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Anthikythera, Grecia- Il relitto del I Secolo a.C. dell’isola greca di Anthikythera, uno dei più celebri dell’epoca Classica, non finisce di stupire. Un’equipe di archeologi subacquei, guidata da Brendan Foley, ha scoperto in una nuova campagna di scavi sul relitto che si trova a una sessantina di metri di profondità, un artefatto mai trovato prima in relitti simili.

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Si tratta di una sorta di cilindro forato, dal peso assai rilevante, prodotto in piombo, che apparentemente non ha un uso logico. Potrebbe trattarsi, quindi, di quanto la letteratura classica riportava spesso a proposito delle dotazioni previste nelle navi dell’epoca, ovvera il così chiamato “delfino”, una specie di siluro pesantissimo che veniva calato dalle estremità dei pennoni su navi nemiche affiancate, allo scopo di provocarvi una falla e quindi il naufragio. Una sorta, quindi, di siluro verticale.

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Il relitto di Antikhytera, lungo ben sessanta metri, era già famoso per la grande quantità di oggettistica preziosa, statue di pregio e gioielli che vi era stata ritrovata e per il celebre “meccanismo o macchina di Antikhytera”, uno strumento di osservazione e predizione dei fenomeni astronomici che a lungo sorprese la comunità scientifica internazionale.

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