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Genova – Un brutto pasticcio. E’ così che si potrebbe definire il “caso Marina Resort”, giunto a un capitolo alquanto imprevisto con un cortocircuito tra Governo e Regione Campania i cui motivi non sono chiari.

Marina di VarazzeCon sentenza 21.2016 – si legge in un comunicato di UCINA Confindustria Nautica –  la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 32 comma 1 del DL 133/2014, nella parte in cui equipara i cosiddetti Marina resort alle strutture recettive all’aria aperta ai fini dell’applicazione dell’IVA al 10%. L’eccezione di costituzionalità è stata presentata dalla Regione Campania, la quale ha eccepito che lo Stato nel decidere tale equiparazione avrebbe violato il principio della “leale collaborazione” con le Regioni che hanno competenza in materia di turismo.

L’esito della sentenza della Corte Costituzionale avrà come conseguenza che l’IVA al 10% potrà essere applicata solo nelle regioni che si sono dotate di una legislazione apposita in materia, ovvero ad oggi soltanto Liguria, Friuli ed Emilia Romagna.

L’IVa al 10% sui Marina Resort era una norma che, già in partenza, incideva parzialmente sul sistema della portualità italiana: solo i posti in transito ne usufruiscono – meno del 10% della portata di un marina – e solo quelli all’interno di porti certificabili come Marina Resort (ovvero quelli dotati di servizi extra rispetto al semplice approdo) . La sentenza della corte costituzionale rende di fatto quasi nulli gli effetti positivi della norma dato che, ad oggi, soltanto 3 regioni ne usufruirebero.

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