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Las Palmas de Gran Canaria, Spagna- La trentesima edizione dell’Atlantic Rally for Cuisers ha portato anche quest’anno ben 266 barche da trenta Paesi differenti a Gran Canaria. La più popolosa e terza in grandezza delle Canarie si pone, quindi, sempre più come punto di riferimento e base per chi vuole attraversare l’Atlantico o più semplicemente godere di uno degli Arcipelaghi migliori per chi ama lo sport della vela. Le ragioni sono molteplici. A cominciare dalla completa copertura di porti turistici che, a Las Palmas sono stati aiutati a crescere proprio dall’ARC, che ogni anno ha contribuito ad aumentare servizi e posti barca al Muelle Deportivo, nato come sede per le “barche piccole” all’interno dell’enorme porto commerciale ma ora diventato un vero e proprio Marina dotato di servizi, negozi specializzati, cantiere, bar e ristoranti.

Barche alla ruota al Puerto de las Nieves, Agaete. Foto Tognozzi
Barche alla ruota al Puerto de las Nieves, Agaete. Foto Tognozzi

Ma Gran Canaria ha molti motivi per attirare una vasta popolazione turistica, con solo nei resort del sud attorno a Maspalomas e Playa del Inglès ma anche e soprattutto nello splendido interno, un vero continente in miniatura dove a ogni curva il paesaggio cambia tra vallate, canyon, boschi, montagne e scogliere. Poi c’è la temperatura, con una media annuale di 24 gradi ed estati mai più calde di 28°. Un inverno viene considerato rigido quando si arriva a 15 gradi… “Poi i voli diretti, un  massimo di 4/5 ore da qualsiasi destinazione in Europa con diversi low cost”, come ci ha detto Pablo Llinares, marketing Director del Turismo di Gran Canaria. 120 spiagge, un 40 per cento dell’isola biosfera dell’Unesco e solo un 3 per cento dell’isola che può essere considerato ampiamente turisticizzato. 12 Hotel a 5 stelle, 49 a 4 stelle. I flussi turistici principali nell’ordine sono dalla Scandinavia (un milione di persone all’anno), Germania (900.000), UK (650.000), Spagna penisola. Italiani e francesi sono in decisa crescita. Le Canarie sono Europa e godono dei cambi di flussi derivati ai problemi socio-ecomonici in Nord Africa e Mar Rosso.

L’ARC ha un impatto sull’economia dell’isola di diversi milioni di euro ed è andata sempre crescendo dal 1995, quando si registrò il numero minimo di 96 barche. Adesso siamo stabilmente oltre le 250, tanto che da tre anni è stata introdotta l’ARC+ Cape Verde che quest’anno ha portato su quella rotta a due tappe (Mindelo e poi Saint Lucia) 64 yacht, che si aggiungono ai 202 che prendono il mare domenica.

Il panorama sulla parte più alta dell'isola da Artenara, con il monolito del Roque Nublo visibile sulla cresta montuosa e le case-grotte sulla sinistra.
Il panorama sulla parte più alta dell’isola da Artenara, con il monolito del Roque Nublo visibile sulla cresta montuosa e le case-grotte sulla sinistra.

Non mancano a Gran Canaria le scelte in attesa della partenza. Basta noleggiare un’auto e perdersi per le stradine che salgono verso il centro dell’isola. Dopo pochi minuti si inizia a salire con panorami che cambiano continuamente, tra piccoli pueblos abbarbicati tra i vecchi vulcani, canyon impervi, vallate verdissime che ricordano un po’ quelle magiche di Pantelleria, scogliere enormi e gioielli enogastronomici tra frutta tropicale, banane appena raccolte, le immancabili papas con la salsa mojo picòn, vino locale con vitigni ormai scomparsi in Europa e addirittura caffè. In questo senso consigliamo una visita alla Finca La Loja nella valle di San Pedro-Agaete (nord ovest dell’isola), unica produttice di caffé in Europa, e alla sua Bodega Los Berrazales, dove l’arguto Victor non mancherà di spiegare i segreti della produzione e della cucina canaria.

La Bodega los Berrazales
La Bodega los Berrazales

Oggi siamo saliti fino ad Artenara, che con i suoi 1.200 metri di altura è il paese più alto dell’isola (che ha il punto più alto ai 1.949 metri del Pico de la Nieves). Lo scenario è grandioso, tra vallate e creste montuose che spiccano nel monolito Roque Nublo. Da lì siamo scesi, tra infinite curce e stradine che ricordano quelle della Corsica interna, fino al mare di Agaete e del Puerto de las Nieves. All’orizzonte, come punto di riferimento, sempre la sagoma dell’enorme Teide, il vulcano che domina la vicina Tenerife e che con i suoi 3.718 metri è la cima più elevata dell’intero territorio spagnolo.

Il profilo del Teide di Tenerife visto dall'interno di Gran Canaria
Il profilo del Teide di Tenerife visto dall’interno di Gran Canaria

Gran Canaria è un continente fatto isola, con 340 giorni di sole all’anno, che merita una visita, in barca o senza.

www.grancanaria.com

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