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Hobart, Australia, 28 dicembre- Comanche ce l’ha fatta e vince per la prima volta in tempo reale la Rolex Sydney to Hobart Yacht Race. Il supermaxi della famiglia Clark, con Ken Read come skipper e Jimmy Spithill in pozzetto, ha concluso la mitica regata alle 21:58 locali, le 11:58 CET, conquistando quindi i line honour in 2 giorni 8 ore 58 minuti e 30 secondi, un tempo lontano dal record di Wild Oats XI ma che consente comunque a una barca americana di tornare a vincere in reale la Hobart dal Sayonara di Larry Ellison che vinse la tragica edizione del 1998.

Comanche risale il fiume Derwent a Hobart in buona compagnia. Foto Rolex
Comanche risale il fiume Derwent a Hobart in buona compagnia. Foto Rolex

E dire che nella prima notte di regata, contraddistinta dalla durissima burrasca che ha investito la flotta, Comanche era stato a un passo dal ritiro, a causa di un’avaria a uno dei timoni. A dire la verità Comanche aveva in un primo momento annunciato il ritiro salvo poi ripensarci, tanto da far esclamare a Ken Read “Non m’importa se ci sfasciamo sulla linea d’arrivo”. Gli uomini di Ken Read sono appunto riusciti a riparare in mare la rottura e a proseguire la regata, rimontando su Rambler 88 che li aveva superati. Nel vento leggero della fine regata, Comanche ha poi fatto il vuoto arrivando nella Storm Bay e nell’estuario del fiume Derwent al calar della notte aussie.

Comanche all'arrivo. Foto Gattini/Studio Borlenghi
Comanche all’arrivo. Foto Gattini/Studio Borlenghi

Rambler 88, secondo classificato, è atteso nella serata di oggi ora italiana, mentre Maserati era alle 15:45 a circa 85 miglia dalla conclusione, che dovrebbe avvenire nelle prime ore del 29 dicembre.

Comanche appare ben messo anche nella classifica per la vittoria overall in tempo compensato IRC, guidata comunque al momento ancora dall’Archambault 13 svizzero Teasing Machine, con Maserati che a perso qualche piazza attestandosi al momento in dodicesima posizione.

Jim Clark e Kristy Hinze-Clark alla premiazione con l'llingsworth Trophy e il Rolex Yacht Master II timepiece. Foto Rolex
Jim Clark e Kristy Hinze-Clark alla premiazione con l’llingsworth Trophy e il Rolex Yacht Master II timepiece. Foto Rolex

 

Hobart, Australia, 27 dicembre- Passata la durissima notte in cui la burrasca da Sud ha costretto al ritiro un quarto della flotta, i superstiti della Rolex Sydney Hobart si trovano ora ad affrontare condizioni più umane. Comanche, che sabato mattina sembrava sul punto del ritiro dopo un’avari a uno dei timoni (urto con un oggetto galleggiante), ha deciso di proseguire ed è tornata in testa superando Rambler 88, anche lui vittima di un urto con un oggetto che ne ha compromesso la navigazione ottimale mure a sinistra a causa del daggerboard di dritta.

Chi ha resistito bene nei 40 nodi di vento è Maserati di Giovanni Soldini, con Matteo Ivaldi tattico, che è risalito fino alla quarta posizione in tempo reale grazie anche a una posizione più orientale che ha pagato ed è in lotta per l’ambitissima vittoria overall in handicap IRC. Alle 12 di domenica Maserati era a 36 miglia dal leader Comanche e a 274 miglia dall’arrivo a Hobart, accreditato al momento della terza posizione in IRC overall e della prima in classe IRC 0. Con il vento in calando, Maserati dovrà resistere al probabile ritorno di più leggeri racer. In testa alla classifica in compensato c’è al momento il First 47.7 Imagination seguito dall’Archambault 13 svizzero Teasing Machine.

A bordo di Maserati nelle condizioni dure di ieri. Foto Malingri
A bordo di Maserati nelle condizioni dure di ieri. Foto Malingri
Comanche. Foto Rolex
Comanche. Foto Rolex

Le vittime illustri della burrasca contano i supermaxi Wild Oats XI (avaria alla randa in un groppo a 40 nodi) e Perpetual Loyal. 27 al momento i ritiri, tra cui un disalberamento.

Comanche alle 12 era a 235 miglia dall’arrivo a Hobart, con 8 miglia di vantaggio su Rambler 88 e 31 su Ragamuffin 100. Maserati è quarto a 36 miglia, con la chance di un risultato importantissimo per la vela italiana nella più dura delle regate d’altura.

L’ETA dei primi a Hobart è intorno alle 10 locali del 28 dicembre, poco dopo la mezzanotte di oggi in Italia.

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Sydney, Australia, 26 dicembre- E’ Comanche il primo leader della Rolex Sydney Hobart dopo una combattuta partenza dalla Baia di Sydney. Il vento medio da Est ha impegnato la flotta delle 108 barche in una bolina in uscita, vinta proprio dal Supermaxi della famiglia americana dei Clark con Ken Read come skipper che è stato il primo a uscire dalle Sydney Heads e ad aprire il code 0. Comanche è stato seguito da Perpetual Loyal

Comanche guida la flotta all'uscita delle Sydney Heads. Foto Rolex
Comanche guida la flotta all’uscita delle Sydney Heads. Foto Gattini/Rolex

Comanche ha spiccato il volo e nelle prime 5 ore di regata ha già coperto 100 miglia a medie sempre superiori ai 20 nodi, con punte di 29. La fase con vento da NNE sta però per concludersi e già dalla tarda mattinata di oggi (quando in Australia sarà notte) le 104 barche ancora in regata (4 i ritiri delle prime ore) sarà investita dal vento da Sud fino a 40 nodi in raffica previsto e confermato dasgli ultimi modelli. Il primo a iniziare la bolina, complicata dalla corrente verso sud contraria al vento da sud sud est, sarà proprio Comanche, che alle 9:30CET di sabato aveva già 8 miglia di vantaggio su Wild Oats XI e Ragamuffin 100.

Maserati in piena velocità appena uscita dalla Baia di Sydney. Foto Gattini/Rolex
Maserati in piena velocità appena uscita dalla Baia di Sydney. Foto Gattini/Rolex

Partenza complicata per Maserati, il Volvo 70 modificato di Giovanni Soldini con Matteo Ivaldi tattico che ha avuto qualche problema con una boa che delimitava l’area di regata dalla zona barche spettatori. Risolto l’imprevisto, Maserati ha iniziato la sua regata e alle 9:30 era accreditato di un buon nono posto in tempo reale a 30 miglia da Comanche.

Le prossime 24 ore si annunciano decisamente dure per la flotta impegnata nella discesa in bolina lungo la costa del Nuovo Galles del Sud.

Comanche, in testa alla Hobart. Foto Gattini/Rolex
Comanche, in testa alla Hobart. Foto Gattini/Rolex
La bolina in uscita dalla Baia. Foto Gattini/Rolex
La bolina in uscita dalla Baia. Foto Gattini/Rolex

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Sydney, Australia- Sarà una Rolex Sydney to Hobart tutta da seguire quella che parte alle 13 ora locale del 26 dicembre dalla Baia di Sydney, quando l’intera Australia si fermerà nel Boxing Day per seguire la diretta TV della partenza o essere di persona sulle scogliere all’uscita della Baia. 628 le miglia fino ad Hobart, in Tasmania, dopo aver attraversato il temibile Stretto di Bass. Le 109 barche iscritte all’edizione di quest’anno, la più internazionale da diversi anni a questa parte con nove Paesi rappresentati, presentano infatti il meglio dei supermaxi e dei racer in circolazione. In palio la vittoria in tempo reale e l’ambitissima Tattersall’s Cup per il vincitore overall in handicap IRC.

La partenza dell'edizione 2014. Foto Borlenghi/Rolex
La partenza dell’edizione 2014. Foto Borlenghi/Rolex

Il record da battere è quello di Wild Oats XI del 2012, in un giorno, 18 ore, 23 minuti e 12 secondi.

La sfida tra l’americana Comanche della famiglia Clark, con Ken Read skipper, Shannon Falcone e Jimmy Spithill a bordo, e l’australiana Wild Oats XI di Bob Oats, vincitrice per otto volte in tempo reale della regata, sarà solo uno dei temi della 71esima edizione della superclassica. Altri due supermaxi in regata sono Ragamuffin 100 e Perpetual Loyal (a bordo Tom Slingsby), mentre punta deciso alla vittoria in handicap il Rambler 88 di George David, progetto di Juan Kouyoumdjian alla sua prima Hobart, che si affida all’esperienza di Brad Butterworth, a quella del navigatore Andrew Cape e del tailer fiorentino Lorenzo Mazza.

Comanche, favorito per i Line Honour insieme a Wild Oats XI
Comanche, favorito per i Line Honour insieme a Wild Oats XI

Proprio Butterworth, che non regata alla Hobart dalla tragica edizione del 1998 (sei velisti morti), quando era a bordo del Sayonara di Larry Ellison dove fu registrata una raffica a 72 nodi, ha definito oggi la regata come “La più dura al mondo. Questa regata è sempre stata estrema. Dovremo stare attenti a portare la barca tutta d’un pezzo a Hobart ma anche a portarla al massimo”.

Brad Butteworth (secondo da sinistra) alla conferenza stampa di presentazione. Foto Rolex
Brad Butteworth (terzo da sinistra) alla conferenza stampa di presentazione. Foto Rolex

In effetti sulle banchine del Cruising Yacht Club of Australia c’è un po’ di preoccupazione per le previsioni meteo, che a oggi parlano di NE sui 15 nodi per la partenza seguito da un vento da sud sui 25-35 nodi, con raffiche fino a 45 nei groppi lungo la costa del Nuovo Galles del Sud, complicata dalla corrente, per una prima notte che i navigatori delle barche top hanno già definito “tosta”.

Maserati, il Volvo 70 modificato di Giovanni Soldini, unica barca italiana iscritta, si appresta quindi a vivere una vera sfida sportiva e marinaresca dopo la lunga serie di eventi di rappresentanza che lo hanno visto presente in Atlantico e Pacifico. Maserati ritorna alla regata con la sfida maggiore che ci sia nella moderna altura. Sarà importante, quindi, il talento di Matteo Ivaldi, certamente il velista di maggior curriculum tecnico a bordo, con il ruolo di tattico e quello dei veterani della Volvo Ocean Race Carlos Hernandez e Liz Wardley.

Maserati a Sydney. ph. Andrea Francolini
Maserati a Sydney.
ph. Andrea Francolini

L’equipaggio completo: Giovanni Soldini, Matteo Ivaldi (tattico), Guido Broggi, Corrado Rossignoli, Carlos Hernandez, Oliver Herrera, Sam Goodchild, Pierre Casiraghi, Francesco Malingri (mediaman di Maserati), Elizabeth “Liz” Wardley, Carlo Castellano, Drew Mervyn Carruthers, Trevor Brown, Nick Vindin (giornalista australiano ospite).

Maserati sarà in corsa per la Tattersall’s Cup e potrebbe avere una buona occasione nella dura bolina delle prime 24 ore, andatura in cui i tosti Volvo 70 possono far bene. La regata, però, è sempre aperta a ogni risultato, come dimostra anche la vittoria overall del 2014, andata al Farr 43 Wild Rose.

La rotta della Hobart
La rotta della Hobart

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