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San Francisco, USA- Tempi duri per l’America’s Cup e World Sailing. Quello che è stato considerato il maggior scandalo nella storia della Coppa, il “Cheating” in cui nel 2013 furono implicati membri del defender Oracle Team USA sta tornando alla luce e potrebbe portare a rivelazioni tanto sorprendenti quanto gravi. E’ di oggi la notizia, rilanciata dall’AP, che una Corte Federale americana ha rigettato la richiesta della Giuria Internazionale legata all’America’s Cup 2013 di archiviare la causa intentata dal velista Matt Mitchell, già membro di Oracle Team USA, contro la stessa Giuria Internazionale e World Sailing, che lo avevano sospeso dall’attività per le prime quattro regate dell’AC 2013 in base a quello scandalo.

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Matt Mitchell quando era membro di Oracle Team USA

Come si ricorderà Oracle Team USA fu implicato nelle modifiche illegali di un AC45 in uno degli eventi preparatori alla AC34 disputata nel settembre 2013. La causa di Mitchell, però, è contro World Sailing e la sua Giuria Internazionale, non contro il defender. Mitchell, un grinder neozozelandese, fu squalificato per quelle quattro regate e di fatto vide compromesso il proseguimento della sua carriera. La vicenda si complica, in quanto in alcuni ambienti si suppose, e lo stesso Mitchell sostiene nella sua azione legale, che il grinder kiwi fosse stato “sacrificato” per coprire altri velisti del team.

Non solo, secondo quanto risulta a Fare Vela, un’altra causa intentata da un altro velista, che potrebbe essere individuato in Dirk De Ridder, velista che venne espulso dall’America’s Cup e poi squalificato in base a quello scandalo, potrebbe venire presto alla luce ed essere presentata presso una Corte Federale americana. L’obiettivo dell’azione sarebbe proprio contro l’azione della Giuria Internazionale nominata dall’allora ISAF (oggi World Sailing). Anche de Ridder perse importanti ingaggi professionali, tra cui un ben remunerato contratto alla Volvo Ocean Race.

La Giuria Internazionale nel 2013 squalificò Dirk de Ridder dalla regata sospendendolo per 5 anni (ridotti a 3 dalla Giuria ISAF e poi portati a 18 mesi dalla Corte Arbitrale dello Sport).

Su quel caso, ecco la nostra news del settembre 2013, con la sentenza.

Tale azione legale di fatto aprirebbe un caso dalle notevoli implicazioni. Questa evoluzione è stata indirettamente confermata anche da Tom Ehman, il ben informato vice commodoro del Golden Gate Yacht Club, che nel suo profilo Facebook ha così scritto oggi:

“Federal court allows America’s Cup sailor’s suit to proceed. Yes, a Federal court. And hold on to your hats — there’s another, related shoe about to drop, or so one hears….”

Ovvero “Una Corte Federale ha consentito alla causa di un velista di America’s Cup di procedere. Sì, una Corte Federale. E tenetevi forte – c’è un’altro caso relazionato che sta per scoppiare, o così pare…”.

La Giuria Internazionale dell'AC 2013 riunita a San Francisco per discutere quel caso
La Giuria Internazionale dell’AC 2013 riunita a San Francisco per discutere quel caso

Il caso, quindi, riguarderebbe le azioni della Giuria Internazionale – Graham McKenzie (NZL), Bryan Willis (GBR), John Doerr (GBR), David Tillett (AUS) e Josje Hofland (NED) – e le eventuali trattative che furono portate avanti nell’occasione. De Ridder e Mitchell furono sacrificati? E se sì, quali accordi furono presi? E’ evidente che se la Corte Federale americana dovesse portare in fondo la causa di Mitchell potremmo trovarci di fronte a rivelazioni clamorose.

 

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