SHARE
L'americano Caleb Paine. Foto Deaves

Rio de Janeiro, Brasile- “Era incredibilmente ventoso là fuori oggi, e le onde arrivavano fino a tre metri ed erano durissime”, se a dirlo è il campionissmo inglese Giles Scott, erede designato di Sir Ben Ainslie e favorito dopo l’ottimo 2-1 di oggi per la conquista dell’oro di Rio, bisogna crederci. E la testimonianza del cronista, che torna al Media Center bagnato fradicio ma lieto di aver assistito a una epica giornata di grande vela olimpica, lo conferma.

Il canadese Ramshaw e lo svedese Salminen. Foto Robert Deaves
Il canadese Ramshaw e lo svedese Salminen. Foto Robert Deaves

Oggi nel Campo fuori Niteroi, in Oceano Atlantico, sembrava di essere in Scozia: onda sui tre metri, vento a 25-28 nodi, cielo grigio e pioggerella. A Copacabana e Ipanema, sullo sfondo, a un certo punto hanno addirittura acceso le luci alle due del pomeriggio.

Giro di boa nella seconda prova di giornata, con Giorgio Poggi a centro flotta ma primo del gruppetto nella foto. Foto Tognozzi
Giro di boa nella seconda prova di giornata, con Giorgio Poggi a centro flotta ma primo del gruppetto nella foto. Foto Tognozzi

Il grigiore non ha impedito però ai 23 nerboruti e tosti finnisti di esaltarsi e affrontare le montagne d’acqua, spesso frangenti, in uno sforzo davvero “olimpico”. Dopo la lenta partenza di ieri, Giles Scott si è subito riscattato nelle sue condizioni, un secondo in rimonta con poppe da paura gettandosi dalle creste d’acqua in planata estrema seguito da un primo netto e senza pause, con prova dominata dall’inizio alla fine. Vasilij Zbogar, in testa alla classifica dopo le due prove iniziali, si è difeso, dall’alto dei suoi 41 anni, con un 7-10 che gli consente di ottenere l’obiettivo, “limitare i danni perdendo pochi punti nel vento forte”. D’altra parte a questi livelli e con questo vento il Finn Olimpico (la maiuscola è d’obbligo) non è proprio “un paese per vecchi”.

L'americano Caleb Paine. Foto Deaves
L’americano Caleb Paine. Foto Deaves

Giorgio Poggi si è mantenuto a centro flotta con un 16-11 che gli consente di conservare la decima posizione in una classifica molto aperta, dove tutti hanno una prova così e così. Domani ancora vento sostenuto ma per le prove finali dovrebbe rientrare aria leggera, lasciando ampi margini un po’ a tutti.

La partenza della seconda prova di giornata. Foto Tognozzi
La partenza della seconda prova di giornata. Foto Tognozzi

Le onde bastonavano, arrivando nei casi peggiori, a spostare di due-tre metri i Finn che risalivano il freddo vento da ovest che sembrava arrivare direttamente dalla Patagonia. Allan Julie, il finnista delle Seychelles, si è tolto la soddisfazione di mettere dietro diversi timonieri alle prime boline, salvo poi ritornare alla sua posizione di coda nelle durissime poppe, per lui delle vere e proprie montagne russe. Si sono visti numeri d’alta scuola ai giri di boa, 720 completati in pochi secondi con i boma che spazzavano il pozzetto stile ghigliottina. Il controllo, anche in queste condizioni, era comunque totale e nei primi risaliva la forza e la capacità di soffrire tipiche del singolo più glorioso della storia olimpica.

Giles Scott. Foto Deaves
Giles Scott. Foto Deaves

“Si trattava di regatare bene e in queste condizioni non era scontato farlo”, aggiunge Giles Scott, “Adesso sono in testa ed è un buon risultato ma per tutti è ancora lunghissima ma certo mi sento meglio oggi rispetto a ieri”.

“Dove eravamo noi c’erano 20 nodi e raffiche spesso sui 25, con onda molto formata”, racconta Giorgio Poggi, “era dura e nella prima prova alcuni, tra cui io, ci siamo confusi con due boe rosse sulla destra del nostro campo che per un attivo ci sono sembrate le nostre di bolina, che invece sono arancioni, per cui ho dovuto gettare alcune decine di metri arrivando in boa al lasco. Nella seconda meglio e ho finito 11, qui ogni punto è importantissimo ed è ancora lunghissima, per sui andiamo avanti convinti”.

2 COMMENTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here