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Per la sua rubrica Team Fantastica, riceviamo da Lanfranco Cirillo questo articolo, che fa capire bene la tensione e il clima che si vive a Palmna di Maiorca, dove diverse nazioni si giocano l’ultima chance olimpica. Ribadiamo che eventuali repliche da parte dei citati saranno pubblicate.

Non avevo capito niente delle Olimpiadi e della febbre olimpica. Qui sono tutti matti… Quello che sto vedendo qui mi fa da una parte ridere e da una parte piangere. Avevo lasciato le classi monotipo perché le ritenevo meno eque e sono piombato qui, ma qui è un vero e propio casino. Le forze in campo sono i team. Le simpatie politiche e le relazioni tra stati, le simpatie personali o le cose accadute tempo prima condite da allenatori spesso ex glorie olimpiche o presunte tali, che pur di mandare avanti i propri mentono spudoratamente e si inventano cose grottesche. In questi giorni ne ho sentite di tutti i colori.

tensione al massimo nei Finn a Palma per l'ultimo posto disponibile per i Giochi Olimpici. Foto Deaves
tensione al massimo nei Finn a Palma per l’ultimo posto disponibile per i Giochi Olimpici. Foto Deaves

Ma vi racconto un po’ le cose: a Palma va in onda l’ultima chance di qualifica per le olimpiadi per l’Europa e l’Africa. E sì perché da questa edizione hanno deciso che più gente che va alle Olimpiadi più interesse di pubblico c’è. Per cui i migliori si beccano il posto ai Mondiali, ma i posti sono meno del 70%, gli altri sono divisi per continenti. Per cui se alle selezioni ai mondiali gli Usa prendono il posto, il Canada anche se fa 38 ai mondiali va alle Olimpiadi… o l’Africa che non ha fatto mondiali e non si è mai visto un africano, trova uno che vuole andare e fa ultimo va alleOlimpiadi. Ogni regola ha i pro e i contro ma «dura lex sed LEX».

Per cui nelle varie classi la guerra è atroce e ferrea, nel 470 l’Italia si gioca l’ultima chance e se la batte con l’Ucraina.
Nel finn, dove gareggio io, la regola è ferrea, per cui 5/6 nazioni di tutto rispetto si giocano l’ultimo posto disponibile. Russia, Cechia, Turchia, ma andassero a fare le selezioni in Asia dove va di autorità la China che ha un posto comunque finisca…, Portogallo, Spagna, Polonia. Tutti atleti professionisti che sono quattro anni che si allenano e domani si giocano l’ultima chance. Il loro livello è molto superiore di molta gente selezionata e sinceramente dispiace il cuore vedere anche uno di loro restare a casa.

La guerra quindi è folle e il dopo regata tra proteste spesso inventate e team esistenti o presunti, eh sì perché il team bulding non è solo tra stesse nazioni, ma anche tra gente che si allena assieme.
Quindi il Team Fantastica che ha russi, croati e italiani è un team.
Il turco si allena con Poggi e ha lo stesso allenatore allora è un team.
E come scordare la Dinghy Academy, che rappresenta 12/15 nazioni, allora anche loro sono un team.
Piu’ le nazioni… Siamo in nove russi su 70, quindi se scappa una virata fuori posto allora si fa team.
Bah, non so sinceramente. Ho navigato tre giorni e oggi grazie a un discreto dolore al ginocchio ho passato la giornata in gommone per capire meglio.
In tutta onestà era meglio regatare, sia per il mo ginocchio perché ore di gommone con onda non sono uno scherzo sia perché non ho molto capito chi è team di cosa e con chi.

In pratica la febbre olimpica. La cosa più sensata l’ho sentita dire a un alto esponente della Federazione Italiana, che ha detto a un paio di suoi atleti che si lamentavano: “basta regatare più avanti e nessuno ti dà fastidio”.

Non vorrei tornare alla mia precedente del sogno olimpico…, ma la febbre olimpica colpisce e ci dà duro per cui domani va in scena l’ultimo atto e tra turco, ceco, russo e portoghese ci sono si e no 10 punti e con due prove tutto è aperto.
Sperando che le cose si concludano in acqua e non nelle lunghe attese delle proteste, dove i team manager si affollano per farsi vedere dai giudici.
Una cosa è certa, ho corso molti anni con il numero ITA 212 e non ho mai preso una penalità, da quando corro come RUS 212 ne ho prese 6 in 4 regate.
Di questi tempi la bandiera russa forse non è di moda.

(Lanfranco Cirillo)

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