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Oceano Atlantico settentrionale – E’ l’altra faccia della Transat: da un lato scafi tecnologici, l’evoluzione dei foils e i maxi trimarani, dall’altra parte Loick Peyron su Pen Duick II, una barca che in Francia è un’icona indiscussa della marineria essendo appartenuta ad Eric Tabarly, che la progettò e con lei vinse la regata nel 1964.

Peyron al timone di Pen Duick II
Peyron al timone di Pen Duick II

Loick Peyron è uno che per altro di record e velocità se ne intende, essendo il detentore del Trofeo Jules Verne con Banque Populaire V, ma questa volta ha deciso che un omaggio a Tabarly e ai pioneri delle origini di questa regata fosse un’esigenza non più rinviabile.

Il mito Eric Tabarly a bordo di Pen Duick II
Il mito Eric Tabarly a bordo di Pen Duick II

Era il 1960 quando il quotidiano britannico Observer bandì la Observer Single handed Transatlantic Race, meglio conosciuta come OSTAR e oggi diventata The Transat. Partirono i cinque e vinse Francis Chichester in oltre 40 giorni.

Tabarly a bord di Pen Duick II in un'immagine d'epoca
Tabarly a bord di Pen Duick II in un’immagine d’epoca

Nel 1964 a Eric Tabarly ne servirono poco più di 27 su Pen Duick II per conquistare la vittoria.

Loick Peyron sta navigando a centinaia di miglia dal concorrente più vicino in regata tra i Class 40 ed ha ancora da coprire fino a New York 1668 miglia.

Loick Peyron-Pen Duick IILe sue medie di velocità superano di poco i 5 nodi, quando va bene. Il mitico Ketch si sta comportando egreggiamente, nonostante Peyron non gli abbia risparmiato una rotta molto settentrionale, sicuramente non al riparo dai colpi di vento. Scelta un po’ obbligata quella di stare vicino alla rotta ortodromica, non avendo la velocità necessaria per scelte differenti che lo avrebbero portato a coprire molte miglia in più.

PEn+duick+IIDal diario di bordo di Loick Peyron, 11 MAGGIO 2016

Il barometro sta iniziando lentamente a salire, segno che stiamo per uscire da questa pertubazione che ci spinge da quasi 3 giorni. In mare grosso, a volte, Pen DUick II si comporta in modo quasi silenzioso ma non mancano certo tanti scricchiolii. Così abbiamo navigato più in modalità trasferimento, solo sotto trinchetta da oltre due giorni. Qualche forte colpo ci ha sdraiato, basta ricordarsi prima di bloccare tutto a bordo per bene. Adesso ho appena issato un po’ di tela sulla mezzana, ma sento che la calma arriverà velocemente

Non sarà l’unico omaggio ai pionieri della regata d’altura che ha in programma Peyron: nel 2018 correrà la Route du Rhum su un piccolo trimarano, Happy, sister ship di Olympus che con Mike Birch vinse la prima edizione del Rhum nel 1978.

http://www.thetransat.com/

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