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Southampton, UK- Torniamo sullo scandalo della mancata partecipazione di Israele ai Mondiali Giovanili in Malaysia. Accertato che World Sailing aveva concesso l’organizzazione nel 2011 (al Meeting di Portorico) alla Malaysia pur conoscendo le politiche internazionale di quel Paese verso Israele, con evidente responsabilità dei dirigenti dell’allora ISAF e della successiva gestione di Carlo Croce, arriva la presa di posizione della Royal Yachting Association, che ha emesso ieri un comunicato. La federazione inglese, una delle più importanti al mondo e da sempre identificata con le politiche IYRU prima e ISAF poi, segue quelle neozelandese e danese, e chiede formalmente una presa di posizione di World Sailing per assicurare l’eguaglianza di diritti nella partecipazione senza discriminazioni di “razza, religione o qualsiasi altro fattore”. RYA chiede a WS di diffondere i risultati dell’indagine in modo trasparente subito dopo il Metting d’emergenza che il Council della federvela mondiale ha indetto per venerdì 8 gennaio.

L'impossibilità di esporre la bandiera di Israele, la sigla e suonare l'innonazionale in caso di vittoria erano una delle condizioni chieste dai malesi a Israele per concedere i visti. World Sailing era a conoscenza di tali politiche. Foto RS:X Class
L’impossibilità di esporre la bandiera di Israele, la sigla e suonare l’innonazionale in caso di vittoria erano una delle condizioni chieste dai malesi a Israele per concedere i visti. World Sailing era a conoscenza di tali politiche. Foto RS:X Class

World Sailing aveva pubblicato a sua volta un comunicato sul suo sito (senza però inviarlo ai media nè citando nulla nei releas dedicati al Sailing Youth World Championship di Langkawi) il 31 gennaio. La sostanza del testo parlava di indagine conclusa e di tempistica iniziata il 24 dicembre, quando era stata confermata la decisione di Israele di non partecipare a causa delle “inaccettabili condizioni” imposte dagli organizzatori malesi per la concessione dei visti agli atleti. Peccato che documenti precedenti, raccolti e diffusi da La Gazzetta dello Sport, dimostrino come la questione fosse nota sin dal Meeting del 2011 e che proprio un consigliere italiano, Walter Cavallucci, aveva sollevato la questione dell’opportunità di concedere quell’evento a un Paese come la Malaysia noto per la sua politica verso Israele.

World Sailing ha convocato il meeting d’urgenza per l’8 gennaio ma lascia trasparire dal testo una real politik che farebbe presagire un nulla di fatto, ovvero una impossibilità ad agire “all’interno dell’attuale arena politica”. Carlo Croce pare quindi scegliere ancora una volta la politica del muro di gomma e del lasciamo-che-passi-la-nottata. L’indignazione del mondo velico sulla vicenda, che coinvolge aspetti basilari come l’equaglianza sportiva, l’educazione dei giovani e la trasparenza delle organizzazioni, potrebbe però questa volta rendere la notte particolarmente buia per World Sailing e i suoi attuali dirigenti.

3 COMMENTS

  1. La “nottata” di WS (o ISAF che dir si voglia) dura da tempo e potrà passare solo con le dimissioni di tutti i responsabili. Non vi sono altri modi per riacquistare credibilità.
    La partecipazione a questo tipo di manifestazione NON E’ INDIVIDUALE, ma per Nazioni, dunque il problema non era eludibile se non con presa di posizione chiara e coraggiosa (aggettivi notoriamente poco familiari in seno al carrozzone). Ora che la frittata è fatta, non la si può più rigirare!

  2. Lasciando stare tutti i precedenti del passato “remoto”, c’era qualcosa che World Sailing (WS) potesse fare per salvare almeno la faccia prima che la “bomba” scoppiasse o, meglio ancora, prima che la manifestazione iniziasse, quando da anni era prevedibile cosa sarebbe successo e da giorni addirittura già noto? A mio parere, sarebbe bastato che WS avesse giocato d’anticipo, mettendo pubblicamente in chiaro la situazione, ritirandosi dal ruolo di co-organizzatore della manifestazione, annunciandolo pubblicamente ed esprimendo i motivi, peraltro in linea con i principi informatori del CIO . La manifestazione avrebbe potuto svolgersi ugualmente (senza gli sperticati elogi di funzionari di WS), ma si sarebbe evitato di essere presi in contropiede e dover ricorrere ad una inchiesta singolare, nella quale il colpevole si giudica ….. da solo.

    • Caro ammiraglio,

      Lei ha probabilmente ragione. Ormai l’errore era stato fatto e un distinguo preventivo, dissociandosi da tale scelta, sarebbe stato necessario da parte di WS. Un saluto a Lei.

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