race Experience, tra cui quella a bordo partecipando alle regate corporate o pro-am. Sono stati ben 2.451 gli ospiti che sono saliti su uno dei sette VO65 durante gli eventi nei porti sedi di tappa. Frostad ha dichiarato che “La Volvo Ocean Race offre opportunità uniche di ospitalità a livello mondiale sia a terra sia in acqua e il numero di ospiti che hanno preso parte al programma è triplicato nell’ultima edizione”. In effetti il successo dei programmi guest on board è stato evidente nelle tappe che abbiamo visitato, con centinaia di dirigenti d’azienda, ospiti di livello o fortunati sorteggiati letteralmente entusiasti per le esperienze vissute a bordo sui Volvo Ocean 65.

Dal punto di vista della copertura media grandi numeri dalla copertura Internet, con un incremento del 140 per cento, con notizie pubblicate in 113 Paesi. 391.000 i download dell’App ufficiale della VOR. 1,2 milioni i fan su Facebook e Twitter.

Più 27 per cento per il valore della pubblicità TV (293 milioni di euro) grazie anche alla presenza degli Onboard reporter. Su questo aspetto va detto che il pubblico velico, invero, è rimasto un po’ deluso dalla scelta delle immagini che hanno spesso preferito le storie umane, alla lunga un po’ ripetitive, alle immagini “estreme” di navigazione a cui la Volvo Ocean Race ci aveva abituato. Ma l’obiettivo del “main stream” ha fatto cambiare la prospettiva ai responsabili della comunicazione, anche se a noi pubblico specialista di velisti sono mancate un po’ le irripetibili planate del Southern Ocean che hanno fatto la storia di questo evento.

La partenza della tappa da Cape Town. Foto Sànchez
La partenza della tappa da Cape Town. Foto Sànchez

Notevole la copertura TV, con ben 7.663 ore totali (+59 per cento rispetto al 2011-12). Il valore media della copertura dei sette team ha raggiunto globalmente i 47,5 milioni di euro, con punte notevoli per Team SCA e il suo equipaggio femminile, e Team Vestas protagonista della storia mediaticamente più coinvolgente del giro (il naufragio-recupero-ritorno in regata).

Anche dal punto di vista sportivo, la scelta del one design ha pagato dividendi. Ben sei team diversi sui sette iscritti hanno vinto almeno una delle tappe e una delle In-Port Race. Ci sono stati sette arrivi con distacchi inferiori ai cinque minuti, cosa senza precedenti in regate oceaniche. Velisti da ben 19 Nazioni hanno preso parte alla regata, a conferma della vocazione di spettacolo globale fortemente ricercata da Volvo Ocean Race.

Ricordiamo che la prossima edizione della Volvo Ocean Race partirà ancora da Alicante (che da sola ha ricevuto un impatto economico calcolato in 89,3 milioni di euro) nell’ottobre del 2017. Sono già state confermate le tappe di Auckland, Cape Town, Newport, Lisbona, Cardiff e Goteborg, con le altre comunicate a breve. Come già annunciato il cantiere italiano Persico Marine riunirà la costruzione dei nuovi VO65 che si aggiungeranno agli otto già costruiti e rimessi in sesto per garantire l’assoluta monotipia.

Ricordiamo anche che Ian Walker, skipper del vincitore Abu Dhabi Ocean Racing, è il candidato più forte al Rolex World Sailor of the Year che si assegna la prossima settimana al Meeting ISAF di Sanya.

www.volvooceanrace.com

 

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