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Il Black Jack sulla spiaggia di Castiglione della Pescaia. Foto BF

Castiglione della Pescaia- Week tragico per un velista lombardo di 79 anni, Ernesto Longo, che è morto dopo essere caduto in mare (dinamica ancora da accertare) nella serata di sabato durante una traversata da Portoferraio a Punta Ala, porto di armamento della sua barca, il Black Jack, un dieci metri.

Il Black Jack sulla spiaggia di Castiglione della Pescaia. Foto BF
Il Black Jack sulla spiaggia di Castiglione della Pescaia. Foto BF

Il corpo del Longo è stato ritrovato sulla spiaggia di Marina di Grosseto verso le 8 di domenica mattina, dopo che un uomo a passeggio sulla spiaggia lo ha visto nella risacca. Il cadavere era in una cerata gialla, tipica di un velista. I carabinieri, subito avvertiti, hanno provveduto a trasportare il corpo sulla spiaggia e hanno iniziato le procedure di riconoscimento.

Il Black Jack sullo sfondo delle Rocchette e dell'Elba. Foto Fare Vela
Il Black Jack lunedì mattina spiaggiato sullo sfondo delle Rocchette e dell’Elba. Foto Fare Vela

L’identità è stata scoperta quando il rinvenimento è stato collegato allo spiaggiamento di una barca a vela sulla spiaggia di Casa Mora, poco a nord di Castiglione della Pescaia, ovvero sei miglia a nord ovest del punto del ritrovamento del corpo. Si trattava appunto del Black Jack, che non era rientrato ancora a Punta Ala dopo che il Longo aveva trascorso il fine settimana all’Elba, come faceva spesso seguendo una passione che lo aveva accompagnato per tutta la vita. I familiari avevano avvertito il Marina del mancato rientro e i due ritrovamenti sono stati imemdiatamente collegati e il cadavere è stato poi riconosciuto all’obitorio di Grosseto dalla famiglia, subito giunta in Maremma dalla Lombardia.

I Black Jack spiaggiato. La randa sembra avere due mani di terzaroli, segno evidente del vento forte incontrato nella traversata di rientro dall'Elba a Punta Ala. Foto BF
I Black Jack spiaggiato. La randa sembra essere armata con due mani di terzaroli, segno evidente del vento forte incontrato nella traversata di rientro dall’Elba a Punta Ala. A prua si notano anche un fiocco ridotto (senza avvolgifiocco, a conferma della passione dello skipper 79enne) e la trinchetta. La barca in generale ci è apparsa ben tenuta durante il nostro sopralluogo, anche se non sembravano esserci le life line montate. Foto BF

La dinamica sarà chiarita dall’autopsia, richiesta dal magistrato, e resta da capire se si sia trrattato di un malore o se il maltempo nella giornata di sabato abbia originato la morte del Longo, considerato un esperto velista dai conoscenti.

Quello che è certo è che per la giornata di sabato lo Scirocco ere proibitivo, con punte di 30-35 nodi e onde sui 2,5 metri tra l’Argentario e Punta Ala, mentre in serata e domenica il vento era calato e girato a Libeccio-Ponente, motivo del ritrovamento del corpo a Marina di Grosseto e dello yacht a Castiglione della Pescaia. Una condizione peraltro annunciata che avrebbe sconsigliato una traversata di rientro dall’Elba a Punta Ala condotta in solitario.

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