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Kitesurfer a Tarifa

Losanna, Svizzera- Cosa è accadduto davvero nelle stanze di World Sailing durante il Mid Year Meeting svoltosi nei giorni scorsi a Losanna? Se da una parte ufficialmente World Sailing ha comunicato la sede di Melbourne come finale della World Cup, un restyling della governance e un piano biennale di ammodernamento della sua struttura, dall’altra la disputa sul futuro della vela olimpica pare più accesa che mai.

Secondo quanto risulta a Fare Vela, infatti, il tentativo del Kitesurf per diventare disciplina olimpica già dal 2020 sarebbe potente e ripetuto. Come noto, il presidente dell’allora ISAF e ora World Sailing Carlo Croce aveva portato a votazione e fatto approvare la conferma delle attuali classi olimpiche almeno fino al 2020. Ma il kitesurf, in una non meglio specificata versione racing, foil o slalom, starebbe tornando prepotentemente alla carica, anche con l’appoggio di potenti marchi sportivi.

Kitesurfer a Tarifa
Kitesurfer a Tarifa

Per cambiare quanto deciso sarebbe necessaria da Statuto una votazione del 75 per cento del Council, cosa quindi improbabile se non fosse che in World Sailing e nella vela internazionale le singole lobby esercitano sempre notevoli pressioni, anche per gli evidenti ritorni economici ipotizzabili per i cantieri coinvolti, soprattutto se riescono ad avere il monopolio della costruzione di barche o, come in questo caso, delle tavole olimpiche.

Il Kite, che comunque gode ancora dell’appoggio indiretto del multimiliardario Richard Branson, ci prova e non risparmia sui mezzi, ma la condizione del suo ingresso prevede ovviamente anche un’uscita. Il tentativo di chiedere un’undicesima medaglia per la vela a Tokyo 2020 è stato rigettato dal Comitato Olimpico Internazionale. Per cui la battaglia nei corridoi di World Sailing inizia a farsi dura. Il 470, che potrebbe essere sacrificato o unito in una sola disciplina Open uomini/donne (i pesi degli equipaggi lo consentirebbero), è difeso dai paesi asiatici e ha il vantaggio dei costi ridotti. Il windsurf, teoricamente principale candidato alla sostituzione vista la sua tipologia di “tavola a vela”, ha la sua lobby che lo difende. Il 49er, che costa moltissimo in termini di allenamenti e materiali, è stato il primo a soddisfare i bisogni di spettacolo del CIO. Il Nacra 17 uomo/donna piace ed è oggettivamente spettacolare anche se deve risolvere dei problemi di monotipia. Il kitesurf ha per contro dei problemi a livello di sicurezza (altri due morti pochi gioirni fa a Tarifa, affogati dopo essere rimasti impigliati nei cavi) e di gestione degli eventi.

La vela, come confermatoci da Carlo Croce, “non rischia di uscire dalle Olimpiadi, ma ci hanno chiesto di rinnovarci e stiamo facendo tutto quanto richiesto”. Da non sottovalutare il particolare della scelta di windsurf e kitesurf contemporaneamente alle Olimpiadi Giovanili del 2018 a Buenos Aires, dove nella vela mancherà per la prima volta una deriva nel senso classico del termine.

Se la partita si gioca per il 2020, anche se pare difficile che il Council possa trovare una maggioranza del 75 per cento su un tale argomento, per il 2024 la battaglia è addirittura spietata, con moltissimi interessi contrapposti sul tavolo. Pare che il kitsurf sia riuscito a far breccia in alcuni ambienti all’interno di World Sailing, mentre a livello del CIO, che deve poi ratificare le discipline olimpiche, l’input riguarderebbe soprattutto la spettacolarità e la “rappresentanza sportiva”, ovvero atleti-icona, costi ridotti e diffusione nel mondo.

Alla voce status olimpico i singoli paiono inattaccabili, in quanto Laser e Finn, rispettivamente per equipaggi medio-leggeri e pesanti, rispecchiano in pieno tali caratteristiche e, nel caso del Finn, offrono anche un’immagine assai sportiva e “atletica” della vela, esaltata dalle riprese video di successo dei Giochi di Weymouth 2012.

London 2012 - Olympic Games Ben Ainslie a Weymouth 2012 London 2012 - Olympic Games London 2012 - Olympic Games
Ben Ainslie a Weymouth 2012
London 2012 – Olympic Games

Le pressioni incrociate continuano e nel prossimo Meeting annuale (novembre 2016, a Barcellona) si potrebbe anche arrivare a una “conta” dei voti. In quella sede sarà anche svolta l’Assemblea elettiva per presidenza e i sette vicepresidenti, con non pochi temi urgenti nell’agenda della federvela mondiale.

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