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Langkawi, Malaysia- Per la World Sailing presieduta da Carlo Croce la Real Politik è più importante della carta dei diritti sportivi. Questa non sarebbe una novità nella storia sportiva e comunque sembra essere la conclusione dopo la cerimonia inaugurale degli ISAF Youth Sailing World Championship tenutasi ieri a Langkawi, in Malaysia, a cui non hanno potuto prendere parte i due atleti israeliani Yoav Omer e Noy Drihan, come noto rifiutati dagli organizzatori in accordo alle politiche internazionali del loro paese, la Malaysia, che non ha rapporti diplomatici con Israele.

Un momento della cerimonia d'inaugurazione a Langkawi
Un momento della cerimonia d’inaugurazione a Langkawi

Il comunicato ufficiale di World Sailing non ha dedicato neanche una parola alla vicenda, decantando invece il successo numerico dell’evento, a cui prendono parte 425 velisti da 76 Paesi con 125 coach accreditati. Si tratta del numero maggiore nella storia delle 45 edizioni dei Mondiali giovanili di vela. Il vice presidente di World Sailing Chris Atkins ha tessuto le lodi dell’organizzazione, ha ringraziato i cantieri fornitori delle barche (tra cui l’italiana Nautivela) per poi sottolineare come “I Mondiali giovanili danno ai velisti dalla più grande alla più piccola Nazione del mondo quella pietra miliare nel loro percorso dalla vela juniores alle Olimpiadi”. Peccato che tra queste Nazioni non vi possa essere Israele, in evidente contrasto con i diritti sportivi, a cui la Federvela mondiale come aderente al CIO si deve conformare, che assicurano parità senza discriminazioni di sesso, razza, politica o religione.

A chiarire la situazione, e a non mettere World Sailing in una situazione trasparente, è intervenuto poi il discorso del ministro dello sport giovanile malese Encik Khairy Jamaluddin che ha sottolineato come “tutti siano soddisfatti dell’organizzazione e che World Sailing era stata informata sulla politica internazionale della Malaysia riguardo a Israele… La decisione di escludere gli atleti israeliani è stata quindi presa dal Governo malese nel rispetto della sua politica di assenza di rapporti diplomatici con Israele”. “L’organizzazione non può impedire agli inviati di World Sailing di condurre indagini sulla faccenda ma la federazione mondiale era stata informata della politica malese a proposito della partecipazione di atleti israeliani a qualsiasi evento sportivo organizzato in Malaysia”.

Ciò comporta necessariamente la conclusione che World Sailing fosse a conoscenza di tale contingenza e ha concesso l’organizzazione di un evento di estrema rilevanza come il Mondiale Giovanile a un Paese che per principio ne escludeva un altro. Fatto non da poco per una federazione internazionale che dichiaratamente punta a diffondere la vela in tutti i Paesi, tanto più in una manifestazione giovanile che per definizione dovrebbe essere aliena da considerazioni geopolitiche. Ma tant’è, alla World Sailing di Carlo Croce potrebbero a questo punto esserci anche Metternich o Kissinger, visto che di fronte alla situazione reale di un Paese strategico per l’Asia come la Malaysia i principi sono passati presto in second’ordine. Anche di fronte a due ragazzini israeliani che dovevano solo bordeggiare con una piccola vela nel vento.

Sul tema, segnaliamo un ottimo articolo di Sail-World, che ricostruisce impeccabilmente la vicenda e le responsabilità oggettive di World Sailing.

Yoav Omer, uno degli atleti esclusi dai Mondiali in Malaysia. Era il campione in c arica degli ISAF Youth Sailing World Championship. Credit Benny Tirosh
Yoav Omer, uno degli atleti esclusi dai Mondiali in Malaysia. Era il campione in c arica degli ISAF Youth Sailing World Championship. Credit Benny Tirosh

La regata

Iniziate oggi le prove del Mondiale. Così i velisti italiani nella prima giornata: Laser Radial M 15.Planchesteiner; Laser Radial F 28.Bergamo; 420 M 4.Ferraro-Orlando; 420 F 6.Rio-Pasquali Coluzzi; 29er M 21.Zampiccoli-Chiste; 29er F 11.Gambarin-Gambarin; RS:X M 19.Evangelisti; RS:X F 11.Speciale

6 COMMENTS

  1. Se si conoscevano gli orientamenti della Malaysia in termini di accettazione o meno di determinati atleti, non si sarebbero dovuti assegnare a questa nazione i campionati !
    A questo punto l’ISAF, oltre che cambiare nome,…. dovrebbe cambiare la Dirigenza ! O no !?

  2. Se un Paese deve adottare restrizioni del genere non dovrebbe nemmeno potersi candidare per l’organizzazione di manifestazioni internazionali sotto l’egida della ex ISAF o di qualsiasi altra federazione sportiva internazionale.
    E’ un evento deprecabile, che scredita lo sport e spero ed auspico che qualcosa del genere possa servire da “lesson learned” e non debba più accadere in futuro.
    Ci sono stati altri casi analoghi? Cosa ne pansa il CIO?

  3. E’ molto grave ciò che è accaduto, non è ammissibile l’esclusione di atleti ad un campionato internazionale di qualsiasi sport perchè appartenenti ad una nazione che non ha rapporti politici con quella organizzatrice dell’evento, lo sport dovrebbe essere al di sopra della politica, sono pienamente d’accordo con le considerazioni di Giovanni Iannucci.

  4. Quanto è accaduto al Mondiale Giovanile in Malaysia è davvero impensabile. Disattendendo ogni Regolamento sportivo emesso dal CIO e da World Sailing è stato impedito a due giovani atleti di partecipare alla regata: perchè di nazionalità israeliana. In tanti anni di attività velica intenazionale non mi è mai capitato di assistere ad una cosa del genere. Nemmeno durante il periodo della “guerra fredda” è stata impedita a chicchessia la partecipazione alle Olimpiadi di Mosca e di Tallin. C’è soltanto da augurarsi che l’inchiesta promossa da World Sailing faccia chiarezza sull’accaduto: nell’interesse dello Yachting Internazionale. E se la conclusione dovesse confermare quanto è oggi noto,World Saiing DEVE adottare pesanti sanzioni a carico dei responsabili.

    • Il problema pare che stia appunto nel fatto che World Sailing ha concesso l’organizzazione dell’evento alla Malaysia quando questa aveva informato la federvela mondiale delle sue politiche verso Israele. Di fatto World Sailing, ex ISAF, è responsabile.

  5. Quanto è accaduto in Malaysia al Mondiale Giovanile del World Sailing ha dell’incredibilità. E’ assurdo che due giovani Atleti vengano esclusi dal Campionato per la loro nazionalità. In tanti decenni di attività nel mondo della Vela, sia come atleta che come dirigente, sono sempre stato ispirato a quei valori che il Barone de Coubertin sintetizzava in poche parole: “L’importante non è vincere ma partecipare”. Ma come si può desiderare di partecipare se la politica entra nello Sport ed impedisce di farlo? Lo Sport tra i Giovani è stato sempre considerato come scuola di vita, come modo per indirizzare i Giovani alla loro vita futura fondata sull’onesta, sull’attaccamento ai propri valori nazionali, sulla preparazione fisica. Lo Sport è scuola di vita, abbiamo sempre appreso dai nostri Istruttori! Certamente fatti come quello accaduto in Malaysia contribuiscono a far crollare tutti i sani principi ai quali ci siamo sempre ispirati, e ci viene spontaneo domandarci se possiamo giustificare quanto hanno scoperto i coperchi della Wasa e dell’Intralazzo in tema di doping e di corruzione. Al momento possiamo soltanto attendere che l’inchiesta aperta dalla World Sailing, la quale ha inviato sul posto per l’indagine il suo Vice Presidente Chris Atkins, faccia luce completa sull’accaduto e rinnovi negli Sportivi, ed in particolare nei giovani sportivi, quella certezza sui comportamenti ai quali devono attenersi i Comitati Olimpici Nazionali e le Federazioni Sportive ad essi associate quando sono chiamati a gestire Eventi internazionali. Ci auguriamo che tutto sia chiarito nella auspicata trasparenza ma se la conclusione dell’indagine dovesse confermare quanto oggi è noto la World Sailing DOVRA’ prendere gli opportuni provvedimenti sanzionatori a carico di chi è venuto meno alle leggi sportive che regolano il nostro Mondo.

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