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Genova – Resta poco chiara la questione giuridica che ruota intorno all’IVA al  10% sui posti in transito nei Marina Resort. A lanciare l’allarme è UCINA Confindustria Nautica, che sta sollecitando il governo a una rapida presa di posizione dato che l’inizio della stagione turistica si avvicina rapidamente.

Marina di VarazzeL’attuale incertezza, lo ricordiamo, è nata in seguito al ricorso presentao dalla regione Campania, e accolto dalla Corte Costituzionale: la norma secondo la consulta è illegittima perché il Governo sostanzialmente avrebbe scavalcato le competenze regionali.

“Senza un rapido intervento legislativo, avremo 3-5 Regioni con Iva al 10% e le altre con Iva al 22%.” – ricorda Carla Demaria, Presidente di UCINA – “Dopo gli incontri con i diversi responsabili di Governo interessati dalla vicenda, avuti durante questa settimana, siamo fiduciosi in una soluzione, ma occorre fare presto. Diversamente ogni sforzo finora fatto per rilanciare il settore sarebbe vano”.

Attualmente sono 3 le regioni che si sono dotate di una propria normativa e possono quindi applicare l’IVA al 10% sui posti in transito: Friuli , Emilia e Liguria. Una situazione che crea un ovvio danno sulla programmazione delle strutture che possono essere classifiate come Marina Resort, che in questo momento non posono confermare eventuali prenotazioni di posti barca per la stagione estiva non essendo chiara la percentuale d’IVA da applicare.

 

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