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Southampton. UK- Il giorno più lungo di World Sailing, impegnata oggi nel Meeting d’emergenza convocato dal direttivo della federvela mondiale presieduta da Carlo Croce, lascerà decisioni pratiche dopo la scandalo Malaysia/Israele? Dalle stanze World Sailing di Southampton, è arrivato alle 17:30 CET uno scarno comunicato pubblicato sulla nuova homepage di World Sailing. Non è trapelato nulla sulla reale discussione, anche se la rilevanza del caso a livello mondiale e le implicazioni politiche e sociali che esso comporta, lasciavano pensare che qualcosa di concreto World Sailing avrebbe potuto pure deciderlo. Al Meeting ha esordito anche Andy Hunt, il nuovo CEO di World Sailing, uomo proveniente dal marketing sportivo britannico senza esperienza specifiche nella vela, se non un passaggio in Team Origin.

Questo quanto pubblicato sul nuovo sito sailing.org:

Having undertaken a thorough investigation of this matter with the full co-operation of the IOC, it was decided as follows:

In future the organisers (MNAs, regional organisations, national organisations, international classes, etc) of all international sailing competitions will be required to comply with specific conditions to ensure that all competitors from all countries can participate equally. If these conditions are not met specific sanctions will be applied to any future international sailing competitions held in that country.

Details of the conditions will be published next week.

Ovvero:

“Avendo intrapreso una profonda indagine sulla vicenda con la piena cooperazione del CIO, è stato deciso quanto segue:

In futuro gli organizzatori (MNA, organiozzatori regionali, organizzazioni nazionali, classi internazionali…) di tutti gli eventi velici internazionali saranno richiesti di rispettare specifiche condizioni per assicurare che tutti i regatanti da tutte le nazioni possano partecipare equamente. Se queste condizioni non saranno rispettate, specifiche sanzioni saranno applicate a qualsiasi futuro evento internazionale che si svolgerà in quel Paese.

Dettagli sulle condizioni saranno pubblicate la prossima settimana”.

Un comunicato che appare di una genericità sconcertante, con World Sailing degna del miglior Ponzio Pilato o di una Real Politik alla Henry Kissinger. In pratica, si decide di non decidere, rimandando a casi specifici per il futuro. Cosa accadrà alla Malaysia al momento non è dato sapere.

Carlo Croce, in una situazione assai complicata dopo lo scandalo Malaysia. Quale sarà la sua politica per uscrine?
Carlo Croce, in una situazione assai complicata dopo lo scandalo Malaysia. Quale sarà la sua politica per uscrine?

Da alcune fonti si ipotizzava una squalifica per la federazione malese con effetto ai prossimi Giochi di Rio 2016, da altre una garanzia che casi del genere non si possano ripetere. GIà, ma come, visto che anche i prossimi Mondiali Giovanili si svolgeranno in Oman, Paese che già all’ultimo Mondiale RS:X aveva portato a problemi di visto con atleti di Israele.

La comunità velica internazionale, intanto, prosegue la sua protesta e voci autorevoli si aggiungono. Oggi arriva quella di Paul Henderson, canadese, ex presidente dell’ISAF e assai informato sulle vicende della federazione mondiale.

Questo il suo intervento, in cui Henderson parla di sanzioni verso i Paesi che si rendano colpevoli di discriminazioni in eventi internazionali, come squalifiche e mancata concessione di status a dirigenti di quei Paesi. Da questo, però, devono essere risparmiati gli atleti, incolpevoli in queste situazioni che devono essere lasciati liberi di regatare, magari sotto bandiera World Sailing…

Da Scuttlebut, edizione Nord America:

“I read with interest all the various suggestions about what to do about the unacceptable actions of Malaysia at the Youth Sailing Worlds. Having said that, I am totally against withdrawing the sailors who were there to race who had no idea of the political agendas.

Using athletes to make political statements is the same ploy played by US President Jimmy Carter and Canadian Prime Minister P.E. Trudeau when they boycotted the Moscow 1980 Olympics…to make a statement in an election year while still doing business with the USSR.

They took away a generations desire to become Olympians because of USSR attacking Afghanistan. Sure worked…not.

World Sailing must act so that what happened in Malaysia never happens again. Put strong sanctions against any country that does not allow any country’s sailors to enter a World Sailing sanctioned World Championship.

Do not give the MNA’s delegates or World Sailing Officials resident in that country any status at World Sailing, and never let them host any World Sailing sanctioned event unless all sailors from whatever country are allowed to compete using their flags and anthems.

World Sailing must act quickly and decisively and by that criteria judge the World Sailing Executive.

In fact, World Sailing having acted decisively they should go to their colleagues at the Association of Int. Olympic Summer Sport Federations and make them aware of the issues and have them also make similar strident policies.

Having once been in the position to make these difficult decisions, I can tell everyone that nobody likes these situations but actions must be taken hopefully not banning any sailor from racing.

At my advanced age I refer to history. At the 1972 Munich Olympics we had to deal with the massacre of Israeli athletes. IOC asked all countries and sports what to do and gave 3 choices:
1) Cancel the Games
2) Cancel all events with Israeli competitors.
3) Have a 3 days of morning.

I had no idea what to do so went to a well-known Jewish sailor Alan Liebel on the Canadian Team and asked him. Alan succinctly said: “We should be sailing today for if we do not the terrorists win.” That became our position and the next day we were racing again”.
– Paul Henderson, past ISAF president

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