SHARE

Saint Lucia- Grande prova di Durlindana 3 all’ARC. Il Carroll Marine di Giancarlo Gianni ha concluso il Rally alle 22:36 UTC di oggi, coprendo quindi le 2.700 miglia da Gran Canaria a Saint Lucia in 11g 9h 51m 36s, terza in reale dietro a Team Brutel e al Southern Wind da 30 metri Farfalla, arrivato solo tre ore prima della barca italiana. Durlindana 3 è accreditata al momento del secondo posto assoluto nella classe Racing dietro al VO65 Team Brunel. Un ottimo risultato per l’equipaggio romano allestito da Giancarlo Gianni, che conta tra gli altri su Marco Passoni, Antonio Latini e Marco Profili.

L'equipaggio di Durlindana 3, autore sin'ora di un'ottima regata all'ARC. Foto Tognozzi
L’equipaggio di Durlindana 3, autore di un’ottima regata all’ARC. Foto Tognozzi

Mentre il Durlindana conclude con merito il suo Rally impostato dichiaratamente in modo agonistico, il grosso della flotta prosegue nella sua placida traversata, non senza momenti da ricordare come questo che riprendiamo dal blog di Y2K di Massimiliano Terragni.

“Posizione 15°47N 39°07W

La mattinata inizia con Max che urla: “Roby c’è la canna che è partita, ha abboccato qualcosa”.

E così che passiamo la giornata a pescare.
Facciamo un passo indietro.
La scorsa notte la lenza della nostra canna da pesca è rimasta a fare il bagno, ce la siamo dimenticata, normalmente la notte la rimuoviamo.
La mattina notiamo che dal rocchetto, mancano diversi metri, qualcosa ha abboccato e poi se n’è anche andato, meglio così, almeno ci ha lasciato la canna ed un po’ di filo.
Non sistemiamo subito il tutto e sotto coperta iniziamo la routine giornaliera, colazione, comunicazioni, posizioni, ecc.
E’ questo punto che Max dal bagno sente la frizione della canna urlare “bizzzzzz”.
Roby con un gesto agonistico di altri tempi, salta sulla panca ed afferra il mulinello urlando: “E’ enorme!”, in effetti la nostra Mitchell da 40lbs era piegata a 90 gradi nel suo porta canne legato per sicurezza con due cime al rollbar. Al momento impossibile togliere la canna dal porta canna per iniziare il combattimento con la bestia.
Il pesce inizia a stancarsi, non riusciamo a rallentare la barca perchè siamo con il fiocco tangonato e pertanto Roby inizia a recuperare lenza lasciando la canna ancora al suo posto, pian piano ogni volta che il pesce allenta il tiro.
A circa metà del recupero il pesce si slama… voilà ! Peccato o forse meno male perchè di sicuro era enorme, rimarrà solo la curiosità di capire di cosa si trattasse.

Dopo una breve controllata all’esca ricaliamo e nel giro di pochi minuti abbocca ancora qualcosa di grosso.
Da come tira sembra una preda un poco più piccola di quella di prima.
Roby comincia il recupero, lasciando sempre la canna nel portacanne, ed ad un certo punto STRAAAAACK !!! la canna prende il volo e rimane a mezz’aria tirata verso il mare dal pesce e verso la barca da due sagolette. Il manico della canna sì è rotto prorpio vicino all’attacco del mulinello. Pazzesco.
Prendiamo la canna, ormai inutilizzabile e la portiamo a bordo, Roby con dei guanti in neoprene e tanta pazienza riporta a bordo un bel Dorato di 8kg.
Abbiamo sofferto, ma che soddisfazione. Foto di gruppo e via a fare filetti e carpaccio.
Una curiosità, il Dorado aveva da pochissimo catturato un pesce volante di circa 20cm che era ancora nel suo stomaco praticamente intatto.

Una buona parte del Dorado viene consumato a pranzo, crudo condito con lime, olio e accompagnato da un avocado. Stessa ricetta di qualche giorno fa che ci aveva lasciato un po’ di languorino perchè era poco, oggi ci siamo fatti una bella scorpacciata accompagnando con una delle ultime bottiglie di Prosecco.

Abbiamo una bella scorta di proteine fresche che dovremo solo decidere come consumare, canna a bordo e si pescherà di nuovo quando finiremo di mangiare questo pesce.

Da sinistra: Roberto Minola, Cinzia Pirotti, Alessandra Grech e Massimiliano Terragni
Da sinistra: Roberto Minola, Cinzia Pirotti, Alessandra Grech e Massimiliano Terragni, l’equipaggio di Y2K

Prima di sera il vento ruota di oltre 20° a Nord, dobbiamo lasciare la nostra confortevole navigazione con tangone e passare al classico lasco, portando il genoa dietro alla randa.
La navigazione diventa subito un pochino più agitata, anche se più veloce.
Purtroppo durante la notte il vento è previsto in aumento, cosa che infatti regolarmente avviene, andiamo spesso con 25kt e raffiche superiori.
Veleggiamo con una mano alla randa e il fiocco parzialmente rollato, spesso oltre i 9kt. La barca è a suo agio, i suoi occupanti meno.
Le montagne d’acqua a poppa tornano come nei nostri peggiori incubi, ma sono decisamene inferiori a quelle dei primi giorni della traversata.
La vita a bordo è abbastanza un inferno, il rollio violento della barca ti obbliga ad agrapparti spesso con due mani.
Cenare è stata una impresa.
Purtroppo sarà difficile dormire stanotte, ma nelle prossime 36/48 ore è prevista una piccola rotazione a E ed una leggera riduzione dell’intensità del vento fino a 18/20kt.

St Lucia arriviamo!”

www.y2ksblog.com

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here