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Pointe a Pitre, Guadalupa- Andrea Fornaro ha concluso la sua prima Mini Transat, arrivando a Pointe a Pitre in 17esima posizione tra i Serie. Fornaro conclude al 15esimo posto la Mini Transat dopo la somme dei tempi delle due tappe. Il velista toscano con il suo Argo Lombard Sideral ha concluso alle 9:23:32 di oggi CET, impiegando così 16g 18h 22mn 23s a una velocità media di 7,67 sulle 3.087 miglia effettivamente percorse rispetto alle 2.775 della rotta diretta ortodromica.

Andrea Fornaro all'arrivo
Andrea Fornaro all’arrivo

“Ho scoperto un altro mondo”, ha detto Fornaro, velista professionista con diverse esperienze nell’altura e nelle classi olimpiche, all’arrivo, “E’ stata un’esperienza incredibile. Non mi par vero di averla conclusa perché si tratta della conclusione di due anni di lavoro sui Mini… Sono fiero ora di far parte di questa comunità”.

In mattinata aveva concluso anche l’italo-francese Roland Ventura su Fondation Planiol, quindicesimo di tappa e quattordicesimo finale. In mare resta per l’Italia Federico Cuciuc, al momento 38esimo a 406 miglia dall’arrivo.

 

Il nostro Mauro Giuffré ha raggiunto telefonicamente Andrea Fornaro. Queste le sue dichiarazioni:

Bilancio Mini Transat

Il bilancio è positivo, dovrei chiudere 15mo in classifica generale e sono contento del risultato. E’ chiaro che in queste due tappe ho capito che mi mancava tanto come conoscenza sul modo di navigare in questa regata. Mi mordevo un po le mani quando capivo certe cose. Grandissima esperienza senza dubbio, ma la Mini Transat è una regata che si fa bene la seconda volta.

Da derivista e regatante in monotipo abituato al contatto, quanto ti è mancato non conoscere l’esatta posizione dei tuoi avversari sullo scacchiere oceanico?

Mi sono trovato male, a volte avevo la sensazione di essere perduto per mare, di navigare nel nulla ed è una cosa che ti fa calare la motivazione non sapere dove si trovano gli avversari. Per questo devi trovare in te stesso le motivazioni per spingere comunque forte e l’ho fatto. Per questo motivo è una regata veramente durissima. Al terzo giorno non ricevevo più le comunicazioni alla radio, non avevo idea di che posizione avessi in classifica ed è la cosa che da un punto di vista mentale mi ha provato maggiormente. Poi a mio avviso è una regata che ha una sua pericolosità, barche piccole, soccorsi lontani, è veramente dura.

Tatticamente da cosa arriva la tua scelta di restare a nord vicino l’ortodromica?

L’obiettivo era andare a sud, la prima notte è stata brutale, ho piegato il boma in una strapoggia e ho rallentato per sistemare tutto. Raggiunto un waypoint che mi ero prefissato ho strambato per tornare a nord e salendo ho incrociato molto a poppa di una barca che da nord scendeva. Quando ho ristrambato verso sud e lui saliva sono passato avanti io quindi mi ero fatto l’idea che il nord pagasse. L’errore è stato quello di accontentarmi di un piccolo vantaggio momentaneo piuttosto che investire su una strategia a lungo termine, la tattica di queste regate è completamente differente a quella alla quale sono abituato io.

Futuro in Mini?

Assolutamente si… Il mio sponsor mi ha confermato altri due anni fino alla prossima Transat. A fine gennaio arriva la barca nuova, ho scelto l’Ofcet che si è dimostrata barca vincente e soprattutto più ergonomica e prestazionale rispetto alla mia. Bisogna partire subito con la campagna perché la prossima Mini voglio farla per giocarmela. La scelta di restare nei serie è dettata dal fatto che non faccio solo i Mini e un prototipo richiederebbe troppo tempo come sviluppo e poi la classe serie richiede budget inferiori ed è numericamente più consistente.

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