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Langkawi, Malaysia- La nuova World Sailing presieduta da Carlo Croce continua a trovarsi nella bufera. Dopo i problemi con gli Emiri di Abu Dhabi per lo scarso appeal della World Cup e la questione Kite (con lo status di special event conferito a un circuito privato in barba alla classe internazionale), sta facendo sensazione la questione della mancata partecipazione di Israele i Campionati Mondiali Giovanili che iniziano oggi a Langkawi, in Malaysia.

La Malaysia, come noto, è un Paese di religione predonimante musulmana, e la mancata iscrizione della squadra giovanile israeliana, tra l’altro una delle più forti nelle discipline del windsurf e dei doppi, non è certo conforme alle consuetudini sportive internazionali e del CIO che assicurano eguaglianza di diritti a tutti gli atleti, indipendentemente da sesso, religione o discriminazioni varie. La questione del visto agli atleti israeliani, secondo quanto ricostruito da La Gazzetta dello Sport in questo documentato articolo, sarebbe stata oggetto di trattativa con la richiesta malese di non esporre la bandiera con la Stella di Davide sulle vele (come d’obbligo delle maggiori regate internazionali) e il divieto di suonare l’inno nazionale in caso di vittorie. Condizioni giustamente rifiutate da Israele.

Iscrizioni in atto a Langkawi, ma mancano i ragazzi di Israele. Foto World Sailing
Iscrizioni in atto a Langkawi, ma mancano i ragazzi di Israele. Foto World Sailing

La questione è scottante e ha sollevato molte contestazioni al governo della vela mondiale, tanto che lo stesso Carlo Croce ha fatto pubblicare oggi su World Sailing un comunicato ufficiale che recita così:

“As with all diplomatic issues this is quite a delicate matter. World Sailing is aware of the current commentary in the public arena, and have reason to believe that some of the comments may not be accurate or possibly based on misunderstandings.

World Sailing is committed to ensuring participation in our sport by competitors from all nations, and is taking this issue seriously.

A member of the World Sailing Executive is on route to Malaysia to investigate this issue and is seeking clarification from the Malaysian Organising Authority.

World Sailing expects the organising authority of its events to allow sailors from all nations to compete on an equal basis. This expectation is made clear in the bid process and is set out in the contractual documentation governing our events.

World Sailing is not in a position to comment on this further until our investigation is complete”.

Ovvero:

“come tutte le questioni diplomatiche questa è una materia delicata. World Sailing è a conoscenza dei commenti attuali nella pubblica arena e ha ragione di credere che alcuni di tali commenti non siano accurati o siano frutto di fraintendimenti.

World Sailing è completamente rivolta ad assicurare la partecipazione nel nostro sport di partecipanti da ogni Nazione e prende questo fatto assai seriamente.

Un membro dell’esecutivo di World Sailing è in viaggio per la Malaysia con l’obiettivo di ottenere chiarimenti dall’Autorità Organizzatrice della Malaysia. World Sailing si aspetta che gli organizzatori di questo evento permettano ai velisti di tutte le nazioni di competere su basi eguali. Questa richiesta risulta chiara dal processo di candidatura ed è contenuta nella documentazione contrattuale che regola i nostri eventi.

World Sailing non è nella condizione di commentare ulteriormente sul tema fino a che la nostra investigazione non sarà completata”.

 

La questione è di enorme rilevanza, anche perché esiste un precedente recente quando fu rifiutata l’iscrizione ad atleti israeliani ai Mondiali RS:X in Oman per “problemi di visto”. La presa di posizione di World Sailing farebbe pensare comunque a fatti che hanno soverchiato o non sono stati controllati per tempo dalla federazione mondiale della vela, il che aggraverebbe ancor di più per mancate verifiche la posizione sul tema della massima istituzione velica al mondo. Comunque sia ogni evento velico organizzato al mondo ricade sotto l’egida di World Sailing, che non può non prendere posizione chiara e netta sulla questione, al di là del generico “vedremo” del comunicato di Carlo Croce.

Agli ISAF Youth World Championship partecipano 430 velisti da ben 80 Paesi. Tra questi manca appunto Israele. Le regate iniziano il 29 dicembre per conludersi il 3 gennaio con giorno di riposo per Capodanno.

L’Italia, con una delegazione presieduta dal DT delle squadra giovanili Alessandra Sensini, da cui ci si apsetterebbe una presa di posizione sulla questione, è presente con questi equipaggi nelle classi 29er M, 29er F, 420 M, 420 F, Laser Radial M (con Gianmarco Planchesteiner, uno dei favoriti), Laser Radial F, RS:X M, RS:X F, Sirena SL16 misto:

29er Men Helm ITAFZ28 Federico Zampiccoli accepted approved
Crew ITALC106 Leonardo Chiste approved
420 Men Helm ITAEF24 Edoardo Ferraro accepted approved
Crew ITAFO12 Francesco Orlando approved
Laser Radial Men Helm ITAGP128 Gianmarco Planchestainer accepted approved
RS:X Men Helm ITAME6 Matteo Evangelisti accepted approved
29er Women Helm ITAFG89 Francesca Gambarin accepted approved
Crew ITACG36 Claudia Gambarin approved
420 Women Helm ITADR22 Demi Rio accepted approved
Crew ITAMP195 Maria Pasquali Coluzzi approved
Laser Radial Women Helm ITAFB131 Francesca BERGAMO accepted approved
RS:X Women Helm ITAGS131 Giorgia SPECIALE accepted approved
Sirena SL16 Open Helm ITAGU1 Gianluigi Ugolini accepted approved
Crew ITAMG142 Maria Giubilei approved

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2 COMMENTS

  1. Soluzione semplice: la Malesia non accetta il regfolamento e lo statuto della federazione Internazionale? Quindi non organizza i Campionati Mondiali Giovanili che sono sotto l’egidia della Federazione Intrernazionale, dopo di che la Federazione Malese della Vela viene squalificata per un anno da tutte le competizioni internazionali che si disputano sotto l’egidia della Federazione per non aver rispettato i regolamenti internazionali, Olimpiadi comprese. Fatto questo si passa la palla al CIO che a sua volta deve far rispettare regole e statuti.

  2. Quanto è accaduto al Mondiale Giovanile in Malaysia è un fatto di importanza mondiale per lo Sport dello Yachting e va sanzionato. C’è da augurarsi che la inchiesta che World Sailing (ex ISAF) sta effettuando porti ad un chiarimento che possa essere accettato serenamente da tutti gli Sportivi. Se la conclusione dell’inchiesta conferma quanto è apparso fino ad ora World Sailing dovrà assumere decisioni sanzionatorie nei confronti degli organizzatori in Malaysia che siano di esempio a tutto il mondo sulla serietà con la quale DEVE essere amministrato lo Sporto della Vela particolarmente a livello internazionale.

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