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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera da parte di Lanfranco Cirillo, fondatore e patròn del Team Fantastica, impegnato nelle classi olimpiche e nella regata oceanica. E’ il primo intervento sull’attività di tale Team. Fare Vela concede ovviamente il diritto di replica in analogo spazio alle persone citate o che si ritengano interessate ai temi trattati.

Specifichiamo che i contenuti di questo spazio sono gestiti direttamente dal Team Fantastica e Fare Vela si limita a darne visibilità dopo averne esaminato i contenuti. Tale opportunità di visibilità è offerta anche a tutti i team velici interessati.

“Mi chiamo Lanfranco Cirillo, vivo e lavoro in Russia da 23 anni.
Sono cittadino Italiano e cittadino Russo. Scrivo quanto segue per fare un appello dopo quello che è successo nell’ambito della selezione nazionale dei finnisti italiani al campionato Mondiale a Takapuna in Nuova Zelanda e al recente campionato Europeo a Barcellona.
Non vorrei, infatti, che lo spirito olimpico Italiano diventasse “se non io, allora nessuno…”. Il rischio c’è purtroppo. Quello che è successo a Takapuna in Nuova Zelanda all’ultimo Campionato del Mondo Finn e al recente Campionato Europeo di Barcellona sempre della classe Finn è un segnale preoccupante in questo senso. I particolari potete leggerli sulle cronache di farevela.net.

Lanfranco Cirillo in FInn. Foto Sailing Energy
Lanfranco Cirillo in Finn. Foto Sailing Energy

Non vorrei vedere brutte pagine nella storia della vela italiana.
Vorrei semplicemente fare un appello perché i nostri finnisti quando regatano si comportino con uno spirito olimpico e che portino avanti i valori che sono insiti nella classe è bello sport che praticano.
Ragazzi tutti i velisti Italiani vi guardano e se siete uomini Olimpici dovete dare un esempio e insegnare alle prossime generazioni. In poche parole non bisogna che i giovani smettano di sognare…

Nella mia vita ho praticato e amato molti sport dove l’uomo si confronta con la natura e si mette alla prova… Il mare l’ho scoperto tardi, a 40 anni, e l’ho vissuto come un gambero: la mia prima barca è stata uno Swan 100 per poi scendere (o meglio salire) a uno Swan 45, ai miei vari Melges 32, 24 e 20 fino a capire, all’alba dei 50 anni, che il mare lo senti solo se metti il culo su una deriva e se senti gli schizzi sul viso, se lotti per ogni metro con tutti quelli che ti stanno accanto, così capisci il vero spirito della barca. In questo modo sono approdato al Finn.
Ma il Finn e le derive sono Olimpiche e la febbre olimpica, che è ricca di valori, ha fatto brillare gli occhi a tante generazioni.
Quello che mi ha colpito è che uno sport come la vela sia uno sport al contrario, nel senso che vengono considerati professionisti top i blasonati eroi della America’s Cup e i poveri ragazzi delle classi olimpiche, invece, non hanno neanche i soldi per le vele o una seconda barca. Per questo, per il mio carattere, di persona che ama le cause perse mi sono lanciato nell’avventura per aiutare i ragazzi e gli Olimpici. Le Olimpiadi sono la storia del mondo. Le Olimpiadi uniscono gli uomini li mettono a confronto.

Lanfranco Cirillo alla premiere del D Fantastica. Foto Renedo
Lanfranco Cirillo alla premiere del D Fantastica. Foto Renedo

Sarò forse mezzo matto, ma io mi riconosco in questo spirito e questo spirito lo vedo nei mondiali Master che amo, sponsorizzo e frequento. Lo ritrovo nelle regate dei ragazzi e dei ragazzini che d’inverno vanno in acqua e si allenano nella mia scuola sul Mar Nero, dove fanno la fila per andare in acqua. Questo è quello che vorrei vedere e ritrovare nelle classi Olimpiche…

Io continuerò a supportare i velisti che hanno talento e bisogno come Pedote nella vela oceanica, i laseristi e i 470 russi e nel Finn, oltre a ITA 146 e CRO 524 e ne sono contento e fiero.
Un abbraccio a tutti”.
(Lanfranco Cirillo)

Riceviamo e pubblichiamo la replica di Giorgio Poggi sul tema:

“Dopo aver letto l’intervento di Lanfranco Cirillo (Team Fantastica), non ritengo opportuno replicare.
La questione, quando ve ne sono stati i presupposti, è stata portata all’attenzione della Giuria Internazionale, che ha deciso in modo chiaro ed eloquente.
Non intendo tornare su questo argomento e aggiungere altro.” (Giorgio Poggi)

2 COMMENTS

  1. ….QUESTA DICHIARAZIONE MERITEREBBE DI ESSERE ‘insegnata’ nelle scuole di ogni ordine e grado sebbene mi ricorda quando il generale de Gaulle (uno dei pochi politici degni di questo nome che ebbe l’Europa e non a caso oggetto di un tentato attentato) conversando col suo barbiere che gli aveva confidato il proprio ‘progetto politico’ consistente nel mettere alla berlina i deficienti/imbecilli gli rispose che era d’accordo ma che “si trattava di un programma di VASTISSIMA portata”! Cirillo che ha fatto tanto per la VELA si trova nella stessa situazione del Generale: ha dinnanzi a sé un programma VASTISSIMO! 🙂

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