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Flavia Tartaglini in regata ieri. Foto Capizzano

Rio de Janeiro, Brasile- Giornata piena oggi a Marina da Gloria, con ben otto classi in regata. Per la vela azzurra giornata decisiva per Flavia Tartaglini, che da leader dovrà resistere all’assalto delle tre rivali immediate per il podio, la francese Picon e la russa Elfutina che la seguono a un punto, e la spagnola Alabau, l’oro olimpico in carica, a sei punti. Con tre prove (nel campo oceanico di Niteroi, diretta su Raisportweb) prima della Medal Race tutto è ancora aperto e sarà necessaria grande forza mentale e notevole equilibrio per resistere lassù.

Flavia Tartaglini in regata ieri. Foto Capizzano
Flavia Tartaglini in regata ieri. Foto Capizzano

La vela azzurra scende in acqua con il suo asso più atteso, Giulia Conti e Francesca Clapcich, che esordiscono negli FX. Inizia una delle serie più attese, quello dello skiff olimpico, che nei 49er vede la supersafida tra gli imbattibili Peter Burling e Blair Tuke e gli aussie Outteridge-Jensen, campioni olimpici a Weymouth.

Ruggero Tita. Foto Sailing Energy
Ruggero Tita. Foto Sailing Energy
Pietro Zucchetti. Foto Sailing Energy
Pietro Zucchetti. Foto Sailing Energy
Giulia Conti. Foto Sailing Energy
Giulia Conti. Foto Sailing Energy
Francesca Clapcich. Foto Sailing Energy
Francesca Clapcich. Foto Sailing Energy

In acqua anche Laser e Laser Radial (campo Copacabana) per race 7 e 8, con Francesco Marrai chiamato a uno sforzo definitivo per conquistare una Medal alla sua portata (14 punti da recuperare con 4 prove), e 470 uomini e donne. Riposano i Finn, dopo due giorni brutali ma leggendari di regate in oceano, e i Nacra 17.

La giornata si presenta grigia e uggiosa qui a Rio. Una nebbiolina umida avvolge il Pan di Zucchero e cvopre la Baia, con gli stessi brasiliuani che, a 17°, dicono di avvertire “un po’ di freddo”. Il vento previsto sarà medio-leggero con probabile instabilità.

Finn nelle condizioni estreme di ieri a Copacabana. Foto Deaves
Finn nelle condizioni estreme di ieri a Copacabana. Foto Deaves

A proposito, fa parlare nel media center la decisione di spostare ieri i Nacra e i windsurf nei campi interni alla Baia al posto dei Finn e dei 470, che dopo essere stati destinati a Guanabara sono dovuti tornare in oceano per affrontare condizioni epiche, 25/30 nodi e 3/4 metri d’onda. Di fatto, nell’attuale panorama delle classi olimpiche solo i Finn e i 470 (olter ai Laser) sono in grado di affrontare tali condizioni senza rischio di spaccare tutto, nonostante che alla conduzione vi siano i migliori velisti al mondo. Si tratta della “Seaworthiness”, ovvero della capacità di affrontare il mare aperto in sicurezza. La rincorsa alla velocità e al solo spettacolo sta evidentemente creando “attrezzi velici” sempre più distanti dal concetto di barca capace di affrontare il mare aperto. Certo è che sarebbe stato impossibile vedere i Nacra 17, gli stessi 49er o anche i windsurf regatare tra le onde di ieri a Copacabana.

L’Olimpiade della vela di Rio, tra notevoli problemi di organizzazione, è stata in parte salvata proprio dagli dei del vento, che hanno riservato due giornate leggendarie in oceano. Nei campi di regata della Baia, invece, i giri d’aria e le trappole della pressione sono sempre pronte a fregare i velisti meno accorti. Cosa accadrà nelle Medal Race decisive, tutte programmate nel Campo di Regata del Pan di Zucchero, a pochissima distanza dalla spiaggia di Flamengo? Occorreranno nervi saldi e coraggio ma alla fine varrà per tutti il “No excuse for the loosers”.

La gallery dei 470 di Matias Capizzano:

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