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Dusseldorf, Germania- Sentiamo il punto di vista dei vertici di Solaris Yachts, tramite le parole di Michele Ricci, a proposito della vittoria all’European Yacht of the Year nella categoria performance cruiser. Un successo arrivato grazie al Solaris 50: una barca da crociera veloce ma con un look sportivo dove a sorprendere positivamente è stato il piano di coperta estremamente pulito e il disegno della tuga esteticamente molto ricercato. La prua rovesciata dona poi alla barca una linea moderna, pur restando a tutti gli effetti una barca da crociera.

Il Solaris 50 durante i test dell'European a Santa Margherita. Foto Giuffrè
Il Solaris 50 durante i test dell’European a Santa Margherita. Foto Giuffrè

“Siamo molto soddisfatti – racconta Michele Ricci, direttore commerciale del cantiere – ci meritiamo questo riconoscimento. Da 10 anni lavoriamo per fare delle barche innovative sul concetto di crociera, interpretando in chiave sportiva. Siamo soddisfatti perché riteniamo di avere fatto una bella barca. Vogliamo continuare a sviluppare questa gamma, anche sopra i 60 piedi e abbiamo già in mente un modello sulla fascia 66-68 piedi, il disegno sarà sempre di Soto Acebal.  Poi per quanto riguarda invece la linea classic ci sarà il lancio di un altro 72“.

Sul successo del Solaris 50 interviene anche Lucio Micheletti, architetto degli interni:
“Io ho sempre pensato che per fare un prodotto valido si debba costruire una macchina su cui vivere. In questo caso sono partito dalla base: dal “mare”, il nostro attore principale che recita in una scenografia semplice, pulita, ma nel contempo carica di contenuti. Non il mare astratto, ma quello reale e che, a ben vedere, rappresenta questo momento di grande trasformazione, il mare inteso come vento, come spazio e come luce. Questo concetto l’ho sviluppato con un cantiere protagonista di un grande cambiamento: Solaris.

Gli interni del 50
Gli interni del 50

Lavorare per la Solaris, vuol dire appartenere a un team. Significa essere consapevoli di trovarsi in un cantiere che produce “macchine per navigare” e per questo ti insegna anche l’arte della nautica.
Così, come in ogni progetto ho cercato di far emergere una più agevole lettura del vivere quotidiano, personalizzando lo spazio. I materiali le luci gli oggetti devono lavorare in questo senso, interpretandolo e rileggendolo, appunto, secondo un’immagine nuova e più contemporanea.

Questa barca doveva dare un messaggio contemporaneo. Si è così lavorato sul legno che viene ad avere due aspetti: quello del teak in coperta, che sarà poi consumato dal tempo, sbiadito dal sole, e quello del rovere sbiancato, all’interno, dove l’essenza si manifesta in tutta la sua tonalità. Si è giocato poi di contrappunto con i pannelli galleggianti bianchi delle murate, è stato ridefinito il volume degli imbottiti, si è lavorato sulle luci e sui tessuti, in questo caso per la biancheria dei letti e del bagno abbiamo iniziato una collaborazione con la Frette che ha realizzato per noi capi su misura del servizio Bespoke.

Nella buona architettura degli interni navali, le misure degli spazi non sono mai riconducibili a un abaco codificato, si configurano invece, solo nel rapporto di reciprocità tra i singoli elementi, creando scenografie diverse a seconda dei volumi che abbiamo a disposizione. Nella nautica non si dovrebbe inventare, ma trasformare, organizzare i mutamenti di quello che c’è già, di quello che precede. Bisogna pensare al design come parte di un contesto più grande, ampliando la scala e inserendolo in una visione più spaziale, più comprensiva e legata al mondo e al modo in cui l’uomo vive.
La tendenza è ricerca e innovazione conservando la storia. Le tradizioni sono un valore, soprattutto in un momento come questo, in cui il disorientamento generale è davvero grande. Avere un brand carico di storia, con delle radici importanti e ben radicate, significa poter soddisfare il desiderio di gratificazione del consumatore con oggetti autentici e concreti”.

http://solarisyachts.com/

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