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Sanya, Cina- Pare che gli emiri di Abu Dhabi ci siano rimasti male. Il flop delle Final della Sailing World Cup, con alcune classi assenti e altre con partecipazioni minimali nonostante i ricchi montepremi, non è stato certo un buon modo di promuovere la relazione con il ricco Emirato che pure si era speso. Lo scarso appeal di una World Cup che invece aveva un’interessante idea alla base, è uno dei problemi che l’International Sailing Federastion presieduta da Carlo Croce ha dibattuto nei giorni scorsi al Meeting annuale di Sanya.

Il Council dell'ISAF al lavoro a Sanya
Il Council dell’ISAF al lavoro a Sanya

La federvela mondiale era poi impegnata, al solito, a muoversi tra le varie lobby che cercano di promuovere o difendere gli status conquistati dalle classi, quelle olimpiche per prime. C’è la questione del kitesurf che vuole diventare disciplina olimpica e ha nel multimiliardario Richard Bramson uno sponsor forte, che però vuol fare molto di testa sua. Alla fine, dopo i due giorni finali di lavori del Council, pare che per il 2020 sia stato mantenuto l’impegno voluto da Croce di confermare le classi esistenti, con l’evoluzione del cat misto Nacra 17 in un foiling cat in vista di Tokyo 2020.

Per la World Cup, nel suo discorso al Council, Carlo Croce ha sottolineato come “Guardando in avanti abbiamo bisogno di proteggere il nostro evento di punta. Come? Mantenendo una bolla di attenzione attorno a ogni evento e prevenendo la sovrapposizione di importanti regate. La priorità numero uno è quella di avere un calendario a 3-5 anni, lavorando con le classi sin da subito per assicurare e coordinare i calendari delle federazioni, velisti e coach”. Croce ha poi parlato dei tentativi di trovare partner logistici che possano assicurare i trasporti intercontinentali in tempi celeri. Qualche parola anche sulla promessa sponsorizzazione (la russa Gazprom, iniziata nel dicembre 2014 per cinque anni proprio con focus sulla World Cup). Ma sulla World Cup le principali critiche provengono proprio da buona parte degli atleti, che dovrebbero invece essere i protagonisti.

Carlo Croce, presidente ISAF
Carlo Croce, presidente ISAF

D’altra parte la necessità di spettacolarizzare e rendere più attraente la vela al grande pubblico (per chi la fa, è noto, non ce n’è bisogno…) impone di proseguire lungo la rotta di riprese live TV e Web (Gary Jobson ha annunciato una massiccia copertura della World Cup 2016 e di Rio), eventi riconoscibili, classi veloci. Lo vuole il CIO e alle nuove generazioni non dispiace. L’ISAF si adegua. Ma la rotta del rinnovamento è impervia e le buone intenzioni danno spesso acqua a incroci di lobby di ogni tipo, con la vela come la intendiamo noi che rischia di finire in secondo piano.

Sull’argomento della promozione nelle nazioni emergenti, l’ISAF ha segnalato il successo dei programmi intrapresi e ai prossimi Mondiali Giovanili di Langawi (Malaysia) è annunciata la presenza di velisti da ben 80 Nazioni, nuovo record.

A Sanya sono state ricevute le ultime raccomandazioni per le classi e le nuove Regole di Regata che andranno ad apportare le modifiche al regolamento in uso per il 2017-2020.

Confermata anche la scelta di non inserire alcuna deriva classica negli Youth Olympic Games di Buenos Aires 2018 (con tavole Techno 293+, kitesurf, multiscafo Nacra 15 e neanche una “barca”, a evidente conferma del percorso intrapreso dal governo della vela mondiale). Le nuove classi internazionali approvate sono state: RS Aero, Far East 28R, Volvo 65, IKA Twin Tip Freestyle, IKA Kite Foil e Nacra F20 Carbon.

http://www.sailing.org/meetings/2015-conference.php

 

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