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Punta Ala- Le previsioni meteo della vigilia facevano temere una regata molto impegnativa per la flotta delle “piccole” iscritte alla 151 Miglia Trofeo Celadrin. Il Libeccio in effetti nella zona di Capo Corso ha soffiato molto intensamente nelle 24 ore che hanno preceduto la partenza, impegnando gli skipper e i navigatori in lunghe riflessioni su quale fosse la rotta migliore da fare per limitare i danni in caso di condizioni veramente dure.

Duello in bolina a Chiessi (Elba W) tra il Grand Soleil 43s Carpe Diem e il Comet 45 Quattrogatti. Foto Delfina Vicente Santiago
Duello in bolina a Chiessi (Elba W) tra il Grand Soleil 43s Carpe Diem e il Comet 45 Quattrogatti. Foto Delfina Vicente Santiago

Il Comitato di Regata ha escluso la riduzione di percorso, decisione che si è rivelata corretta date le condizioni incontrate poi durante la rotta verso la Giraglia. Dopo la passerella della partenza tra Livorno e Marina di Pisa è iniziata la lunga bolina, andatura che ha caratterizzato buona parte della regata. Il vento da ovest-sudovest ha soffiato intorno ai 12 nodi fino alla Gorgona, superata l’isola è aumentato d’intensità e lo stesso è stato per il moto ondoso.

A bordo del Dufour 34 Sotto Vuoto nel lasco finale verso Punta Ala
A bordo del Dufour 34 Sotto Vuoto nel lasco finale verso Punta Ala. Foto Giuffrè

Abbiamo navigato a bordo del Dufour 34 Sotto Vuoto di Fulvio Braga (LNI Sestri Ponente, 33mo ORC overall e terzo ORC 4): la massima intensità dell’aria registrata durante la prima notte dal nostro anemometro non ha mai superato sotto raffica i 18-20 nodi. Più impegnativa la situazione del mare, che nelle tre ore successive al passaggio della Gorgona si è presentato piuttosto corto e a tratti ripido e impegnativo per un’imbarcazione di 34 piedi, ma mai proibitivo.

Abbiamo deciso senza indugi di tenere la rotta più alta possibile, anche a costo di affrontare un mare un po’ più grosso, ma tatticamente era per noi l’opzione giusta. Abbiamo quindi fatto un bordo a perdere subito dopo Marina di Pisa per posizionarci al meglio, e un gancio a salire dopo la Gorgona con l’obbiettivo di restare costantemente sopra la rotta diretta o il più vicino possibile a essa. In avvicinamento verso la Corsica l’onda è sensibilmente diminuita e il vento è ruotato a sinistra, consentendoci ancora una volta di fare rotta diretta, ma stavolta mure a sinistra, verso lo scoglio.

Il passaggio in Giraglia è avvenuto intorno alle 5 con i primi bagliori a illuminare la rotta, seguito da un rapido avvicinamento alla costa occientale dell’Elba, con il vento da sud che ha continuato a soffiare intorno ai 12 nodi fino all’approccio all’isola. Più o meno a metà dell’Elba il primo, e unico, stop della regata.

La lunga bonaccia sotto l'Elba
La lunga bonaccia sotto l’Elba. Foto Giuffrè

Una lunga fase di bonaccia durata oltre sei ore, che ha compromesso le ambizioni di classifica overall delle piccole. Intorno alle 19 del secondo giorno di regata una brezza da sudest ha consentito la fuga dalle sabbie mobili dell’Elba e, come già visto in altre edizioni di questa regata, chi ha optato per tenersi molto sotto costa all’isola è riuscito a ripartire in anticipo ottenendo un vantaggio determinante.

Il passaggio alle Formiche di Grosseto per il grosso delle piccole è stato intorno alle 4, in piena oscurità, seguito poi da un lasco a buona velocità verso lo scoglio dello Sparviero, poi un rapido bordeggio verso il traguardo.

Ancora una volta la 151 Miglia ha regalato condizioni meteo varie e non scontate da interpretare, confermandosi come una prova molto valida da un punto di vista tecnico e aperta alle variabili più disparate. Una regata dal successo enorme, che merita a pieno titolo di stare dentro il calendario del Campionato Italiano Offshore per il suo coefficiente di difficoltà.

I vincitori dei due Trofei challenge della 151 Miglia sono il Cookson 50 Cippa Lippa 8 di Guido Paolo Gamucci (a bordo, tra gli altri, il tattico Gabriele Bruni e lo skipper Francesco Diddi), primo assoluto overall nel gruppo ORC International (al secondo posto lo Scuderia 50 Altair 3 di Sandro Paniccia, con a bordo l’ex navigatore di +39 in Coppa America Bruno Zirilli, e al terzo SL Energies GRP Fastwabe di Laurent Charmy), e il Maxi Pendragon di Nicola Paoleschi, vincitore della regata in tempo reale con un crono (17 ore, 55 minuti e 36 secondi) molto vicino al record stabilito nel 2011 da Our Dream, che quindi continua a resistere nell’albo d’oro dell’evento.

Per quanto riguarda la classifica overall IRC, il successo non è sfuggito al Maxi My Song di Pigi Loro Piana (in equipaggio l’ex olimpionico Pietro Sibello e numerosi ex Coppa America tra cui Lorenzo Mazza), secondo in reale a poco meno di due minuti da Pendragon, seguito nella classifica con i compensi dallo stesso Pendragon e dal Vismara Mills 62 RC SuperNikka di Roberto Lacorte (a bordo, tra gli altri, Alberto Fantini e Stefano Spangaro), terzo anche in reale.

Le classifiche complete con i vincitori di ogni classe http://151miglia.it/

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